giovedì, 25 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

L. elettorale. Il rebus del premio di maggioranza
Pubblicato il 21-04-2017


urne-seggio-elettoraleMartedì Mdp sfilerà con Pisapia al corteo di Milano del 25 aprile poi parteciperà con una larga delegazione all’incontro che l’ex sindaco di Milano avrà a Roma a mezzogiorno con gli amministratori e gli eletti provenienti dall’area di Campo progressista.

Pisapia ha dato ai suoi appuntamento per quel giorno per discutere dei prossimi scenari a poche ore dalle primarie del Pd. Ieri la mossa dem di ufficializzare il premio alla lista vincente ha impresso un’accelerazione ai lavori per la costruzione di un campo del centrosinistra. “E’ chiaro – spiega chi sta lavorando al progetto di Pisapia – che se Renzi non apre al premio alla coalizione ci sarà una lista unica alternativa al Pd”.

L’idea è quella di replicare in qualche modo ‘Italia bene comune’, l’associazione fondata da Pisapia, Bersani, Tabacci e Vendola. L’ex primo cittadino di Milano attende di capire quale sarà la legge elettorale con cui si andrà alle elezioni ma sabato all’incontro con Orlando e Cuperlo ribadirà ancora una volta che l’ex presidente del Consiglio deve “guarire dalla sindrome di autosufficienza”.

Si aspettano le primarie, per valutare quale sarà il peso di Renzi e soprattutto se il Pd passerà indenne la prova delle amministrative. “Ma è chiaro che se Renzi vuole il voto dobbiamo essere pronti ad una svolta”, sostengono fonti parlamentari del Movimento dei democratici e progressisti. I fuoriusciti dal Pd ritengono che Renzi in realtà stia pensando ad una sorta di ‘listone’ che contempli anche i centristi di Alfano, i Civici e innovatori e pezzi di Ala.

“E’ arrivato il momento – rimarca un altro esponente di Mdp – di gettare le basi su un nuovo centrosinistra. Guardiamo a Pisapia ma anche alle evoluzioni di Sinistra italiana. Poi dopo in Parlamento si misureranno i rapporti di forza”.

Per ora il Pd ha cambiato schema sui capilista e sui collegi, ottenendo il plauso anche di Bersani, ma è stato proprio Renzi ieri a sottolineare come in caso di pareggio si deciderà tutto in Parlamento. L’ex segretario dem ai suoi sbandiera sondaggi lusinghieri per il 30 aprile e non è preoccupato se a sinistra del Pd possano arrivare spontaneamente, senza alcuna iniziativa organizzata, aiuti ad Orlando. Tuttavia in Parlamento si pensa già a cosa possa succedere dopo le primarie Pd: i centristi si stanno organizzando e aspettano anche Calenda per le primarie dei moderati, nel centrodestra Berlusconi agli interlocutori ha ripetuto che se la legge elettorale resterà quella del Consultellum allora FI andrà da sola e magari alle elezioni ci sarà anche una ‘lista animalista’ (è stato di pochi giorni fa il suo appello a salvare un agnello…) mentre a sinistra il dibattito è in corso.

Gli uomini di Pisapia spingono per il premio e per primarie di coalizione ma se non dovesse esserci alcuna apertura su questo fronte, apertura che da tempo si augurano sia Orlando che Franceschini, allora si lavorerà per creare – viene fatto notare – un campo vasto che parta dalla società civile. “Renzi – è il ‘refrain’ non solo in Mdp – vorrà le elezioni in autunno, non avendole ottenute a giugno.

E farà una battaglia sul voto utile, andrà a pescare anche in Forza Italia per cacciare il barbaro Grillo. Noi dobbiamo accelerare per costruire una proposta forte”. In realtà alcuni esponenti provenienti da Sel da tempo avvertono i bersaniani che non è possibile “una sommatoria di sigle”, occorre – questo il ragionamento – “aprire le porte a sinistra rimuovendo l’ostacolo Renzi”. I passaggi per la costituzione di un nuovo centrosinistra sono tutti da costruire, Mdp nella conferenza programmatica a Milano dal 19 al 21 maggio lancerà la proposta di un patto su alcuni punti (lavoro, sanità pubblica, investimenti, Europa) e auspica che dal Pd si stacchino dopo le primarie altri pezzi. “Pisapia – sottolinea anche un senatore bersaniano – deve decidere al più presto cosa fare da grande”.

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