domenica, 25 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Remigio Morelli
Non TAPpiamoci la bocca
Pubblicato il 18-04-2017


Non ero al Consiglio Nazionale e non conosco i termini nei quali l’ordine del giorno sulla TAP sia stato presentato dai compagni pugliesi e approvato dall’assemblea con un solo voto contrario. Ma conosco il merito di quel documento e ne condivido appieno, da pugliese e da salentino, i contenuti e le ragioni che lo hanno ispirato, che non possono essere liquidate, come fa il compagno Tantone, per “affermazioni di principio buttate qua e là”.

Chi vive nel Salento sperimenta tutti i giorni sulla propria pelle gli effetti perversi del cosiddetto “paradosso di Lecce” per il quale il territorio della provincia subisce più di Brindisi e Taranto il pesante inquinamento dell’ILVA e della centrale a carbone di Cerano, assai più inquinante della stessa ILVA, la cui somma di inquinanti, secondo Greenpeace è pari all’8% dell’interro inquinamento industriale d’Italia: ne fanno testo i dati degli ultimi 10 anni consolidati dagli istituti di ricerca ufficiali, dai rilevamenti delle ARPA e dai registri tumori delle ASL salentine. Sarebbe sufficiente la sola prospettiva della decarbonizzazione globale e degli impianti pugliesi, promossa e sostenuta dalla commissione UE, per convincere i salentini delle opportunità offerte dal gas naturale in termini di efficienza e di risparmio energetico e dei suoi molteplici usi civili e produttivi.

Certo, Tantone ha ragione a lamentare la concentrazione di impianti inquinanti nel ‘quadrilatero’ appulo-lucano e “la mancanza di una politica economica nazionale che contemperi gli interessi in campo in una prospettiva sociale, ambientale ed economica di medio e lungo periodo”. Ma questa è, purtroppo, questione antica che investe il complesso delle politiche di sviluppo dei governi e, più in particolare, le politiche per il Mezzogiorno. Attenzione, però, a non cadere nel solito “benaltrismo” che spesso ha bloccato, soprattutto nel Mezzogiorno, ogni tentativo di sviluppo e di innovazione sostenibile.

I comitati e le piazze che qui si agitano contro la TAP, in nome di una mai verificata volontà delle popolazioni salentine, rappresentano la classica e ricorrente reazione “not in my back yard”, una reazione “ottusa” in chi la pratica e “miserabile” in chi la ispira per mere ragioni di consenso; simile, per molti versi, alla isterica opposizione contro le misure di contenimento della Xylella, a causa della quale la calamità epidemia, non circoscritta in tempo, dilaga ormai nel tarantino e nel brindisino e rischia seriamente di distruggere l’intero patrimonio olivicolo della regione. Una irrazionale espressione di infantilismo civile che, come si afferma nel documento del PSI pugliese, nulla ha a che vedere con il libero confronto democratico e, meno che mai, con la cultura del riformismo socialista.

Dire queste cose, me ne rendo conto, non rende certo popolari in un’epoca di smarrimento della politica e di resa incondizionata ai populismi di ogni specie. Ma noi siamo socialisti e non abbiamo alternative all’obbligo morale dell’esercizio critico. E, se mi consente il compagno Tantone, all’espressione libera e democratica del nostro pensiero, senza timori reverenziali e senza subalternità ai luoghi comuni dominanti.

Remigio Morelli
Federazione PSI di Lecce

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