venerdì, 28 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Antonio Ciuna:
Ponte sullo Stretto,
si ricomincia da zero
Pubblicato il 13-04-2017


Gentile Direttore Mauro Del Bue,

Facendo seguito alla mia lettera del 30 marzo u.s. nella quale si auspicava che per risollevare l’economia della Sicilia e della Calabria era di vitale importanza risolvere una volta per tutte l’attraversamento stabile dello Stretto di Messina realizzando il Ponte di collegamento stradale e ferroviario fra le due regioni,con sconcertante sorpresa si apprende ora, dalla lettura del Documento Economico Finanziario del governo centrale, che la suddetta opera dovrà essere riesaminata ex novo e per la fattibilità e per la convenienza economica e nel contempo si dovranno approfondire gli studi per progettare alternative di trasporto sullo Stretto per velocizzare le comunicazioni fra le due sponde.
Un dato certo e inconfutabile è che l’avere lasciato per decine di anni in assoluta precarietà i trasporti sullo Stretto ha impoverito ulteriormente in modo grave e irreversibile le economie e delle due città metropolitane di Messina e Reggio C. nonché delle due regioni della Sicilia e della Calabria.

Detta carenza ha provocato fra l’altro l’abbandono dalle due città e dalle due regioni di migliaia di giovani per la mancanza di lavoro. In passato e al presente le forze politiche nonché i governi hanno sempre speculato per fini elettorali sul Ponte Si,sul Ponte No,sul Ponte Ni. Ora devo ritenere che si è raggiunto il livello più basso della politica quando si afferma che per realizzare la grande opera si devono riesaminare di nuovo la fattibilità e lo sviluppo economico e altre analisi tecniche.
La suddetta motivazione suscita sconcerto, incredulità e infinita perplessità. Se una grande opera non si vuol più fare lo si dica in modo chiaro e con assoluta onestà. Mettere di nuovo in discussione il tutto quando la grande opera era stata già appaltata ed esiste il progetto definitivo e si è certi che si dovranno pagare pesanti penali per l’annullamento del contratto non si comprende perché si continua impunemente a illudere ancora i calabresi e i siciliani che i trasporti sullo Stretto troveranno una soluzione ,quando si è certi che nessun altro mezzo di trasporto navale o aereo (ciclovie !?!?) potrà velocizzare il traffico dei veicoli stradali e ferroviari sulle due sponde. Vorrei esortare i nostri politici a non prendertici più in giro, non lo meritiamo.

La gran parte dei 35 miliardi stanziati dal D.E.F. saranno impiegate per realizzare le opere infrastrutturali strategiche nel Centro- Nord del nostro Paese.
Con rammarico ,ancora una volta devo constatare che le due regioni della Sicilia e delle Calabria sono abbandonate al loro destino e per le loro future economie saranno collocate ai margini e del nostro Paese e dell’Europa.

Antonio Ciuna

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