mercoledì, 26 aprile 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Celso Vassalini
Lettera aperta al presidente Paolo Gentiloni
Pubblicato il 03-04-2017


“Buongiorno, Presidente Paolo Gentiloni, volevo ricordarTi che la battaglia per il diritto di cittadinanza dei ragazzi nati e/o cresciuti in Italia, era a rimane una delle battaglie per i diritti che il nostro Partito da sempre. Tu sei stato uno dei sostenitori da sempre. Questa riforma non deve essere più rimandata, Presidente. Non possiamo fare aspettare ancora la nuova generazione di questo Paese. Sono le nostre battaglie da anni, Presidente. Io Ti prego di far si che si raggiunga questo traguardo di civiltà prima possibile, e non venga più rimandato.” “In tempi di globalizzazione non si può ignorare la realtà e cioè che nel Paese ci sono persone che vengono da altri luoghi ma che fanno parte della nostra società. In Italia ci sono oltre quattro milioni di immigrati. Tanti figli di questi immigrati sono nati qui e sono cresciuti con i nostri figli. Bisogna prendere atto del fatto, quindi, che sono italiani”.

“IUS SOLI” approvato il 13 ottobre scorso la Camera ha dato il primo via libera al Disegno di Legge che permette agli stranieri di ottenere la Cittadinanza. Ora ci dovrà essere l’approvazione definitiva del Senato. I voti favorevoli sono stati 310, 66 i contrari, 83 gli astenuti. A votare insieme alla maggioranza sono stati i deputati di Sel, Area popolare e Ala. Contrari FdI, Lega e Forza Italia (tranne Renata Polverini). Il Movimento 5 stelle si è vergognosammente astenuto. Certo se il 4 dicembre passava il referendum ora non staremmo ad attendere l’approvazione del Senato sarebbe già Legge un traguardo di Civiltà! Visto che i Senatori Mucchetti e Corsini sono sempre nei vari salotti e poco al Senato…! Incomprensibile è per i bambini il considerare che il compagno di banco non era “come loro”: la condivisione dei compiti per casa, delle interrogazione, dei bei o brutti voti, delle ore di vita assieme, dei giochi, come possono creare barriere tra “avente diritto” (di essere cittadino) o “straniero”?

Celso Vassalini

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