martedì, 23 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Celso Vassallini:
In cammino verso il 30 aprile
Pubblicato il 20-04-2017


Cortese Direttore,

mi piacerebbe che queste prossime settimane fossero l’occasione per avvicinare gli elettori più convinti ma anche quelli che di Matteo Renzi vedono pregi e difetti, qualità e limiti. Da qui a Domenica 30 aprile ci aspetta un grande compito portare il confronto fra i sostenitori e coinvolgerli nella scelta del Segretario, riconquistare attenzione e fiducia nei cittadini. Come riuscirci? Ricordandoci che il PD non deve essere una collettività dove ognuno fa e dice quello che vuole, ma una COMUNITÀ dove ci si confronta, rispetta e, una volta deciso, si va avanti uniti! Per questo spero che Matteo Renzi abbia letto con attenzione un piccolo saggio di Massimo L. Salvadori pubblicato da Donzelli nei giorni scorsi. Si apre (e si intitola) con una “Lettera a Matteo Renzi”, di cui riporto uno stralcio, che ho condiviso molto: “Caro Renzi, tenga duro. So bene che è una esortazione superflua, poiché Lei è uno che ha incorporato nel suo carattere la parola d’ordine di Salvemini: «Non mollare». Andrò alle primarie a votare Lei, perché, come ho detto e ridetto, sono tra coloro che credono nella sua leadership e nella sua capacità di fare tesoro degli insegnamenti che le vengono dalla sua esperienza, negli aspetti più positivi e in quelli meno positivi, di segretario e di premier. Concludo questa lettera consegnandole le seguenti parole di Max Weber, su cui ha attirato recentemente la mia attenzione l’amico Michele Salvati: «La politica consiste in un lento e tenace superamento di dure difficoltà da compiersi con passione e discernimento al tempo stesso. E’ certo del tutto esatto,e confermato da ogni esperienza storica, che non si realizzerebbe ciò che è possibile se nel mondo non si aspirasse sempre all’impossibile». Occorre «armarsi di quella fermezza interiore che permette di resistere al naufragio di tutte le speranze, già adesso, altrimenti» non si sarà «in grado di realizzare anche solo ciò che oggi è possibile». «Soltanto chi è sicuro di non cedere» alle difficoltà che gli si parano innanzi, «soltanto chi è sicuro di poter dire di fronte a tutto questo: “Non importa, andiamo avanti”, soltanto quest’uomo ha la “vocazione” per la politica». Naturalmente le qualità di un leader non sono soltanto la volontà e la determinazione. Queste, per quanto essenziali, sono preliminari. La più autentica misura è data da come egli affronta le circostanze quando diventano più difficili. Tali sono le condizioni in cui versa oggi l’Italia e con le quali occorre misurarsi. Se Lei sarà chiamato a reggere prima la guida del PD e poi, dopo le prossime elezioni, mi auguro anche quella del Paese, dovrà fare i conti con uno scenario complicato, disseminato di molti ostacoli all’interno e all’esterno. La mancata approvazione della riforma della Costituzione, un sistema dei partiti estremamente conflittuale e divisivo nelle stesse coalizioni in competizione, le crepe che caratterizzano la traballante Unione europea – ma si potrebbe continuare – peseranno negativamente sulle spalle dei leader di partito e dei governanti. E dunque un leader forte ha bisogno di affiancare alla volontà e alla determinazione le doti dell’attenzione, della valutazione prudente dei passi da compiere, della capacità di manovra e di trattativa, della disposizione non soltanto a parlare agli altri per trascinarli ma anche ad ascoltare prima di scegliere e di prendere le proprie decisioni. Il governo degli uomini è cosa assai più complessa dell’indicare loro la direzione di marcia, che pure è la funzione di un leader.” Mentre alle porte dell’#Europa, in #Turchia, si assiste alla più grande frode elettorale, l’Unione Europea sta ferma e zitta. È inaccettabile, speriamo che con una vittoria di #Macron in Francia, di #Schulz in Germania e di #Renzi in Italia, l’Unione possa rimettersi in moto e tornare protagonista nel mondo.

Celso Vassalini
Cittadino Europeo. COMITATO “Matteo Renzi”.

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