martedì, 25 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrive Massimo Sagramola:
Dimore esoteriche
Pubblicato il 25-04-2017


foto_sagramolaGrazie all’invito del Presidente del Vittoriale degli italiani, Giordano Bruno Guerri, abbiamo visitato il complesso: moltissimi visitatori, personale preparato e cordiale, sorveglianza discreta ma efficace, le esposizioni, le informazioni, la natura, pulizia ed ordine; un piccolo paradiso alla portata di tutti.

Quello che mi ha colpito però è stata la dimora del Vate, La Priora, scrigno di oggetti esoterici e testimonianza del sincretismo di Gabriele D’Annunzio.

L’Arengo immerso nelle magnolie con il suo trono di pietra, mi ha ricordato il giardino della Villa di Federico Zeri a Mentana, dove il grande critico d’arte, anche lui, amava sedersi su di un simile trono di pietra vicino alla sua collezione di epigrafi romane, rivolto verso il roseto.

Anche Zeri aveva una dimora esoterica: i suoi amuleti erano le antiche sculture di Palmyra come gli oggetti kitsch che riceveva in dono da Roberto D’Agostino.

Ho pensato anche a Marta Marzotto, alla sua casa di Milano con i quadri di Guttuso ed i suoi ricordi ed  alle sue mani che cercavano tra le sue bigiotterie i pezzi da scegliere come regalo per i suoi amici.

Anche Marta era esoterica: i suoi solitari con le carte mentre era a letto ed i tarocchi che le avevo regalato tenuti lì accanto.

Come gli antichi egizi, queste persone raccoglievano oggetti che parlassero di loro, testimoni della loro essenza e guardiani delle loro dimore al pari delle gargoyles delle cattedrali.

Nel caso di D’Annunzio però sembrerebbe che non lo abbiano protetto fino in fondo se pensiamo che il 13 Agosto 1922 è volato dalla finestra di quella dimora che aveva scelto per isolarsi. Probabilmente i suoi amuleti non sono riusciti a proteggerlo dalle energie ambigue dell’ entourage che lo circondava durante la fase finale della sua esistenza.

Infatti il poeta e comandante non riuscì mai ad installarsi nella attigua residenza, il cosiddetto Schifamondo, un’appartamento in boiserie ispirato al lusso di un transatlantico.

Il primo Marzo 1938 muore nella  Priora nella sua anticamera chiamata Zambracca, stramazzando sullo scrittoio Buccellati sul quale si trovava l’almanacco di Barbanera che annunciava la morte di una personalità, come sottolineato a matita rossa proprio dall‘orbo veggente. 

 

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