domenica, 20 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Scrivono Paolo Cristoni e Mauro Veronesi:
Cooperative Riformiste
Pubblicato il 07-04-2017


È bene informare o ricordare che l’art.45 della Costituzione (Titolo 3 – Rapporti Economici) esiste ancora. Esso recita: “La Repubblica riconosce la funzione sociale della Cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità. La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell’artigianato”. Non vuole essere una provocazione ma una vera necessità di istruzione culturale per tutti, giovani e non, accerchiati da fatti di malaffare (o di errori di conduzione imprenditoriale)che interessando alcune società cooperative trovano nella Stampa un’eco esagerata e strumentale. Non è la forma societaria responsabile del malaffare ma il comportamento delle singole persone che ne sono responsabili. La forma cooperativa è l’unica tipologia societaria che trova espresso riferimento in quasi tutte le Costituzioni degli Stati ed è lo strumento imprenditoriale di riferimento di auto emancipazione dei lavoratori. Trattasi di una forma societaria che non viene scelta dai “ricchi capitalisti” o dagli industriali per le loro imprese improntate sul massimo guadagno. Può avvenire l’inverso (la legge lo permette) che una Società Cooperativa si trasformi in una SpA. Di certo un impresa che non distribuisce utili, che non può consolidare il proprio personale patrimonio, che come semplici Soci (non azionisti) obbliga la paritarietà nelle espressioni di Voto,non interessa lo “speculatore” o l’investitore. Eppure lo sviluppo delle cooperative in vari settori è stato determinante ed ancora decisivo (Agricoltura, Abitazione, Servizi, Lavoro, Sociale…) ed oggi non più sostituibile ma indispensabile in tutto il mondo (l’ONU ne stabilisce periodicamente l’anno di “riferimento internazionale” ; nessun altro tipo di Impresa gode di tale riconoscimento). È importante e doveroso ricordare come “organizzare” i lavoratori in forma Cooperativa sia stato argomento importante e politicamente contrastato nel secolo scorso (anche di recente con i governi di centrodestra) anche nella Sinistra Italiana. In Emilia ricordare Giuseppe Massarenti di Molinella (BO) e Camillo Prampolini (R.E.) non è solo un dovere culturale ma pure morale e politico. Entrambi sostenitori e costruttori del SOCIALISMO RIFORMISTA, entrambi perseguitati ed esiliati, entrambi strumentalmente combattuti dal fascismo e dal Comunismo.
Sabato 8 aprile si commemora il 150° anniversario della nascita di Massarenti al cui funerale nel 1950 intervenne il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi.
Camillo Prampolini, pochi giorni prima della morte avvenuta il 30 luglio 1930 in esilio a Milano, ricevette un messaggio augurale da parte degli esuli in Francia tra i quali Turati, Treves, Buozzi, Saragat, Nenni, Rosselli ed altri. Il funerale, voluto da Prampolini, fu senza cerimonie ma sulla salma l’amico Nino Mazzoni posò un mazzo di garofani rossi come omaggio “del Socialismo Italiano al Maestro”.
Di recente l’assessore regionale Mezzetti (ex PCI e SEL) ha richiamato il Socialismo Democratico; il Presidente della Giunta regionale Bonaccini ha citato Prampolini; anche Bersani si è cimentato in tali riferimenti commettendo però grossolani errori. Tralasciamo. Alla assemblea della Legacoop Emilia Ovest in febbraio è stato distribuito un bellissimo volume su Prampolini. Il governatore della Toscana Rossi ha proposto il nome “Democratici e Socialisti” al nuovo partito uscito dal PD ma senza Successo!?
Il vocabolo Socialista è impronunciabile(ipocritamente) mentre Riformista è divenuto Indispensabile per tutti (nessuno usa più rivoluzionario). Un vocabolo, riformista, per anni deriso a Sinistra con toni anche offensivi quali “Socialfascisti” o “Socialtraditori”. Vista la attuale situazione della Sinistra Italiana sarebbe opportuno riprendere la scelta del 1922 di dare vita al Partito Socialista Unitario. Così nella Cooperazione è importante la volontà di costituire una unica Associazione Sindacale di Rappresentanza delle società Cooperative aderenti alle tre storiche associazioni: AGCI, LEGACOOP, CONFCOOPERATIVE. L’iter iniziato 6 anni fa è in itinere pervenendo ad una importante semplificazione operativa e ad un rilevante aumento della forza Sindacale (10% del PIL nazionale).

Le tre Associazioni si sono trovate unite nel proporre una Legge sulle cooperative spurie e sui necessari controlli di legalità. La Cooperazione potrà così tornare ad essere un riferimento operativo unitario dell’emancipazione dei lavoratori.

Paolo Cristoni e Mauro Veronesi

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