lunedì, 25 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Settimana decisiva per il testamento biologico
Pubblicato il 13-04-2017


biotestamentoLa prossima settimana sarà decisiva per il testamento biologico. La proposta di legge sulle disposizioni anticipate di trattamento, che tornerà all’esame dell’Aula di Montecitorio dopo le festività pasquali, e precisamente da mercoledì 19 aprile con priorità rispetto agli altri provvedimenti, si avvia verso il rush finale, seguita dalle accese polemiche che sin dall’inizio la hanno accompagnata.

“Mi auguro che finalmente la prossima settimana riusciremo a approvare la legge sul testamento biologico: siamo già in netto ritardo con il resto dell’Europa, ma soprattutto con quanto sta avvenendo nel Paese”. Questo l’auspicio di Pia Locatelli, presidente del gruppo socialista alla Camera. “Molti malati terminali sono costretti ad andare in Svizzera per trovare una morte dignitosa, quasi l’80% dei cittadini chiede di poter scegliere come e se curarsi anche nel fine vita, l’opinione pubblica è pronta ad affrontare anche il discorso sull’eutanasia e in Parlamento ci sono ancora forze politiche sorde a questi appelli. Così come sempre avviene sui temi etici, il Paese è molto più avanti di certa politica che rifiuta di veder sancito per legge quanto già accade nella maggior parte delle strutture ospedaliere. Con i Dat – conclude la parlamentare socialista – non ci inventiamo nulla di nuovo: stabiliamo semplicemente che quella libertà di cura sancita dalla Costituzione sia valida anche quando non si sarà più in grado di esprimere le proprie volontà”.

E proprio mentre il Parlamento si appresta a votare la legge, la notizia del nuovo caso di ‘dolce morte’ in Svizzera dell’italiano Davide, malato di sclerosi, riacuisce lo scontro politico caratterizzato anche dalle divisioni interne alla maggioranza. Davide, il cinquantatrenne toscano, accompagnato da Mina Welby, era andato in una clinica svizzera per ottenere l’ eutanasia, è morto. Mina Welby ha detto di volersi autodenunciare domani ai carabinieri per aver accompagnato Davide nella clinica di Basilea dove ha avuto accesso al suicidio assistito. “Davide – ha detto Mina Welby – chiedeva di poter scegliere la sua morte, opportuna, perché non ce la faceva più dopo tanti anni di sofferenze”.

Il tema della ‘dolce morte’ ha più volte infiammato il dibattito in Aula nei giorni scorsi. A far discutere, in particolare, la possibilità riconosciuta al paziente di rifiutare anche la nutrizione e l’idratazione artificiale. Durante le votazioni, infatti, l’Assemblea ha approvato a larga maggioranza un emendamento del Pd con cui si stabilisce che la nutrizione e l’idratazione artificiale sono veri e propri trattamenti sanitari. Ne consegue che possono essere sempre rifiutati o interrotti dal paziente.

Tra le novità più importanti introdotte durante l’iter in Aula, accanto alle disposizioni sulla nutrizione e idratazione artificiale, sono da segnalare le riformulazioni relative ai principi fondanti alla base della legge stessa: le nuove norme sul testamento biologico tutelano non più solo il diritto alla vita e alla salute, ma anche il diritto alla dignità e all’autodeterminazione. Nel testo non vi è alcun riferimento all’eutanasia.

Cosa prevede la proposta di legge all’esame della Camera:

– CONSENSO INFORMATO: Nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. E’ promossa e valorizzata la relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico il cui atto fondante è il consenso informato. Nella relazione di cura sono coinvolti, se il paziente lo desidera, anche i suoi familiari e conviventi o compagni. Il consenso informato è espresso in forma scritta. Ovvero, nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, mediante strumenti informatici di comunicazione anche attraverso videoregistrazione o dispositivi che la consentano.

– NUTRIZIONE E IDRATAZIONE ARTIFICIALE: Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere ha il diritto di accettare o rifiutare qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso. Ha, inoltre, il diritto di revocare in qualsiasi momento il consenso prestato, anche quando la revoca comporti l’interruzione del trattamento Nutrizione e idratazione artificiali sono trattamenti sanitari in quanto consistono nella somministrazione su prescrizione medica di nutrienti mediante dispositivi sanitari e, di conseguenza, possono essere rifiutati o sospesi. Al momento il testo prevede che “il rifiuto del trattamento sanitario indicato o la rinuncia al medesimo non possono comportare l’abbandono terapeutico”. Ma dovrà essere votato – e molto probabilmente verrà approvato – un emendamento in base al quale rifiutare il trattamento sanitario o rinunciarvi consente al paziente l’abbandono terapeutico.

– RESPONSABILITÀ DEL MEDICO: il testo originario è stato parzialmente cosi’ modificato: “Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente. Il paziente non può esigere dal medico trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale e alla buone pratiche clinico-assistenziali”.

– CONSENSO INFORMATO: Nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. E’ promossa e valorizzata la relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico il cui atto fondante è il consenso informato. Nella relazione di cura sono coinvolti, se il paziente lo desidera, anche i suoi familiari e conviventi o compagni. Il consenso informato è espresso in forma scritta. Ovvero, nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, mediante strumenti informatici di comunicazione anche attraverso videoregistrazione o dispositivi che la consentano.

– NUTRIZIONE E IDRATAZIONE ARTIFICIALE: Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere ha il diritto di accettare o rifiutare qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso. Ha, inoltre, il diritto di revocare in qualsiasi momento il consenso prestato, anche quando la revoca comporti l’interruzione del trattamento Nutrizione e idratazione artificiali sono trattamenti sanitari in quanto consistono nella somministrazione su prescrizione medica di nutrienti mediante dispositivi sanitari e, di conseguenza, possono essere rifiutati o sospesi. Al momento il testo prevede che “il rifiuto del trattamento sanitario indicato o la rinuncia al medesimo non possono comportare l’abbandono terapeutico”. Ma dovrà essere votato – e molto probabilmente verrà approvato – un emendamento in base al quale rifiutare il trattamento sanitario o rinunciarvi consente al paziente l’abbandono terapeutico.

– RESPONSABILITÀ DEL MEDICO: il testo originario è stato parzialmente così modificato: “Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente. Il paziente non può esigere dal medico trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale e alla buone pratiche clinico-assistenziali”.

– MINORI E INCAPACI: Il consenso informato è espresso dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore o dall’amministratore di sostegno, tenuto conto della volontà della persona minore di età o legalmente incapace o sottoposta ad amministrazione di sostegno.

– DAT: Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento (DAT), esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari. Può altresì indicare una persona di sua fiducia (fiduciario) che ne faccia le veci e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie.

– REVOCABILITÀ DELLE DAT: Le Dat devono essere redatte in forma scritta, datate e sottoscritte davanti a un pubblico ufficiale, a un medico o a due testimoni o attraverso strumenti informatici di comunicazione. Con la medesima forma sono rinnovabili, modificabili e revocabili in ogni momento.

– PIANIFICAZIONE CONDIVISA DELLE CURE: Nella relazione tra medico e paziente rispetto all’evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante, può essere realizzata una pianificazione delle cure condivisa tra il paziente e il medico, alla quale il medico è tenuto ad attenersi qualora il paziente venga a trovarsi nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità.

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