lunedì, 24 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Siria: Alfano, evitare escalation, serve negoziato
Pubblicato il 12-04-2017


siriaIn Siria occorre “evitare l’escalation militare e riportare la diplomazia al centro”: lo ha sottolineato il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, che in Senato ha svolto l’informativa sulla situazione nel martoriato Paese mediorientale, anche alla luce delle conclusioni del G7 del ministro degli Esteri, a Lucca. Alfano ha ribadito che “occorre rilanciare il negoziato” e ha aggiunto che l’Italia è convinta che si possa pacificare la Siria solo con lo strumento del negoziato: “Non può esserci soluzione militare, il futuro dipende del processo politico”.

Secondo Alfano lo sforzo della diplomazia italiana nella crisi siriana deve essere quello di “spingere Mosca a prendere le distanze da Assad”. “La soluzione della crisi in Siria passa attraverso il coinvolgimento della Russia, che non va messa nell’angolo”, ha detto Alfano. “Occorre convincere Mosca a esercitare pressioni su Assad affinché rispetti in maniera duratura il cessate il fuoco” e “cessi di attaccare i civili e bombardare il suo popolo”.

Secondo Alfano, dopo l’attacco chimico del regime siriano paradossalmente “si è creata una nuova occasione per convincere Mosca a mettere sotto pressione Assad e fare concessioni politiche”. Il ministro degli Esteri ha ricordato che, dopo l’attacco chimico del regime siriano nell’agosto 2013 a Ghouta Est, si arrivò all’intesa russo-americana che consentì all’Opac, l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche, di smantellare (con il “fattivo sostegno” dell’Italia) l’arsenale chimico del regime. Oggi, dopo l’attacco chimico nella provincia di Idlib, “abbiamo un’altra occasione e non vogliamo disperderla”.

Il ministro degli esteri ha parlato anche dell’Iran e di come l’Italia stia continuando il pressing sul Theran perché eserciti “tutta la sua influenza su Damasco” in modo che il regime eviti nuovi attacchi sui civili.

“Noi socialisti – ha detto Pia Locatelli intervendo dopo l”informativa urgente del Governo – ancora una volta ribadiamo la condanna per il bombardamento di Idlib in cui sono stati usati gas nervini, che ha causato la strage di decine e decine di civili di cui un terzo minori, quindi condanna ferma senza incertezze”.

“Esprimiamo invece qualche dubbio – ha aggiunto – per la reazione americana che ha lanciato missili sulla base militare siriana da cui sarebbero partiti gli aerei impiegati contro gli abitanti di Idlib. Restano dubbi perché, nonostante le asserite prove della colpevolezza del regime di Assad, è un passato recente quello delle prove schiaccianti contro il dittatore iracheno Saddam Hussein che si sono rivelate montature strumentali alla dichiarazione di una guerra. Comunque, al di là delle possibili responsabilità di Assad che andranno accertate, restano interrogativi per noi senza risposta sull’efficacia dei bombardamenti statunitensi. Non mancano nemmeno interrogativi, questi sì enormi, sul comportamento russo sia per il suo sostegno al regime di Assad e sono gravi responsabilità perché hanno protratto la durata di questa crisi e hanno provocato l’ulteriore intensità di questa tragedia, ma anche per non aver fermato l’uso delle armi chimiche se fossero accertate le responsabilità siriane. A noi sembrano chiari gli obiettivi da perseguire in questa tragedia, in questa tragica vicenda siriana, per i rapporti con i Governi coinvolti nella crisi, per le nostre alleanze, per il nostro interesse nazionale, anche in relazione ai flussi migratori, per il nostro impegno per promuovere libertà e democrazia”.

“Ecco per tutto questo – ha concluso Pia Locatelli – non possiamo che ribadire che ogni piano per la Siria deve avere come linea guida la lotta al radicalismo terrorista islamista, in particolare l’ISIS, la fine di un regime dispotico e sanguinario anche attraverso un processo di transizione, senza rompere l’integrità territoriale della Siria e senza replicare il caos afgano, poi iracheno, poi libico. Siamo d’accordo con lei signor Ministro e ribadiamo che non può esservi altra strada percorribile che la continuazione del dialogo e del negoziato, anche unendo i tavoli di Ginevra e Astana. È la linea, quella del negoziato, ribadita dal nostro Presidente Mattarella, che nella visita di ieri a Mosca ha operato per far condividere alla Russia la scelta della via negoziale, mettendo da parte l’opzione militare, che si è rivelata inefficace ed è costata la vita a mezzo milione di persone in sei anni”.

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