venerdì, 26 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Siria. Gentiloni: “Una risposta motivata a un crimine”
Pubblicato il 07-04-2017


mogherini-gentiloni“L’azione ordinata stanotte da Trump è una risposta motivata a un crimine di guerra”. Così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in conferenza stampa a Palazzo ha commentato l’attacco Usa di questa notte alla Siria. “L’azione di questa notte – ha aggiunto – come noto si è sviluppata nella base aerea da cui erano partiti gli attacchi con uso di armi chimiche nei giorni scorsi. Contro un crimine di guerra il cui responsabile è il regime di Assad”. “Credo – ha aggiunto Gentiloni – che le immagini di sofferenza che abbiamo dovuto vedere nei giorni scorsi in seguito all’uso delle armi chimiche non possiamo pensare di rivederle”. “Chi fa uso di armi chimiche non può contare su attenuanti e mistificazioni”, ha detto ancora il premier Gentiloni. Ma la strada da seguire è quella del negoziato: “L’Italia – dice Gentiloni – è sempre stata convinta che una soluzione duratura per la Siria vada cercata nel negoziato. Era e resta la nostra posizione. Il negoziato deve comprendere tanto le forze di opposizione quanto il regime, sotto l’egida delle nazioni unite con ruolo decisivo e costruttivo della Russia”. “C’è l’impegno comune perché l’Europa contribuisca alla ripresa dei negoziati in Siria”. E per questo “sono convinto che l’azione di questa notte non ostacoli ma acceleri la chance per il negoziato politico”, aggiunge il premier per il quale “gli Stati Uniti hanno definito la loro azione come puntuale e limitata e non come una tappa di una escalation militare”. E sul ruolo dell’Europa Gentiloni afferma che “con il presidente francese Hollande e la cancelliera Merkel abbiamo preso il comune impegno perché l’Europa contribuisca alla ripresa dei negoziati in Siria”.

Che si dovesse rispondere a un attacco chimico è la posizione espressa dal presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker in una dichiarazione letta dalla portavoce Mina Andreeva. La scorsa notte “gli Usa hanno lanciato attacchi aerei contro un aeroporto in Siria in risposta all’orribile attacco chimico di Idlib. Gli Usa hanno informato l’Ue che gli attacchi erano limitati e mirati a prevenire ulteriori atrocità con armi chimiche”. La portavoce ha aggiunto che “Juncker è stato inequivocabile nella sua condanna dell’uso delle armi chimiche e sul fatto che il ripetuto uso delle stesse doveva avere una risposta”. Mina Andreeva ha aggiunto che il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, “capisce gli sforzi per prevenire ulteriori attacchi” ed ha osservato che “c’è una chiara differenza tra attacchi aerei su obiettivi militari e l’uso di armi chimiche contro i civili”.

A chi ha chiesto quale fosse la posizione della Ue nei confronti del futuro di Bashar al Assad, la portavoce dell’alto rappresentante Federica Mogherini, Maja Kocijancic, ha risposto: “Non ci sono dubbi sulle conclusioni che sono state adottate dal Consiglio esteri lunedì scorso, in cui cui si dichiarava che gli europei ricordavano che non ci poteva essere una pace durevole in Siria sotto l’attuale regime”. E sul futuro dei negoziati di Ginevra alla luce dell’attacco americano della notte scorsa, Kocijancic ha indicato che Mogherini “stamattina è stata in contatto con Steffan de Mistura”, l’inviato speciale dell’Onu per la Siria ed ha ricordato che la responsabile per la politica estera “in settimana ha ospitato una Conferenza sulla Siria a Bruxelles” e la Ue “continuamente sostenuto il processo mediato dalle Nazioni Unite e continueremo a farlo”.

A chiedere un impegno da parte dell’Europa è Martin Schulz, candidato alla cancelleria dell’SPD. Serve una “forte offensiva diplomatica in Siria. L’Europa deve assumersi la sua responsabilità politicamente non militarmente”, ha aggiunto. “Questo è il momento dei colloqui, non delle bombe”. Per l’ex presidente del Parlamento europeo, il fatto che il consiglio di sicurezza dell’Onu “non sia nella situazione di poter formulare una chiara risposta all’attacco col gas in Siria è più che inquietante”. Il governo tedesco definisce l’attacco degli Usa come “mirato e limitato” e Berlino chiede che “ora con tutte le forze ci si impegni per un processo politico” per risolvere il conflitto in Siria. ha detto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert. Il veto sulle armi chimiche è “centrale nell’ambito della tutela dei diritti umani”, ha continuato il portavoce del ministero degli Esteri, rispondendo a chi chiedeva se l’azione di Washington sia conforme al diritto internazionale. Dalla prospettiva del governo tedesco si è di fronte “ad un’eclatante rottura del diritto internazionale da un lato”, con la violazione siriana, e dall’altro lato “a un mirato limitato attacco” da parte degli Usa. Per questo motivo, di fronte alla circostanza che il consiglio di Sicurezza dell’Onu non ha potuto esprimere una risoluzione, “l’attacco americano è comprensibile”. L’Onu ha però indetto per le ore 17.30 italiane al Palazzo di Vetro una riunione di emergenza.

Condanna ad Assad anche da parte della Nato per la quale “il regime siriano porta la piena responsabilità per questo sviluppo”. Lo dichiara il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg che ha sottolineato che l’Alleanza “considera l’uso di armi chimiche come una minaccia alla pace e sicurezza internazionali”. “Qualsiasi uso di armi chimiche è inaccettabile ed i responsabili devono essere condotti a risponderne” ha detto ancora il Segretario generale ribadendo che “la Nato sostiene tutti gli sforzi internazionali diretti a raggiungere la pace ed una soluzione politica in Siria”.

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