giovedì, 20 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

LA VERSIONE DI MOSCA
Pubblicato il 04-04-2017


siria gas

Mentre il conflitto siriano continua a mietere vittime, dall’altra parte alle Nazioni Unite va in scena l’ennesimo scontro tra i Paesi membri. Da una parte Stati Uniti, Francia e Regno Unito che hanno presentato al Consiglio di Sicurezza una bozza di risoluzione che condanna l’attacco e chiede un’inchiesta sull’uso di armi chimiche contro la popolazione civile attribuito all’aviazione siriana, dall’altra il Cremlino che respinge la bozza e difende il Governo siriano. La proposta di risoluzione presentata da Usa, Francia e Gran Bretagna condanna l’attacco chimico attribuendolo al regime di Assad e chiede che “i responsabili siano chiamati a risponderne”. Si esprime poi pieno sostegno alla missione di inchiesta dell’Opac (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche), domandando che “riporti i risultati dell’indagine il più presto possibile”. Il presidente siriano Assad dovrà inoltre “organizzare gli incontri richiesti, tra cui con generali o altri ufficiali, entro e non oltre cinque giorni dalla data in cui viene fatta domanda”. E al segretario generale Onu Guterres si chiede di riferire se verranno fornite dal regime di Damasco le informazioni richieste ogni 30 giorni. Viene sottolineato anche che il presidente Assad deve “cooperare pienamente con il meccanismo di inchiesta e con Onu e Opac. Deve fornire i dati dei voli militari del giorno dell’attacco, i nomi degli individui al comando di squadre ed elicotteri, e accesso alle basi aeree da cui si crede siano state lanciate le armi chimiche”. La decisione di agire è stata riaffermata anche stamani dal numero uno dell’Onu, Antonio Guterres: “L’orribile evento di ieri dimostra che in Siria si commettono crimini di guerra e che la legge umanitaria internazionale viene violata frequentemente. Il Consiglio di sicurezza si riunirà oggi. Abbiamo chiesto che si risponda dei crimini commessi e sono sicuro che il Consiglio di sicurezza si prenderà le sue responsabilità”
Ma Mosca, membro permanente dell’Onu dispone del potere di veto, ha respinto totalmente la risoluzione bollandola come falsa. “Gli Usa hanno presentato una risoluzione basata su rapporti falsi – ha detto la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova – la bozza di risoluzione complica i tentativi di una soluzione politica alla crisi, è anti-siriana e può portare a una escalation in Siria e nell’intera regione”.
Anzi la Russia difende Assad e dà la propria versione della strage di ieri: all’origine dell’attacco chimico a Idlib, per il Cremlino, vi sarebbe stato il bombardamento da parte dell’aviazione siriana di un “deposito terroristico” in cui erano contenute “sostanze tossiche” usate per produrre proiettili contenenti agenti chimici.

Il bombardamento del 4 aprile

Si riaffaccia la Siria nella visuale della Comunità internazionale e lo fa riportando l’ennesimo orrore di cui è vittima la sua popolazione. Sono state infatti diffuse le immagini di un nuovo bombardamento nel nord-ovest della Siria nel quale sarebbero stati utilizzati gas chimici: la notizia è stata diffusa oggi dall’ong Osservatorio siriano per i diritti umani. Il raid è avvenuto nell’area di Khan Shaykhun, una cittadina della provincia di Idlib controllata da milizie ribelli. Tantissime altre persone stanno soffrendo per gli effetti dell’attacco, con fonti mediche che segnalano problemi respiratori e sintomi come svenimento, vomito e bava alla bocca, ha spiegato l’ong. Testimoni locali fanno sapere che gli ospedali della regione sono saturi e non sono più in grado di accogliere altri intossicati a causa dell’inalazione dei gas tossici, soprattutto dopo gli attacchi da parte dell’aviazione governativa siriana e di quella russa sua alleata cui si è assistito la settimana scorsa contro diversi ospedali della provincia e in quella confinante di Hama, tra cui Maaret al-Numan, Talmanes e Latamneh.

Successivamente un ospedale da campo dove venivano curate le vittime dell’attacco è stato colpito in un altro raid, secondo fonti degli attivisti. Il capo del servizio di difesa civile dell’opposizione a Khan Seikhun, citato dall’agenzia Ap, ha detto che la struttura è stata “presa di mira dopo l’attacco”.

Stamani il sito di notizie vicino all’opposizione ‘Shaam’ aveva parlato di bombe al cloro, ma per la Direzione sanità si tratterebbe invece di gas sarin, entrambi vietati a livello internazionale. Il bilancio intanto continua tristemente a salire: 100 morti e 400 feriti, tra cui tantissimi bambini e immagini a dir poco raccapriccianti. Inoltre tra i feriti ci sono anche membri dei Caschi Bianchi, il corpo di volontari che rischiano la vita per salvare i civili sotterrati dalle macerie.

Le dinamiche del raid non sono chiare. La zona di Idlib è controllata da gruppi di ribelli e dai qaedisti dell’organizzazione Fatah al Sham, contraria al governo di Damasco. E proprio la Coalizione siriana, il gruppo delle opposizioni con sede all’estero, ha puntato il dito contro gli aerei governativi, accusandoli di essere i responsabili del bombardamento.
Damasco però ha subito smentito l’uso di armi chimiche, asserendo che l’esercito siriano “non le usa e non le ha usate, prima di tutto perché non le ha”. Un’indagine congiunta di Nazioni unite e osservatorio sulle armi chimiche aveva però in passato aveva accusato il governo di Damasco di attacchi con gas tossici, tanto che l’amministrazione Obama nell’estate del 2013 stava per intervenire contro il Governo di Damasco.
“La comunità internazionale, dopo sei anni di inferno, deve porre fine a questo calvario. Non ci sono figli di Assad e dei ribelli, sono tutti vittime di una guerra che non hanno voluto”, ha affermato Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia, facendo appello anche ai politici italiani perché esprimano la loro condanna.
Nel frattempo sono arrivate le dichiarazioni di denuncia della Comunità internazionale. Il ministro degli Esteri della Francia, Jean-Marc Ayrault, ha chiesto un incontro di emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. “Un nuovo e particolarmente grave attacco chimico è avvenuto questa mattina nella provincia di Idlib. Le prime informazioni suggeriscono un grande numero di vittime, anche bambini. Condanno questo atto disgustoso”, ha detto il ministro sottolineando che queste azioni gravi “minacciano la sicurezza internazionale”. L’Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Federica Mogherini, ha puntato il dito contro il regime di Bashar al-Assad. “Oggi la notizia è tremenda”, ha detto Mogherini parlando con i media a Bruxelles a margine della conferenza Ue-Onu.
“L’Unione europea – ha detto ieri Mogherini alla vigilia alla vigilia della Conferenza sulla Siria che si tiene oggi e domani a Bruxelles – ritiene che in Siria sia impossibile tornare alla stessa situazione di sette anni fa. Dopo sei anni e mezzo di guerra sembra del tutto irrealistico credere che il futuro della Siria sarà esattamente uguale al passato”. In questo modo viene auspicata l’idea di una Siria senza Assad, ma è stato più esplicito il tedesco Sigmar Gabriel, che si oppone alla posizione assunta di recente dagli Stati Uniti: “Il processo politico, che alla fine dovrà portare Assad a non essere più il presidente della Siria, e che significa riforme elettorali, riforme costituzionali, elezioni e riconciliazione all’interno del paese, non deve essere messo da parte. E questo nonostante ci sia ora chi dice: adesso abbiamo un nemico peggiore, i terroristi, e se necessario dobbiamo collaborare con Assad e con il suo regime e nel caso cedergli aree che sono state liberate, sottraendole ai terroristi”.
L’orrore in Siria è stato denunciato anche da Ankara che ha inviato nella zona dell’attacco 30 ambulanze dalla provincia frontaliera di Hatay. Inoltre il presidente turco Erdogan ha chiamato al telefono il presidente russo Vladimir Putin. Il presidente ha condannato l’attacco, definendolo “disumano” e “inaccettabile”. Per Erdogan, l’attacco mette a rischio il processo di pace Astana. Entrambi i leader, stando ai media turchi, hanno ribadito l’importanza del rispetto del “cessate il fuoco” in Siria concordato lo scorso dicembre.  Ma la difesa russa ha negato di aver effettuato bombardamenti nell’area di Khan Sheikun: “Gli aerei dell’aeronautica russa non hanno effettuato alcun raid nei pressi di Khan Sheikhun nella provincia di Idlib” afferma un comunicato del ministero della Difesa di Mosca.
Anche il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha definito l’attacco “un crimine contro l’umanità che merita una punizione” e che “può distruggere l’intero processo” di pace avviato ad Astana. Sulla stessa linea turca persino Israele: Benyamin Netanyahu ha condannato l’attacco: “Le immagini terribili dalla Siria dovrebbero scuotere ogni essere umano. Ci appelliamo al mondo per tenere le armi chimiche fuori dalla Siria”.

Per il momento a Bruxelles si è aperta la conferenza internazionale di due giorni sulla Siria, in cui è atteso che i donatori prometteranno di versare miliardi di dollari di aiuti per i rifugiati siriani e in cui secondo l’Unione europea si dovrebbe impegnare a contribuire a porre fine agli oltre sei anni di guerra. Quest’anno le Nazioni unite hanno lanciato un appello a raccogliere 8 miliardi di dollari per gestire la crisi umanitaria, guardando sia ai donatori del Golfo che ai tradizionali donatori europei. Qatar e Kuwait si sono uniti a Ue, Norvegia e Nazioni unite come organizzatori di questa ultima conferenza internazionale dei donatori, che giunge dopo quelle di Berlino, Londra e Helsinki.

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