sabato, 27 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Svizzera. Ancora un viaggio per la “dolce morte”
Pubblicato il 12-04-2017


eutanasia cappato welbyDopo dj Fabo, un altro malato è stato accompagnato in Svizzera dall’Associazione Coscioni per la “dolce morte”. Lo rende noto Marco Cappato, tesoriere dell’associazione, su facebook. “Mina Welby – scrive – sta accompagnando in Svizzera Davide. Malato di sclerosi multipla dal ’93, si è rivolto a me per l’eutanasia. Aiutiamo anche lui”.

Davide ha 53 anni, e faceva il barista in una città toscana quando, ben 26 anni fa, si è ammalato di sclerosi multipla. “Vivere mi fa troppo male”, aveva confessato lo scorso dicembre in un’intervista a ‘Libero’. “Potevano spegnermi una sigaretta addosso – raccontava – darmi una coltellata, ma ero completamente insensibile”. La malattia (che lui chiama “la stronza”), come sempre avviene, si è via via aggravata, finché pochi mesi fa Davide ha chiesto alla madre 73enne di aiutarlo a farla finita. La donna ha scritto a una clinica svizzera, ma ha scoperto che la “dolce morte” ha un prezzo non solo umano, ma anche economico: per l’esattezza 9.500 euro, troppi. E’ allora che Davide ha chiesto aiuto al sito soseutanasialegale.it, gestito da Marco Cappato, Mina Welby e Gustavo Fraticelli. Sono loro ad aiutarlo a trovare i soldi necessari, e a organizzare il viaggio, proprio come fecero con dj Fabo.

Oggi la partenza insieme a Mina Welby verso quello che lui considera un sollievo: “Ho dolori 24 ore al giorno – aveva detto a ‘Libero’ – qualsiasi movimento, anche il piùpiccolo, mi procura sofferenze atroci”. E concludeva: “Per me il viaggio sarà una liberazione. Come un sogno. Come una vacanza. Mi daranno da bere un liquido, e io lo berrò”.

Da marzo 2015, mese d’inizio dell’azione “SOS Eutanasia” dell’Associazione Luca Coscioni, è stata fornita assistenza informativa a 268 persone presentatesi in forma non anonima, e di queste 3 sono state accompagnate fisicamente. Si tratta di Piera Franchini nel 2012, Dj Fabo e Davide. Una, Domenique Velati è stata aiutata solo economicamente. Nelle risposte, oltre a dare informazioni sulla sospensione delle terapie in Italia, l’associazione che oggi ha accompagnato l’uomo malato di sclerosi multipla in Svizzera, fornisce informazioni, precisa l’associazione, sulle cliniche elvetiche solo a coloro che potrebbero avere i requisiti, fermo restando che saranno poi le cliniche stesse a decidere sulla base della legislazione del paese.

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