venerdì, 26 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Tap. Bocciato il ricorso della Puglia, al via i lavori
Pubblicato il 20-04-2017


Al via i lavori dell’espianto degli ulivi nel Salento per la costruzione del gasdotto Tap, il Tar del Lazio ha infatti respinto il ricorso della Regione Puglia.
Il 6 aprile scorso il Tar del Lazio, accogliendo il ricorso della Regione, aveva sospeso l’espianto sino alla data del 19 aprile, cioè ieri.
tap protesteLa motivazione per cui il tribunale amministrativo del Lazio ha respinto il ricorso della Regione Puglia sul Tap è che si tratta di un’opera “dichiarata infrastruttura strategica, di preminente interesse per lo Stato”. Quindi, è il Ministero dell’Ambiente il “titolare di una facoltà di controllo, in ordine al rispetto di quanto previsto nel decreto Via” sulla valutazione di impatto ambientale.
Ma già in precedenza il ministero dell’Ambiente, con l’Avvocatura dello Stato, ha replicato osservando che la Regione Puglia non ha revocato le autorizzazioni all’espianto degli ulivi date in precedenza, né ha impugnato nei tempi previsti
gli atti del ministero che hanno evidenziato il rispetto delle procedure e delle prescrizioni da parte di Tap. Ministero e Tap hanno anche osservato che l’attività di espianto è in gran parte completata (211 gli ulivi interessati). L’espianto era partito a marzo e più volte ha dovuto interrompersi a causa delle accese proteste degli oppositori, manifestatesi anche con blocchi stradali nell’area di cantiere.
Resta ancora una quota residua di alberi da sistemare che, sebbene espiantati, non erano stati messi a dimora nella nuova area, nè risistemati.
Quindi il nodo non è ancora sciolto visto che il Comitato No Tap ha annunciato nuove proteste al riguardo. Attivisti, cittadini e amministratori salentini – che da 35 giorni presidiano il cantiere – sono intenzionati a continuare a manifestare contrarietà rispetto a tali interventi. Nell’area presidiata dalla polizia, a più riprese si sono susseguiti scontri e manifestazioni di protesta.
Inoltre continua lo scambio di accuse tra attivisti che paventano il pericolo e l’impatto ambientale per gli alberi sradicati e i promotori della Tap che invece accusano gli attivisti di aver impedito la sistemazione degli ulivi a causa dei blocchi e delle proteste.

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