venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Tennis. Wta Stoccarda: Maria, la leonessa sul campo è tornata!
Pubblicato il 27-04-2017


maria sharapovaUna campionessa è per sempre. Verità semplice quanto assoluta. Massima dimostrazione l’ha data Maria Sharapova, tornata a vincere al Wta di Stoccarda in maniera convincente. Anche se, al primo turno, a scapito della nostra Roberta Vinci, che però ha perso con onore e può uscire a testa alta. L’incognita era altissima, l’attesa ancora di più, la pressione esponenziale dopo che in passato aveva vinto il torneo. Pochi quelli pronti a scommettere di ritrovarla in una forma splendida, soprattutto mentale. Ineccepibile la sua grinta, superiore al solito se possibile, ma impeccabile lo schema tattico. La tecnica è persino migliorata, il che è tutto dire se prima già sfiorava la perfezione. Sì perché si è davvero perfezionata, come se avesse colmato le “lacune” e completato l’esecuzione corretta di quasi ogni colpo. 456 giorni dopo la squalifica torna su un campo da tennis come niente fosse, come avesse sempre disputato gare. La competizione la sente, ma la affronta con un’umiltà superiore che le è benefica, che è quello che forse ha appreso di più dal periodo in cui è dovuta stare fuori dal circuito. Lontana dai campi, si è allenata in isolamento su un campo secondario di un circolo minore, ma non ha perso la fiducia e la convinzione in se stessa. È sempre una leonessa sul campo, quella tigre siberiana che tutti siamo stati abituati a vedere. Partiva da una wild card, che molti le hanno contestato; ma ha dimostrato che non conta ciò che c’è scritto vicino al tuo nome quale valutazione del seeding, non serve essere testa di serie di tabellone alta per valere. Se sai giocare a tennis da vera campionessa lo dimostri sul campo e non su un tabellone appunto.
Maria è tornata. Uno striscione a lei dedicato titolava: “Welcome back”. Per lei una gioia infinita e un briciolo di tensione, un’emozione forte e un brivido di commozione sentito e più che giusto e giustificato. “Quello che mi è accaduto in questi 15 mesi mi ha fatto crescere come persona. Anche se è il primo match che gioco dopo tanto tempo è sempre lo stesso effetto, una sensazione forte come la prima volta, perché è quello che ho fatto sempre”, ha commentato a fine partita, come se non potesse stare in altro posto se non su un campo da tennis a cui la unisce qualcosa di speciale. La situazione era particolare e non solo per la superficie (a Stoccarda si gioca al coperto con terra importata). Ad affrontarsi sono, infatti, due avversarie che hanno contribuito a scrivere la storia del torneo: chi l’ha vinto e chi è arrivata ai quarti lo scorso anno. Di fronte due “teste”, ovvero due “head” come le loro racchette, ovvero due approcci diversi al match, due schemi tattici completamente diversi: quella gialla di Roberta Vinci, come una pallina da tennis; e quella blu oltremare elettrico e violetto/fucsia di Maria Sharapova, blu dello stesso colore del torneo quasi, come il colore della macchina vinta lo scorso anno dalla Kerber. La Porsche che andrà a chi conquisterà il titolo quest’anno sarà rossa, come rosso è il colore della passione che entrambe hanno messo nell’incontro. Uno scontro di livello elevato degno di una finale. Per questo l’unico commento possibile è un grazie a tutte e due per l’impegno profuso nello scontro. Da una parte Roberta che cercava di spostare Maria, cercando di metterla in difficoltà con la mobilità sul campo e di infastidirla con il suo back profondo. Dall’altra una Sharapova che tentava di intimorire la sua avversaria, tirando le risposte e aggredendola su ogni colpo, disposta anche a venire a rete.
Ḕ stato un match molto equilibrato, fatto di tutti punti e pochi errori gratuiti poiché entrambe si sono prese il massimo dei rischi con il massimo della concentrazione da ambo le parti. Davvero un esempio di elevata professionalità. Una sfida mentale quasi la loro. Ma i numeri di Maria fanno impressione. Così come impressionante la sua aggressività, che è quella di sempre, così come la visione di gioco, che ha chiarissima ed indovina sempre, ma all’inizio sembra avere leggermente meno sensibilità sulla racchetta e un po’ di sfortuna, così i colpi le escono di poco quando tenta di spingerli. Man mano che si riscalda, però, è sempre più insuperabile. Serve particolarmente bene e ha una grande profondità. Fa ace anche di seconda quando va a servire per il primo set, che vince per 7/5 dopo aver avuto già tre break points. Nel secondo si porta subito sull’1-0, che poi raddoppia mantenendo il proprio servizio, per poi dilagare sino al 3-1, 4-2 e infine il 6/3 conclusivo, con un grido di sfogo e di esultazione spontanea. Le cifre del primo parziale fanno paura: 6 aces, il 73% di prime piazzate, 24 colpi vincenti eseguiti e solo 12 errori forzati commessi contro i 15 di Roberta, 8 palle break ottenute di cui 2 realizzate, contro le sole tre per la Vinci, che ne ha trasformata soltanto una. Porta a casa il primo set venendo anche a rete, attaccando e sfidando al net Roberta, e vincendo gli scambi e le sfide di volées con esecuzioni da manuale. Il colpo più bello, forse, della partita è stato un contro-back su un insidioso rovescio in back della Vinci. Ha più pazienza Maria e sa scegliere e dosare meglio la sua potenza esplosiva. Gioca in slice perfettamente a suo agio, non spinge tutti i colpi e tanto meno le palle senza peso dell’azzurra, ma le accompagna -alzandole con delicatezza- e sui colpi scarichi dell’italiana si difende più che attaccare. Ed è proprio la fase difensiva che ha perfezionato, che è più accurata e oculata, da fondo quanto a rete. Roberta gioca bene, ma Maria è incontenibile. La siberiana fa la differenza a fine partita con due cifre nello specifico: 39 a 10 per lei i colpi vincenti al termine del match e 4 palle break su 12 sfruttate. Ora affronterà la Makarova che ha vinto per 6/2 6/4 sulla Radwanska. Peccato e un po’ di rammarico per la tennista salentina che era partita bene. La Vinci si porta subito avanti 2-0 e fa immediatamente break in apertura a una Sharapova fallosa, soprattutto di dritto con cui sbaglia molto tentando subito risposte vincenti sul servizio della tennista italiana. Gioca meglio ed è più precisa con il rovescio. Il terzo game del primo set è quello più lungo e lottato. La siberiana ha cinque palle break, l’ultima è quella buona e strappa il servizio alla nostra atleta, ripristinando la parità di punteggio che riporta sul 2-2. Si continua in equilibrio fino al break decisivo della russa sul 5 pari, che andrà a servire per il set sul 6-5. Tuttavia nessun gesto di disappunto o di nervosismo da segnalare. Arbitrava Marija Caciak. Ma se la Sharapova continuerà così non ce n’è per nessuna, neppure per la connazionale Makarova. Potrà far bene anche a Roma, agli Internazionali Bnl d’Italia, soprattutto dopo l’assenza di Serena Williams per gravidanza. Con il tempo, man mano giocando sempre di più, non può che andare meglio per lei. Per il momento sembra decisamente in una ritrovata forma e il periodo di distacco le ha fatto bene anche dal punto di vista fisico. In dubbio era la sua tenuta fisica dopo più di un’ora di gioco. Invece è sembrata più fresca e riposata di prima. Assolutamente una buona notizia per i fan e per il tennis stesso. Una valida tennista seria ritrovata è sempre una buona cosa, al di là di simpatie e/o antipatie, critiche e lamentale piuttosto che elogi nei suoi confronti che non sono mai mancati e sempre ci saranno.

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