giovedì, 27 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

The Start-Up di D’Alatri: l’Egomnia del nuovo Zuckerberg italiano
Pubblicato il 14-04-2017


accendi il tuo futuro“The Start-Up-Accendi il tuo futuro”, per la regia di Alessandro D’Alatri è un interessante film ispirato a una storia vera. Anche l’Italia ha il suo Mark Zuckerberg. E “accendi il tuo futuro” è proprio lo slogan che Matteo Achilli, giovane 19enne romano, decide (con il suo compagno d’avventura, amico ed ingegnere Giuseppe) di adottare per lanciare la sua “invenzione rivoluzionaria”. Da vero “visionario”, inventa un “calcolatore matematico del merito”, un algoritmo in grado di stilare una classifica di tutti i disoccupati in cerca di lavoro: utile a loro e alle aziende per un più facile, rapido ed intuitivo sistema di reclutamento. La piattaforma non solo funziona come motore di ricerca, dunque, per imprese e per chi cerca un impiego ma, come tutte le invenzioni straordinarie tecnologiche, è anche sicuro. Infatti, se è vero che punta sulla meritocrazia, “il merito deve essere certo, oggettivo e imparziale”. Un social network in cui contino solamente titoli, referenze e requisiti, le competenze e non le raccomandazioni. In un’Italia in cui sono solo i figli di papà ad andare avanti. Deluso dal fatto di non essere stato scelto per accedere ai campionati di nuoto (dopo 10 anni di agonismo per prepararvisi), decide di dare una nuova possibilità a sé e a tutti quelli come lui, per un mondo più giusto e “pulito da tutto il marcio che c’è”. Così arriva a creare il software dell’anno, con un investimento iniziale di soli 10mila euro. Ecco dunque nascere Egomnia: ego è “chi si iscrive al sito”, omnia “le possibilità che gli si aprono di fronte”. O forse dovremmo dire: ergomnia? “Cogito ergo sum” diceva Cartesio e al centro del portale inventato da Achilli vi è proprio il singolo aspirante lavoratore, proprio grazie al fatto che le aziende sanno che possono assumere la persona veramente giusta e meritevole appunto. E poi, dopo la fase iniziale di lancio e di successo, Matteo sembra preso solo da se stesso, da quasi un “delirio di onnipotenza” (esagerando), che lo fa sentire il solo artefice di tutto, quello solo che conta davvero: “ego”, infatti, racchiude in sé le parole “egoismo”, “egoista”, “egocentrico” oppure, semplicemente, “egotista”. Ma dopo l’enfasi e l’euforia iniziale, non saranno tutte rosse e fiori e “la strada sarà in salita/ Non è semplice questa vita/ Da una torre cadere non è difficile” come cantava Gigi D’Alessio in “Non mollare mai”, brano che ben si addice al film. Il rischio è che crolli tutto; allora, dopo il blocco nella crescita del sito è meglio chiudere bottega e lasciar perdere tutto? “The show must go off”, dunque, per dirla con il nome del programma di Serena Dandini (per la regia di Igor Skofic, in onda in prima serata su La7) a cui ha partecipato Luca Di Giovanni che nel film è Giuseppe?

Quella con Egomnia per Matteo, che vi ha dedicato tutta la sua vita, è come una storia d’amore tormentata in cui ci si lascia e ci si riprende; come fa lui con la fidanzata Emma (nome che, non a caso, racchiude le iniziale di “Egomnia” e le sue di Matteo Achilli). Ḕ lui stesso a dire che: “i siti sono come le donne, conta la prima impressione”. E allora ecco che ci si trova ad interrogarsi: si può misurare matematicamente la felicità? Per la sua ragazza sì e, forse, per dirla alla latina, l’unico motto che conta è “amor vincit omnia”, ovvero “Ego-omnia” potremmo aggiungere. Tra l’altro l’attrice che veste i panni di Emma è Paola Calliari, che ha studiato veramente danza a Berlino, come ballerina vuole diventare la fidanzata del giovane aspirante imprenditore informatico. Non solo ha fatto parte del cast di “La felicità è un sistema complesso” di Zanasi (quasi la risposta all’interrogativo che la giovane coppia si è posto), ma è un dialogo tra i due che racchiude la portata di ciò che sta accadendo loro: “Qual è il tuo sogno? – Diventare prima ballerina, ma non succederà mai… – Che senso ha tutta quella fatica, allora? – Quello che la fatica fa di te!”.

L’amore vince su tutto e forse è l’unico vero calcolatore assoluto del merito di una persona, il suo vero valore assoluto. Anche in Italia, dove “a Steve Jobs non avrebbero dato neppure un mutuo per una casa” e “puoi avere una bella idea, ma rimani sempre uno di borgata”. Uno come lui, venuto dal quartiere della periferia romana di Corviale. Proprio qui, non a caso, è ambientato, sempre ispirato a una storia vera, un altro film che racconta la vicenda di un’altra imprenditrice di successo vittima della visione maschilista nel mondo del lavoro, che sa farsi largo con le sue trovate innovative e d’avanguardia: “Scusate se esisto!” (con Paola Cortellesi e Raoul Bova, per la regia di Riccardo Milani che è anche il marito dell’attrice); ovvero l’architetto “Serena Bruno” non “Bruno Serena”, che ristrutturò il quartiere modernizzandolo. Non a caso una delle attrici protagoniste, Matilde Gioli, ha recitato anche (oltre che ne “Il Capitale umano” di Paolo Virzì oppure “Gomorra”) sia in “Di padre in figlia” di Riccardo Milani che in “Mamma o papà?” con Paola Cortellesi e Antonio Albanese. In “Start-Up” interpreta Monica Dominici, una giovane esuberante che è alla guida della rivista universitaria di Economia alla Bocconi “Tre leoni”. Quando Matteo vuole illustrarle il progetto di Egomnia per pubblicizzarlo sul giornale lei gli risponde: “non credi ve ne siano già troppi” di social network? E lui gli risponde: “anche Bocconi quando creò l’Università sapeva che ve ne erano tante altre migliaia, ma lui voleva la migliore” e così riesce a farsi ascoltare da lei e convincerla, facendola esporre. Non a caso, poi, il colore che sceglierà per il sito sarà il verde come quello del quartiere di Corviale adottato dall’architetto nel suo progetto.

E Matteo accoglie l’invito del padre: “figlio non farti mai sfrattare” dal tuo quartiere e dal tuo Paese. E così il ragazzo sembra ben deciso e determinato a portare sino in fondo il suo progetto, proprio sulla filosofia di Steve Jobs e il suo “be foolish”. Un pizzico di sana follia che ci vuole in tutte le cose. Quella che lo ha portato a vedersi dedicare la copertina di Panorama Economy nel 2012, a vedere nascere la versione Beta di Egomnia, ed ad avere tra i suoi clienti: Microsoft Italia, Vodafone Italia, Assicurazioni Generali, Ericsson Telecomunicazioni, Heineken Italia e il World Economic Forum. Laureato alla Bocconi, capirà che l’importante è che, in qualsiasi luogo si vada, si resti sempre se stessi. Lo imparerà a sue spese. Ed è per questo che la colonna sonora è sancita dalla canzone che Alice Paba e Nesli hanno portato al Festival di Sanremo lo scorso febbraio: “Do retta a te”; ovvero do retta al cuore e non a caso, in latino, si può tradurre con “mens, mentis” che significa, al contempo “mente” e “animo”, nel senso di cuore appunto. Per coincidenza Alice ha vinto l’ultima edizione di “The Voice of Italy” nel team di Dolcenera, a proposito di “giovani talenti crescono”. Sembra narrare perfettamente la storia vissuta in prima persona da Matteo, anche quella d’amore con la sua fidanzata Emma; ma, soprattutto, racchiude il senso vero della vita, dell’esistenza di ogni singolo individuo fatta di alti e bassi. “Restare uniti oppure persi in questa vita e ricomincia quando è già finita/ E ridere perché ho imparato solo adesso a vivere”. “Andare lontano verso il proprio destino”, parafrasando le parole del testo, ma dando retta al cuore. Anche quando è difficile e non è facile dover scegliere o rinunciare a qualcosa. Il film sicuramente si regge sull’interpretazione eccellente di Andrea Arcangeli, protagonista assoluto nel ruolo di Matteo Achilli appunto. Lo abbiamo visto già in Fuoriclasse 2 e 3, ma soprattutto in “Romeo&Giulietta” (con Alessandra Mastronardi ed Elena Sofia Ricci). Quest’ultimo colossal è un cult che richiama l’atmosfera tragico-drammatica di un film realista quale “Start-Up” è, che però ha tratti romantico-struggenti direttamente proporzionali al traguardo elevato che insegue il principale di tutti i suoi personaggi. Il risultato è un film semplice e complesso, lineare quanto complicato come un social network, che pulsa di vita vera, quella della gente comune e dei suoi problemi. Difficile da gestire, forse, come un’azienda, una start-up di stampo moderno-contemporaneo. Allora, da dove cominciare per crearla? Da ciò di cui si ha bisogno. Qui è il rispetto e la dignità della persona umana, di tutti i precari e lavoratori non considerati, esclusi da un mercato che guarda solo agli interessi del business. Allora occorre dare anche la visibilità dei contatti avuti, senza strumentalizzare chi ci dà fiducia, “corrompendosi” con chi vuole sfruttare il successo avuto. Rimanendo con i piedi ben saldi per terra e continuando a fare ciò che si sa fare. Per questo Matteo deciderà di non “unirsi” a una politica (candidandosi, come gli viene proposto) che gli sembra arrivista e di comodo, interessata non al bene comune, ai cittadini, alle persone che si sono iscritte al suo sito, quanto solo ai numeri stratosferici delle iscrizioni al suo portale, senza considerare le storie, le difficoltà e i disagi che ci sono dietro; cosa che lui vuole ascoltare.

E se oggi Egomnia è realtà, una realtà consolidata, non meno lo è la strada che ha lanciato. Il futuro è nel Web e nell’informatica. Molti gli esempi che lo dimostrano. Due i casi recenti, su tutti, che si possono citare: LAZIOcrea e il Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, ma altre convenzioni sono state siglate con le Università “Link Campus University” e “La Sapienza” e “Roma Tre” di Roma, promuovono “Hackathon4Crea”, progetto che premia le App (dispositivi per smartphone e tablet, con sistema operativo Android) sugli open data della Regione Lazio. Scopo dell’iniziativa è promuovere lo sviluppo (in sei mesi di tempo, in versione Beta appunto) di applicazioni digitali innovative, partendo da set di open data messi a disposizione dall’azienda. Per singoli o per gruppi di al massimo tre persone. Temi oggetto della competizione sono: l’energia, l’ambiente, il turismo, la cultura, l’agricoltura (ma Matteo ha dimostrato che anche il lavoro può essere uno di essi). Oppure il Fablab Roma Makers alla Garbatella. O, ancora, il Festival of Media Global (che si terrà a Roma dal 7 al 9 maggio prossimi).

Barbara Conti

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