domenica, 30 aprile 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Un super-David Goffin ferma l’Italia
di Coppa Davis
Pubblicato il 12-04-2017


tennis coppa italiaUn valido Bolelli, un buon Seppi e un generoso Lorenzi non bastano all’Italia del tennis di Coppa Davis per accedere alla semifinale. La squadra capitanata da Barazzutti si ferma ai quarti sconfitta a Charleroi dal Belgio, che a settembre giocherà la semifinale contro l’Australia. Per i padroni di casa il campione assoluto è stato David Goffin, che contro Paolo Lorenzi ha messo in campo un gioco impeccabile. L’azzurro le ha provate tutte, ma alla fine si è dovuto arrendere al talento e alla maggiore completezza di colpi del belga. Un po’ rassegnatosi nel finale, forse gli è mancata un po’ di determinazione e grinta nel credere in una possibile rimonta. Ḕ sembrato un po’ frenato dal fatto di essere consapevole del livello superiore dell’avversario, a cui è riuscito tutto. Tuttavia, a onor del vero, merito a Lorenzi per il fatto di aver sempre lottato e resistito, anche se a tratti un po’ sfiduciato. Facile subentri la rassegnazione quando di fronte hai un giocatore che tiene bene lo scambio, poi accelera da fondo e chiude il punto; oppure che ti passa quando lo attacchi; che serve bene e che ti scavalca con un lob con precisione quando sei a rete. Inutile dire che il belga ha corso su tutte le palle, anche le smorzate, coprendo bene il campo e, soprattutto, rispondendo con altrettante palle corte di estrema precisione. La tenuta di Goffin era cosa nota; che fosse un giocatore ostico era una certezza; sulla sua agilità, mobilità, resistenza fisica, duttilità e capacità di visione di gioco non vi erano dubbi; ma nel match decisivo contro Lorenzi è stato davvero ispirato. Ḕ uscito bene dagli scambi, abbastanza brevi e forse troppo corti e su tempi troppo rapidi per Paolo, prendendo sempre l’iniziativa e gestendo il gioco. Forse è questo che ha penalizzato l’italiano, che non è riuscito a gestire l’impostazione del match. Non ha tenuto in mano le redini del gioco, ma soprattutto ha dovuto subire il divario di chances non sfruttate con l’altro. A fare la differenza non è stato tanto il parziale di colpi vincenti, quanto le occasioni maturate: Goffin non ne ha sprecata quasi nessuna, realizzando quasi tutte le palle break che gli si sono proposte. Non a caso, infatti, se l’incontro è iniziato abbastanza duro, ma equilibrato per l’azzurro, subito alla prima opportunità c’è stato il break decisivo nel primo set: dal 4-3 il belga è volato 5-3 per andare a chiudere 6/3. E addirittura in apertura di secondo si è portato immediatamente sull’1-0: stessa storia, sempre un altro 6/3. 6/2 il terzo, lottato, con una serie di break e contro break vinta da Goffin, con un Lorenzi rassegnato e stanco nel finale. Forse non avrebbe potuto fare di più, di certo affrontare la partita con più rilassatezza gli avrebbe giovato. Forse avrebbe dovuto tentare prima di mandarlo fuori giri variando la tipologia di colpi, con più back, lob e smorzate, spostandolo sia lateralmente che in avanti nel campo. Forse non fosse stato il match decisivo, avrebbe dato un altro rendimento. Non facile giocare rilassato quando sai che l’esito dei quarti dipende da te. Il Belgio stava vincendo per 2-1, grazie alla rimonta nel doppio, dopo la sconfitta nei due singolari da parte di Lorenzi e Seppi (entrambi bravi, ma non abbastanza da dominare gli incontri). Sentire la responsabilità del destino della propria squadra può spaventare: sicuramente Paolo un po’ ha percepito il peso di un ruolo che di solito spetta a Fognini. Ma il ligure era fuori, messo ko dall’infortunio che lo ha colpito e dai dolori al polso destro e al tallone sinistro. Tennista ugualmente di grossa personalità come gli altri azzurri, ha maggiore carattere, riuscendo a rendere al meglio nei momenti decisivi, che sa giocare molto bene. Questa più profonda aggressività, cattiveria agonistica, grinta e tenacia mancano un po’ nelle fasi clou dei match a Lorenzi e Seppi. Sicuramente capitan Barazzutti dovrà trovare un “sostituto” di Fognini in Davis. Un compito arduo, ma delle piacevoli soprese per lui ci sono state. Se Goffin è stato l’uomo-Davis per il Belgio, per l’Italia lo è stato Simone Bolelli nel doppio. Magnifico il modo in cui ha trascinato Seppi. La nuova coppia con Andreas è stata una gradita rivelazione. Con il suo potente dritto in accelerata, l’altoatesino si è dimostrato un’ottima spalla. Tuttavia è stato il tennista di Bologna ha “dettare” la tattica di gioco: buono il servizio, ottima tenuta di rete con cui ha coperto il net, intervenendo anche in diagonale sulle traiettorie degli scambi a chiudere; validi i passanti di rovescio in top spin a una mano. A tratti ha attuato un interessante schema: lob a scavalcare l’avversario e fondamentali che ha “caricato”, accelerando per chiudere prima lo scambio da vero doppista. Ottimi i recuperi e la solidità che ha dimostrato, dando sicurezza ad Andreas, consigliandolo e suggerendogli dritte di gioco. Sicuro di sé, ha infuso convinzione a Seppi che ne ha fatto un punto di riferimento: più volte lo è andato a cercare per confrontarsi con lui. Bolelli è apparso molto concentrato, deciso e determinato; quasi che sentisse il peso dell’impegno che gli spettava, da più esperto e veterano. Anzi, forse meno in soggezione rispetto al doppio con Fabio, la cui amicizia e stima potrebbero in certi frangenti “bloccarlo”. Quando Bolelli gioca a tutto braccio può insegnare molto. Continuare con questa coppia per Barazzutti potrebbe diventare un’arma vincente. Così come altra positiva scoperta è stata quella di Alessandro Giannessi. Nell’ultimo match di singolare l’italiano, n.122 Atp, ha battuto Joris De Loore in due set con il punteggio di 6-4 7-6(9), dopo un’ora e 20 minuti di gioco. L’azzurro ha assolutamente convinto per la sicurezza di gioco, per la caparbietà con cui è sceso in campo, con la lucidità e la tranquillità di tattica e visione di gioco degne dei campioni. Per lui si prospetta un futuro roseo. Una risorsa da non sprecare, ma da sfruttare, per la Coppa Davis. Ha dimostrato grande maturità nel giocarsi la sua partita al meglio, al 100% senza esitazioni, con una precisione tecnica e di schema tattico stupefacenti. Forse era già pronto per poter giocare lui contro Goffin, provando l’effetto sorpresa; anche puntando sul fatto che aveva dalla sua l’incoscienza e la scelleratezza, la spregiudicatezza di chi non deve dimostrare niente, ha tutto da guadagnare e nulla da perdere, di chi può godersi il suo momento di gloria senza tremare per la paura di sbagliare, perché sa che ha già vinto e ottenuto molto e tantissimo anche solo ad essere lì. Un discorso che può fare meno chi come Lorenzi, da n. 38 Atp, ha su di sé più aspettative in Davis e forse pretende di più (troppo) da se stesso. Per Paolo una sconfitta “pesante” quella contro il belga David Goffin, incassata in poco meno di due ore. Ora l’importante è non pensarci su troppo, andare avanti, reagire e lavorarci sopra, riflettendo soprattutto su questi nuovi scenari aperti: la nuova coppia di doppio Bolelli-Seppi e il neo singolarista Giannessi, che già aveva infervorato lo scorso anno il Foro Italico durante le pre-qualificazioni e le qualificazioni degli Internazionali Bnl d’Italia. Assolutamente all’altezza dei big, rispetto ai quali non ha nulla di meno. Davvero una buona notizia per l’Italia e gli azzurri. Anche perché, con il tempo e l’esperienza, avrà modo di crescere ancor di più e maturare ulteriormente, anche se ha già dato prova di avere un’attitudine e un approccio corretti e giusti ai match e di avere un buon self-control, anche dal punto di vista della tenuta mentale e psicologica.

Barbara Conti

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento