martedì, 26 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Vietato fare i nomi di bancari
e banchieri
Pubblicato il 14-04-2017


Mentre un poveraccio che non rientra di un prestito di poche centinaia di euro, perché ha perso il lavoro, viene sbattuto come fosse Lilly il vagabondo nella Centrale Rischi (organo impenetrabile di cui fa sintesi la Banca d’Italia, ma che possono penetrare tutti gli istituti di credito italiani e esteri) il gatto e la volpe se la ridono. Nessuno però può fare il nome dell’amministratore delegato che ha portato sull’orlo del fallimento il suo istituto di credito, nonostante i soldi “scippati” ai risparmiatori con la vendita di azioni truffaldine…e poi alla intera collettività con il Decreto Salva Banche.

Ebbene, è così, questi benedetti nomi non si possono fare. Non si possono fare me lo dicono gli avvocati che seguono Interessi Comuni sin dal 2012. Mentre mi guardano come fossi un’idiota suggeriscono con fare ammiccante: meglio evitare! Ma come, il nome dell’ex presidente della Banca Popolare di Vicenza rimbalza su tutti i telegiornali per aver sperperato 4 miliardi di euro negli ultimi due anni del suo regno, e noi non lo possiamo fare? Il già presidente di ABI, e ex amministratore delegato de Monte dei Paschi di Siena, acquista Antonveneta a molto più del suo valore, e il suo nome non lo si può nemmeno sussurrare perché vive attorniato da un numero impressionante di avvocati pronti a querelarti? E il nome dell’ex presidente di Carige, che ha massacrato i risparmiatori ed è agli arresti, anche lui usufruisce della legge sulla privacy?

E i segnalati alla Centrale Rischi, allora? Perché loro si????!!!! Ma questo è un film dell’orrore; questo è un calcio nelle palle a tutti i cittadini risparmiatori italiani “mazziati e cornuti”; questo è un affronto all’intelligenza delle persone; questo è un infame sopruso. In ultimo, ma solo per dare più enfasi al gatto e la volpe, non ci è possibile nemmeno accennare che questi signori continuano a stipendiarsi come sceicchi, e si promuovono pure di grado a vicenda come a battezzarsi cavalieri della tavola d’oro. Invece, la gente comune che è stata truffata e ridotta alla povertà, deve rispettare la regola del silenzio come i frati benedettini per evitare di incorrere in una querela del gatto e poi della volpe: addirittura due!

Le banche non sono più banche però i banchieri si pagano come lo fossero, consapevoli che interverrà lo Stato, ma anche questo pare non si possa dire perché è solo una supposizione priva di fondamento. La gente non solo è stata privata del lavoro e costretta alla povertà dalle banche, ma rischia pure di essere querelata per diffamazione se dice che il suo direttore li ha indirizzati dall’usuraio amico: ci vogliono le prove, cari amici miei! Peraltro gli strozzini sono gli unici possessori di liquidità che stanno sostituendo gli istituti di credito con la benedizione dei banchieri, questo però lo dico, posso? I peggiori inquisitori non sono i ricchissimi, ma i mezzi ricchi, i benestanti, quelli che salgono in cattedra solo perché percepiscono qualche migliaio di euro al mese di pensione per aver lavorato 18 anni.

Ovviamente seguirò i suggerimenti degli avvocati di Interessi Comuni, però sono molto irritato per essere costretto a tacere, e voi? Le ragioni dei politici che non tutelano questi elettori meritano un ragionamento a parte che pubblicherò in un prossimo articolo. Di neosatira anche quello? Ora ci penso!

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento