martedì, 25 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

1993, la serie. Un filo comune tiene insieme
tutti i personaggi
Pubblicato il 31-05-2017


1993La quinta e la sesta puntata della fiction 1993, penultime di questa accattivante Serie TV, sono caratterizzate da un filo comune, che tiene insieme tutti i personaggi, quel sentimento di rinascita che spinge ognuno ad agire per ritornare a vivere, per dare un taglio a una parte oscura del proprio passato. Si comincia con l’arresto di Sergio Cusani (Stefano Dionisi), protagonista del caso relativo alla maxi tangente Enimont, per terminare con un nome ben preciso, Duilio Poggiolini, che sarà, probabilmente l’anteprima a quel che accadrà nelle puntate successive.

I PERSONAGGI:

Sergio Cusani, interpretato magistralmente da Stefano Dionisi, ragioniere e contabile della maxitangente Enimont, arrestato, rifiuta fin da subito di collaborare con la Magistratura, sostenendo di non avere alcun interesse a fare nomi di altre persone come hanno fatto molti altri personaggi eccellenti di Tangentopoli, che pur di uscire dal carcere si sono detti disponibili a collaborare. In galera, egli fa amicizia con un altro arrestato importante, Leonardo Notte, con cui condividono la passione per i buoni libri, e un’incredibile voglia di continuare a fare il proprio lavoro, questa volta, però, al servizio degli altri. Cusani infatti gestisce la contabilità dei carcerati.

Leonardo Notte, invece, inizia a condurre delle indagini di mercato tra gli arrestati, per conoscere qual’è il loro di soddisfazione della struttura carceraria. Intanto, pur di salvarsi, e di ritornare alla sua vita normale, acconsente alla richiesta di uccidere un imprenditore “ospite” della galera, evitando problemi con l’inviato di Cosa Nostra Brancato. Non potendo farlo lui, si serve di un altro carcerato di colore, al quale in cambio promette i soldi per far arrivare la figlia in Italia. Eseguito l’assassinio, come da accordi con la mafia (la colpa se la prende qualcun altro), Leo è finalmente libero, e torna al suo lavoro, quello di pubblicitario con la smania di far carriera. Resosi conto che Berlusconi non lo ritiene più il candidato ideale, allora chiede a Muratori, suo padre, di presentargli D’Alema.

Pietro Bosco, finito nella lista nera del “Senatur” Umberto Bossi, diviene un fedelissimo di Gianfranco Miglio, l’ideologo della Lega Nord, sperando in una ricandidatura, che Bossi non vuole offrirgli, ma che neanche Miglio può garantirgli. Bosco cerca di convincerlo allora di andare al congresso e di sfidare Bossi. Nel mezzo i problemi economici del padre, indebitatosi di 200 milioni con gli strozzini. Pietro riuscirà a salvare il padre, chiedendo il denaro alla gente a cui aveva fatto un favore quando era in commissione difesa, tradendo la Lega.

Veronica Castello, intanto, prosegue nella redazione del suo libro intervista, e riesce a ritrovare veramente la sua persona grazie all’aiuto di Davide, lo scrittore che si sta occupando di buttare giù assieme a lei l’autobiografia di quest’ultima. Cominciano a sorgere in Veronica i primi dubbi, e comincia a chiedersi se è davvero il suo mondo questo, oppure può rinascere mollando tutto e riscoprendo se stessa.

Giulia Castello, inizialmente litiga pesantemente con Scaglia, collaboratore di Di Pietro, che la ritiene in parte responsabile del suicidio di Gardini, con quell’articolo scoop in prima pagina su Giuseppe Garofano, ex presidente della Montedison ed ex amministratore delegato della Ferruzzi. Questo litigio gli fa sorgere dubbi riguardo all’etica del mestiere che svolge, dissipati subito da Indro Montanelli, al quale chiede consiglio.

Luca Pastore, dopo un trip da LSD, comincia a immaginare situazioni strane, fino a diventare protagonista dello spot Aids che impazza in tv. Nel mentre, un dualismo, da una parte la voglia di mollare tutto e andare via, e dall’altra le indagini sulla malasanità, che vede Pastore interrogare De Lorenzo. In tutto ciò, la vaghezza dei familiari del Prof. Antonio Vittoria, suicidatosi in circostanze poco chiare, e la voglia del figlio di fare giustizia, che porterà quest’ultimo a fornire a Pastore, alcuni oggetti personali del Professore, contenenti un foglio con tanti appunti, in cui compare un nome, Duilio Poggiolini.

Zeno Mainaghi, in una clinica per disintossicarsi dalla dipendenza dagli stupefacenti, nonostante tutto riesce ad assumere cocaina anche qui, fin quando ritrova come infermiera una sua conoscenza d’infanzia, che si prende cura di lui, cercando di riportarlo sulla retta via.

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