mercoledì, 28 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

5 motivi per cui ridere fa bene alla salute
Pubblicato il 04-05-2017


risata«La salute si basa sulla felicità». Su questo assunto il celeberrimo medico statunitense e padre della clownterapia Patch Adams ha fondato il suo metodo terapeutico, una combinazione vincente di umorismo e divertimento quali ingredienti essenziali per la guarigione fisica e mentale del paziente. Ad oggi è convinzione comune degli esperti che la cosiddetta “Terapia del Sorriso” sia non solo in grado di aiutare i malati a vivere meglio la loro patologia, ma apporti anche notevoli benefici a livello di respirazione, ossigenazione, circolazione, nonché di riduzione dello stress e degli stati ansiogeni.

In occasione della Giornata Mondiale della Risata del 7 maggio 2017, lo psicologo e psicoterapeuta Stefano Lagona, responsabile scientifico del corso FAD (Formazione a Distanza) di Educazione Continua in Medicina realizzato dal provider ECM 2506 Sanità in-Formazione, in partnership con Consulcesi Club, dal titolo “La terapia del sorriso: efficacia ed applicazione nei contesti di cura”, elenca i benefici della risata per corpo e mente:

· La risata riduce lo stress: diversi studi hanno dimostrato che il senso dell’umorismo e il suo utilizzo in situazioni stressanti porta ad un migliore stato di salute, misurato sia come maggiore senso di padronanza nella propria vita e di autoefficacia, che come minore numero di sintomi psichici e somatici.

· La risata aiuta sul lavoro: sul piano professionale la risata può migliorare le prestazioni, favorendo la relazione con i colleghi, il lavoro di gruppo, la leadership e le capacità di problem solving.

· La risata rafforza le relazioni interpersonali: ridere aiuta a consolidare le relazioni poiché si attivano sentimenti positivi e si fomenta la connessione emotiva.

· La risata stimola il sistema immunitario: numerosi studi hanno dimostrato che le emozioni positive favoriscono la produzione di una cascata di reazioni tale da attivare il sistema immunitario ed in particolare i linfociti killer.

· La risata fa rilasciare endorfine, gli “ormoni della felicità”: successivamente alla risata ed al respiro profondo che ne consegue ha luogo uno stato di rilassamento in cui avviene una modificazione della composizione del sangue. Tale modificazione è determinata dal rilascio di un’endorfina, denominata anche “oppioide endogeno”. L’endorfina determina quattro effetti benefici: calmante; antidolorifico; euforizzante; immunostimolante.

Il corso: “La terapia del sorriso: efficacia ed applicazione nei contesti di cura”, on line gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it, è abbinato al Film Formazione “Blush”, incentrato sulla clownterapia e sul ruolo del volontariato nelle corsie ospedaliere. Il cortometraggio, diretto da Simone Barbetti, ha raccolto il plauso unanime di pubblico e critica, collezionando numerosi riconoscimenti in festival e rassegne cinematografiche, tra cui il premio della giuria alla 5° edizione del Ciak Videofestival di Sanremo. È la diretta voce del protagonista dell’emozionante pellicola, l’attore Walter Cordopatri, a guidare i camici bianchi all’interno del corso, che fornisce un’analisi della terapia del sorriso partendo dai contributi offerti dalla psicologia, dalla fisiologia e dalla sociologia e dalle numerose ricerche ed evidenze scientifiche che hanno permesso di superare il dualismo mente-corpo a favore di un approccio olistico al paziente.

Lo studio dell’importanza dell’umorismo e della risata sulla salute ha origini lontane, infatti già Ippocrate sosteneva: «Il buonumore equivale a un elisir di lunga vita»; comunque, la paternità della terapia del sorriso viene attribuita al giornalista scientifico Norman Cousin, il quale sperimentò su di sé gli effetti terapeutici della risata e il loro potenziale nel favorire il decorso della malattia. Questo approccio riunisce tecniche e metodologie diverse: dalla più famosa clownterapia, passando per lo yoga della risata, la visione di filmati e spettacoli fino alla partecipazione attiva alla comicità. La terapia del sorriso trova il suo luogo naturale nei reparti pediatrici ma non è destinata solo ai bambini: gli stessi clown-dottori sono frequenti anche in oncologia e geriatria nonché nelle scuole, nelle missioni umanitarie e nelle carceri.

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