martedì, 23 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

850 euro per ascoltare
la sfida di Obama
Pubblicato il 09-05-2017


Barack Obama in MilanParte da Milano il ‘secondo tempo’ di Barack Obama. Ospite d’onore di ‘Seeds and chips’, l’ex presidente degli Stati Uniti ha parlato a lungo del suo impegno per il futuro, ovvero concentrarsi sui giovani ed educare una “nuova generazione” alla leadership politica. In questa avventura intende collaborare con Matteo Renzi: “Io e Matteo abbiamo parlato di come creeremo una rete efficiente di attivisti globali” in diversi settori, ha annunciato, confermando il feeling, già rodato, con il segretario del Pd italiano (citato tre volte in un discorso in cui ha ringraziato anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, l’ex primo cittadino Letizia Moratti, per l’impegno in Expo, e l’ex premier e “grande amico” Mario Monti). Ma è il clima il fulcro dell’intervento di Obama al convegno sull’innovazione nell’alimentazione. L’ex capo della Casa Bianca ha messo in chiaro che l’amministrazione guidata dal suo successore Donald Trump potrà anche cambiare le “regole severe” da lui introdotte ma le modifiche non produrranno grandi effetti. A questo proposito Obama ha fatto l’esempio delle norme sull’efficienza dei combustibili per automobili. Anche se l’amministrazione attuale dovesse cambiare la normativa, “molte di queste regole sono state stabilite a livello locale”, come per esempio in California. Obama si è detto “certo che gli Stati Uniti continueranno ad andare nella giusta direzione” in materia di tutela dell’ambiente e contrasto ai

cambiamenti climatici.

“Nessuna nazione, piccola o grande, ricca o povera, sarà immune dall’impatto del cambiamento climatico”, contro il quale “bisogna agire” ha ammonito l’ex presidente. Che non a caso ha ricordato l’importanza dell’accordo “significativo” sul clima di Parigi, nel giorno in cui la Casa Bianca ha posticipato l’incontro durante il quale l’amministrazione Trump avrebbe dovuto discutere sulla volontà di rispettare o abbandonare il protocollo sul clima. “L’importante è che noi diamo il buon esempio”, che “ci comportiamo come guida per gli altri Paesi” ha aggiunto Obama nell’intervento, durato oltre un’ora e mezza.

Nella sala da 3.500 posti (non tutti esauriti – il biglietto di ingresso per i 4 giorni di manifestazione e lo speech dell’ex presidente costava 850 euro) ad ascoltare Obama, oltre a Renzi e Monti, i ministri Carlo Calenda, Maurizio Martina e Valeria Fedeli, il governatore lombardo e il presidente del Consiglio regionale, Roberto Maroni e Raffaele Cattaneo, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala (che in una saletta riservata ha consegnato ad Obama le chiavi della città), il presidente della fiera Giovanni Gorno Tempini e il prefetto di Milano, Luciana Lamorgese. Avvistati in platea anche il procuratore capo di Milano, Francesco Greco, il presidente di Sea Pietro Modiano, l’editorialista Sergio Romano, il presidente di Brembo Alberto Bombassei, il presidente emerito e l’ex ad di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli e Enrico Cucchiani. Tra gli chef, Carlo Cracco, Massimo Bottura e Gualtiero Marchesi. Ed ancora Diana Bracco e l’ex ambasciatore Usa a Expo Douglas Hickey.

La parte più corposa dell’intervento di Obama è stata quando si è fatto intervistare dall’ex chef dalla Casa Bianca, Sam Kass. Durante il colloquio è emerso un profilo più privato del 44esimo presidente americano. “Non vivo più alla Casa Bianca. Mi piace molto stare a casa, ho litigato con Michelle perché volevo più spazio nell’armadio” ha raccontato il politico Usa. “Cosa non mi manca è l’unicità nell’isolamento, l’apparato di sicurezza. Si vive nella bolla, è un posto come un prigione, anche se una bella prigione, ma non hai la libertà di movimento: questo non mi manca”. “Adesso

sono recettivo solo ai selfie che non sono meno peggio” ha confidato. E quanto a programmi futuri nell’agenda della famiglia Obama di certo c’è l’Italia. “Tornerò prestissimo e spessissimo in Italia. Potete contarci” ha garantito Obama.

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