giovedì, 22 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Alberto La Volpe, volto storico del giornalismo
Pubblicato il 18-05-2017


Oggi, giovedì 18 maggio, alle 15.30 si terranno i funerali di Alberto La Volpe, nella chiesa di Santa Chiara, in piazza Giochi Delfici, a Vigna Clara.

la volpeHo lavorato con Alberto La Volpe dal 1987 al 1993 (prima di partire per Euronews) nel periodo in cui è stato direttore del TG2, dove era succeduto ad Antonio Ghirelli, che aveva sostituito a sua volta Ugo Zatterin. Quando arrivò era considerato il direttore della normalizzazione craxiana, dopo gli anni di Zatterin, considerato troppo indipendente, e di Ghirelli, considerato troppo ingombrante.
Invece grande fu la sorpresa nel vederlo capace di manovrare e ritagliarsi degli spazi di autonomia anche di fronte al sospettoso segretario del PSI diventato Presidente del Consiglio. A lui si debbono grandi scelte editoriali come l’arrivo di un giovane promettente dal TG1 (Enrico Mentana), o il rinnovo della conduzione del TG con l’arrivo di Lilli Gruber e Carmen Lasorella, Maria Concetta Mattei e Piero Marrazzo. Ma anche il varo ,nel 1988, della rubrica “Non solo nero” di Massimo Ghirelli, il primo spazio di riflessione sull’immigrazione in Italia che se non fosse stata abolita subito dopo la sua partenza, avrebbe forse potuto determinare un atteggiamento diverso della nostra opinione pubblica sulla questione dei migranti e dell’integrazione. Oppure “Lezioni di mafia” con Giovanni Falcone o il lancio di “Radio Londra” di Ferrara.
Fortissimo il suo rapporto di amicizia con Massimo Fichera, mitico vicedirettore generale della RAI e campione dell’innovazione tecnologica e di prodotto, che -grazie anche al suo appoggio interno- lanciò Euronews nel 1993, allorché molti altri direttori RAI osteggiavano quell’avventura.
Diventato poi politico finita la carriera in RAI (come parlamentare prima e poi come sottosegretario con Prodi alla Cultura e con D’Alema agli interni) ha continuato a condurre le stesse battaglie fino alla sua morte in nome della giustizia sociale e per gli ideali socialisti in cui ha sempre creduto.

Giacomo Mazzone

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