giovedì, 22 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

RISCHIO SPEZZATINO
Pubblicato il 03-05-2017


i tre commissariOra il rischio è quello dello spezzatino. Lo sottolinea il ministro dei trasporti Graziano Delrio che sul prestito specifica: “E’ un prestito oneroso, lo Stato conta di rientrare, ma soprattutto contiamo di trovare un compratore che mantenga il valore dell’azienda il più possibile intatto, cioè l’azienda unita e non spezzettata”. Il compito dei commissari, ha precisato Delrio, è “risanare e anche trovare un potenziale compratore”. Un altro rischio, sottolinea Delrio, è che un potenziale compratore di Alitalia imponga tagli ancora più drastici di quelli chiesti dal precedente piano industriale.”Per questo il Governo, pur non essendo parte in causa, perché la compagnia non è di proprietà dello Stato, si è fatto parte attiva per cercare” la mediazione poi bocciata con il referendum.

Delrio poi spiega che questa fase dell’amministrazione straordinaria “è obbligata, perché nel momento in cui l’azienda la chiede, il Governo è obbligato a darla. L’amministrazione straordinaria significa che i commissari hanno il compito di ristrutturare l’azienda e di mantenere i diritti dei passeggeri a volare: chi ha prenotato aerei e chi vuole continuare a prenotare Alitalia potrà farlo tranquillamente. Quindi garantiamo i voli e garantiamo le connessioni”, ha spiegato Delrio, aggiungendo che questa fase “garantisce anche l’occupazione, perché la liquidazione in pochi giorni avrebbe significato mettere in difficoltà migliaia di famiglie”.

Il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda è intervenuto su Alitalia nel question time. “L’amministrazione straordinaria – ha detto – prevede, in materia di responsabilità degli amministratori, l’applicazione delle medesime norme dettate dall’ordinamento dei fallimenti. I commissari appena nominati adotteranno doverosamente ogni iniziativa eventualmente necessaria anche con riferimento allo specifico tema della responsabilità degli organi sociali”. “Va riconosciuto agli investitori – ha aggiunto – di aver messo dei soldi, di averci creduto e di essere stati disponibili a metterne altri”, ha aggiunto Calenda parlando dei soci di Etihad. Per quanto riguarda la responsabilità degli amministratori, il ministro ha spiegato che “la normativa sull’amministrazione straordinaria dispone di una particolare forma di accessibilità da parte di ogni interessato alle informazioni sulle cause dell’insolvenza, essendo previsto che nei termini dei sei mesi della procedura, i commissari presentino al giudice delegato una relazione contenente la descrizione particolareggiata delle cause di insolvenza e che l’estratto di questa relazione sia reso pubblico”.

Da oggi i commissari di Alitalia sono da oggi al lavoro per gestire l’amministrazione straordinaria decisa ieri dal Governo finalizzata alla vendita della compagnia. Ecco di seguito le prossime tappe che accompagneranno il loro lavoro.

– PRESTITO PONTE. Per erogare il finanziamento di 600 milioni concesso dallo Stato è necessario un decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, che va preparato entro cinque giorni dall’apertura della procedura di amministrazione straordinaria, avvenuta ieri.

– MANIFESTAZIONI DI INTERESSE. I Commissari straordinari entro quindici giorni pubblicizzeranno un invito per la raccolta delle manifestazioni d’interesse.

– PIANO DEI COMMISSARI. I commissari hanno un mandato d’azione “ampio nello spettro”. A loro spetta anche la predisposizione di un piano di taglio dei costi che, sulla parte non relativa al costo del lavoro, dovrebbe essere sulla falsariga del precedente: si dovrebbe partire dalla rinegoziazione dei contratti di leasing e con i fornitori.

– VENDITA, OBIETTIVO INTERA SOCIETÀ. L’obiettivo dell’amministrazione straordinaria è di portare alla vendita della compagnia. Il Governo, ha ribadito il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, considera prioritario che si compri l’insieme dell’azienda in un contesto in cui si cerchi di rilanciarla.

– RESTITUZIONE DEL PRESTITO. Il prestito, concesso nel rispetto della disciplina sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese non finanziarie in difficoltà, con l’applicazione di interessi pari al tasso Euribor a sei mesi maggiorato di 1.000 punti base, dovrà essere restituito entro sei mesi dalla sua erogazione, in pre-deduzione con priorità rispetto a ogni altro debito della procedura.

– LO SPETTRO FALLIMENTO. Se nei sei mesi non si riuscirà a procedere con la vendita, il rischio è che si proceda con lo ‘spezzatino’, ovvero con la vendita dei singoli asset, per poi arrivare a portare i libri in tribunale per la dichiarazione di fallimento.

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