venerdì, 28 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Atene, scontri in piazza… e la Cina punta sulla Grecia
Pubblicato il 17-05-2017


atene scontriL’Europa porta di nuovo il conto alla Grecia che si prepara all’incontro con l’Eurogruppo, prevista il 22 maggio, dove discuterà con i ministri delle Finanze dell’erogazione di una nuova rata del prestito, puntando su un nuovo piano ‘lacrime e sangue’. Atene spera così di poter aprire la trattativa per una ristrutturazione del debito greco, pari al 179% del pil, tanto che il governo di Alexis Tsipras ha varato un piano, che dovrebbe essere approvato entro venerdì, dettato da Ue e Fmi, con nuove misure di rigore per un totale di 4,9 miliardi di euro. Misure che dovrebbero essere applicate tra il 2018 e il 2021, vale a dire subito dopo la fine del programma di risanamento in corso, questi provvedimenti, inoltre, prevedono ulteriori tagli alle pensioni e nuovi aumenti di imposte. Atene si prepara a luglio quando dovrà rimborsare 7,5 miliardi di euro di debito. Tsipras e Merkel hanno convenuto sul fatto che la conferenza dell’Eurogruppo debba trovare il modo di “continuare a risolvere il problema del debito greco”, come ha riferito il governo con un comunicato.
Ma la popolazione ellenica, alla vigilia del voto greco sul nuovo pacchetto di misure di austerity, migliaia di cittadini sono scesi in piazza ad Atene per partecipare ad uno sciopero generale organizzato dai principali sindacati del settore pubblico e privato del paese. Ben 12.000 persone in segno di protesta hanno manifestato contro il programma di austerity del Paese. La marcia è stata organizzata in coincidenza di uno sciopero generale contro i tagli al bilancio attualmente discussi in Parlamento. Poco dopo la manifestazione è degenerata in disordini e scontri: la polizia greca in tenuta antisommossa ha lanciato gas lacrimogeni contro decine di giovani dimostranti che aveva attaccato gli agenti con sassi e petardi davanti al palazzo del Parlamento, successivamente poi un gruppo di poliziotti si è unito alla protesta ha bloccato l’entrata al palazzo che ospita il ministero delle Finanze.
Intanto prosegue lo sciopero generale di 24 ore, convocato dai sindacati del settore pubblico e privato e toccherà principalmente i trasporti pubblici ad Atene: metro, bus, tram saranno a singhiozzo per tutta la giornata di oggi. I collegamenti marittimi fra le isole subiscono disagi già da ieri per lo sciopero di 48 ore dei marittimi. Molti voli, soprattutto interni sono stati annullati, mentre i voli internazionali hanno subito cambiamenti di orario per lo sciopero dei controllori di volo. Chiuse le scuole, mentre gli ospedali funzionano solo per i servizi di base e le emergenze.
E mentre l’Europa continua a battere cassa alla Grecia, dall’altra parte il dragone rosso punta su nuovi investimenti con gli ellenici. La Grecia e la Cina oggi hanno infatti siglato un piano d’azione triennale nell’ambito del quale Atene potrebbe ottenere una quota del programma di investimenti da 100 miliardi di euro lanciato dal governo Pechino nel fine settimana scorso durante il forum sulla Nuova via della Seta. Il piano siglato tra Atene e Pechino è una dichiarazione di intenti e non prevede al momento specifici contratti o impegni finanziari, precisa il quotidiano greco “Kathimerini”. Per la parte greca ha siglato l’intesa il viceministro dell’Economia Stergios Pitsiorlas, il quale ha parlato di un accordo per investimenti nel settore dei trasporti, dell’energia e delle telecomunicazioni “la cui attuazione positiva potrebbe portare investimenti dal valore di miliardi di euro. “Si tratta di investimenti sul tavolo per quanto riguarda la rete ferroviaria, i porti e gli aeroporti, e vanno dalle telecomunicazioni alle interconnessioni energetiche e agli investimenti in impianti energetici, compresi quelli nelle fonti rinnovabili”, ha aggiunto Stergios Pitsiorlas, direttore del Fondo ellenico per le privatizzazioni. Tsipras ha ricordato “stiamo valutando ulteriori possibilità di cooperazione con la Cina, attraverso collaborazioni bilaterali o trilaterali con i paesi del Mediterraneo Orientale e dei Balcani”.

Per la Cina si apre una nuova importante opportunità economica… in Europa.

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