venerdì, 18 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Banche Venete, allo studio del Fondo Atlante II
Pubblicato il 29-05-2017


banche veneteLa questione delle due banche venete, Veneto Banca e Banca Popolare Vicentina, è all’esame della Commissione Europea. Dunque non si esclude un intervento di ricapitalizzazione d’oltralpe. Sappiamo che nessuno fa niente per niente soprattutto nel mondo della finanza. In Italia, a seguito delle storie di “mala gestio” del credito, per le problematiche del salvataggio bancario, un’altra fetta del panorama delle banche italiane sembrerebbe destinato a passare sotto il controllo di un gruppo europeo.
Il meccanismo di vigilanza unico (Mvu) e le autorità italiane stanno lavorando insieme. Un portavoce della Commissione europea, in merito ai contatti tra il commissario Ue Margrethe Vestager ed il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan sulla questione delle banche italiane, ha detto: “Sono in corso contatti costruttivi”.
Il Fondo Atlante II sta studiando il dossier ‘banche venete’, ma solo per quel che riguarda una possibile partecipazione allo smaltimento delle sofferenze, così come sta facendo con il Mps. Il Fondo Atlante II ha ancora a disposizione 1,7 miliardi di euro che, per regolamento, possono essere impiegati solo in operazioni che riguardino Npl. Salvo cambi di direzione, quello sarà il perimetro entro il quale saranno impiegati. Quindi, non per il rafforzamento del capitale. Per quel tipo di investimento ci sarebbe Atlante I che, però, proprio nelle venete ha già esaurito il suo plafond. E al momento non pare che ci siano finanziatori intenzionati a investire altre risorse in Atlante I.
Il Cda della Banca Popolare di Vicenza ha “condiviso la relazione” dell’ad, Fabrizio Viola, ed ha confermato la validità del piano di ristrutturazione, a suo tempo approvato e sottoposto alle competenti Autorità. L’esecuzione di tale piano sarebbe essenziale per il rilancio delle due banche funzionali allo sviluppo dell’economia del Nord Est d’Italia ed il suo successo resta affidato all’avvio delle azioni previste in tempi più rapidi. Il consiglio “ha preso atto delle rassicurazioni fornite dal Ministro dell’Economia e delle Finanze che consentono di confidare nella rapida conclusione del processo di autorizzazione alla Ricapitalizzazione Precauzionale”.
Di conseguenza, il consiglio ha invitato l’ad Fabrizio Viola “a verificare la posizione di Quaestio SGR, gestore del fondo Atlante (azionista al 99,3% della Banca), in merito alla sua eventuale partecipazione all’operazione di ricapitalizzazione prevista”.
Prima del consiglio, il presidente di Cariplo e dell’Acri Giuseppe Guzzetti ha dichiarato all’ANSA che “Le Fondazioni associate in Acri non intendono mettere più un euro”. Ieri il ministro Padoan ha escluso un ‘bail-in’. Ma allora, chi metterà il miliardo per la ricapitalizzazione? A questa domanda, il Prof. Guzzetti ha risposto: “Bisogna chiederlo a Padoan. Come Fondazione non li metto. Abbiamo già messo 538 milioni attraverso il Fondo Atlante e vedremo che fine fanno. Sono molto esplicito”.

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