mercoledì, 22 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Brasile, l’assalto ai ministeri e l’ira contro Temer
Pubblicato il 25-05-2017


brasilia 2Dietrofront del presidente brasiliano che ha revocato il decreto con il quale veniva autorizzato l’uso dell’esercito per difendere gli edifici pubblici a Brasilia contro le violenti proteste anti-governative scoppiate nella capitale federale, dopo le accuse dell’opposizione, l’opinione pubblica contro e una popolazione inferocita in piazza. Sul varo del decreto ci sono state anche un rimpallo di responsabilità: Temer aveva fatto sapere che l’aveva sollecitato il sindaco di Brasilia, che però ha fatto sapere aveva detto di essersi solo consultato con il Capo dello Stato e aveva a sua volta giudicato “eccessiva” la misura. Temer a sua volta aveva scaricato tutto sul ministro della Difesa in una girandola di accuse e controaccuse.
Tutto è iniziato dopo che ieri Brasilia dopo l’imponente manifestazione contro il governo Temer, iniziata in maniera pacifica e alla quale avrebbero partecipato 200 mila persone, si è trasformata in una violenta battaglia tra 200 mila manifestanti e 5 mila poliziotti e con almeno 5 persone colpite da armi da fuoco. Scontri che hanno provocato un morto, 49 feriti e 7 arrestati. Il presidente del Brasile, vista l’insufficienza delle risorse di polizia, ha deciso di utilizzare, sulla base dell’articolo 142 della Costituzione federale, i “membri delle forze armate”, come spiegato in un comunicato della Segreteria di comunicazione sociale. Da qui, il dispiegamento di 1.300 soldati e 200 fucilieri navali nelle strade della capitale brasiliana.
Secondo i media e alcune testimonianze proprio la notizia dell’esercito ha aizzato la folla già furibonda con il presidente per gli ultimi scandali. Così molti manifestanti sono andati nella zona dove ci sono i ministeri e il Congresso e divisi in gruppi sono entrati e hanno devastato gli interni, in alcuni di questi hanno anche appiccato degli incendi. Persino la cattedrale è andata a fuoco ma con danni contenuti.
Secondo il giornale “Folha de Sao Paulo” i dimostranti, che chiedevano le dimissioni del presidente Michel Temer, hanno dato fuoco alla sede del dicastero dell’agricoltura e assaltato edifici dei ministeri della pianificazione, della sanità, della finanza, della cultura, del lavoro e della scienza.
Dopo la richiesta di impeachment, la coalizione governativa rischia di sfaldarsi, in particolare sulle due grandi riforme proposte dall’esecutivo conservatore sul lavoro – con un aumento delle ore di occupazione e una riduzione dei poteri dei sindacati – e sulle pensioni.

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