martedì, 23 maggio 2017
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Opinioni e commenti
 

Caso Zuccaro. Le Ong, i trafficanti e gli eredi di Di Pietro
Pubblicato il 04-05-2017


Il consiglio superiore della magistratura si divide: da un lato ha richiesto gli atti relativi alla questione dei presunti rapporti tra le ONG e gli scafisti allo scopo di fare chiarezza. Dall’altro qualcuno nell’organismo ha chiesto anche di difendere il procuratore di Catania. Divisione simbolo di due verità. Da un lato i contatti tra le ONG e gli “altri” ci sono eccome. Sarebbe stupido negarlo. Secondo voi come fanno gli aiuti umanitari ad arrivare alle popolazioni in Africa? Traversano indenni territori governati dai signori della guerra perché questi ultimi diventano improvvisamente buoni? Sopravvivono agli appetiti di governi più o meno legittimi e più o meno democratici, ma di certo corrotti fino al midollo, perché protetti dallo spirito santo? E come fanno le ONG ad operare nelle favelas di Rio o Caracas in mezzo ai narcotrafficanti, dove la vita umana vale meno di una dose di crack? Una forma di dialogo c’è. Chiariamo: ONG e “cattivi” si odiano, ma si tollerano a vicenda: gli aiuti umanitari sono necessari e, se qualche cassa di viveri e medicinali si perde per strada, nessuno ne fa un dramma. Quelle che arrivano a destinazione salvano migliaia e migliaia di vite umane.
Dall’altro lato ci troviamo di fronte alla classica malattia italiana: un magistrato che, pur non avendo prove (per sua stessa ammissione) va in Tv a sollevare il caso. Chiede strumenti dicendo, cosa ragionevole, di poter utilizzare i rapporti dei servizi segreti in tribunale. Peccato che gli stessi servizi neghino l’esistenza di quei rapporti. Cosa resta, a livello probatorio? Nulla, se non un eccesso di protagonismo dei togati che, da Di Pietro in poi, è stato la rovina del nostro paese. E la politica ci casca con tutte le scarpe, prendendo posizione, su basi traballanti ed illusorie, solo per accaparrare qualche voto xenofobo e fascista. Perché la battaglia di un certo fronte politico, dai cinque stelle a Salvini, questa è: le ONG sono il simbolo della tolleranza, dei diritti, dell’impegno per il superamento degli egoismi dell’Occidente. Come tali vanno distrutte.

Mario Michele Pascale

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