giovedì, 22 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

Confindustria. Nencini: “Bene su Patto per la crescita”
Pubblicato il 24-05-2017


Confindustria

“Bene il ‘Patto di scopo’ per la crescita che coinvolga impresa e mondo del lavoro. E molto bene la proposta di azzeramento del cuneo fiscale per l’assunzione dei giovani. Quel che serve è costruire una ‘missione Paese’ condivisa da tutti i maggiori protagonisti”. Lo ha affermato il segretario del Psi Riccardo Nencini al termine della relazione del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, all’Assemblea generale 2017 in corso oggi a Roma. Boccia nel suo intervento ha sottolineato come negli ultimi vent’anni l’Italia stenta a decollare. È questo il messaggio forte del presidente di Confindustria che ha parlato di un ventennio perduto.

“Dal 2000 a oggi il Pil italiano è rimasto invariato, contro il 27% della Spagna, il 21% della Germania, il 20% della Francia. Il reddito per abitante è ai livelli del 1998. Vent’anni perduti”, ha ammesso il leader degli industriali. “Restiamo impigliati – ha spiegato – nelle nostre croniche carenze strutturali e il tessuto sociale e produttivo rimane fragile”. Il presidente di Confindustria nel corso dei lavori ha lanciato l’idea di un “Patto di scopo” tra imprese, lavoratori, mondo della politica, banche e istituzioni finanziarie per accelerare la crescita. L’obiettivo, ha spiegato, è quello di “uscire dalle criticità italiane e costruire una effettiva dimensione europea”. “Dobbiamo essere consapevoli di questa fase delicata della vita del Paese. Abbiamo invertito la rotta, ma i divari aumentano”. Per combattere la disoccupazione soprattutto giovanile, Boccia ha spiegato che Confindustria chiede l’azzeramento del cuneo fiscale sui neo assunti per tre anni. Una misura “non ordinaria, forte, diretta, percepibile” per stimolare il mercato del lavoro, concentrando le risorse disponibili e “sapendo fin d’ora che dopo dovremo ridurre il cuneo fiscale per tutti. Ma abbiamo il dovere morale, civile e politico di agire prima per le nuove generazioni”.

Di sviluppo ha parlato anche il Ministro Carlo Calenda: “Il Piano Industria 4.0 deve diventare strutturale, vedremo insieme in quali forme”. Il progetto, si raccomanda il ministro, “non è il piano Calenda ma il piano che insieme a quattro Ministeri, alla Presidenza del Consiglio, al Parlamento e a tutte le rappresentanze delle imprese e dei lavoratori abbiamo elaborato. Sembra dai primi numeri che stia funzionando sul fronte dello stimolo agli investimenti e degli strumenti di supporto finanziario”. “Lunedì – ha ricordato Calenda – abbiamo lanciato il network dei Digital Innovation Hub che su tutto il territorio dovranno far conoscere alle imprese questa rivoluzione e la sua evoluzione. Entro giugno lanceremo il bando sui Competence Center”. Calenda ha anche annunciato che l’Italia a breve fisserà una data di uscita anticipata dal carbone. “Siamo in dirittura di arrivo con la nuova Strategia energetica nazionale che definisce gli obiettivi in termini di ambiente, competitività e sicurezza delle reti e degli approvvigionamenti fino al 2030 e le azioni da intraprendere per conseguirli”. E sulla proposta del presidente di Confindustria su un “Patto per la Fabbrica” ha detto: “Siamo pronti a fare la nostra parte valutando un’ulteriore detassazione sui premi e sul salario di produttività. Questa è la strada per avere retribuzioni più alte e aumentare la competitività. Ancora una volta non esistono scorciatoie”.

Dal mondo del lavoro Susanna Cammuso, leader della Cgil ha chiesto che si ponga fine agli annunci. “È necessario fissare un calendario di incontri. Siamo al secondo annuncio – ha sottolineato – serve un’idea di come concretizzare le relazioni industriali. In questo senso, abbiamo sollecitato gli industriali ad avviare la discussione, ma non c’è ancora una data per il nuovo incontro”. Il leader delle Uil Carmelo Barbagallo ha definito positiva la volontà espressa dal presidente di Confindustria di recuperare i ritardi accumulati dal Paese. “Noi siamo per accelerare – ha detto – in particolare sui temi dell’occupazione”. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Barbagallo ha aggiunto che “la detassazione per i nuovi assunti dovrebbe essere strutturale e non limitata ad un triennio; quanto ai treni di produttività l’interesse del sindacato è discutere non della minoranza di imprese che li può erogare, ma di quel “60% che non va bene, per dare risposte soprattutto ai giovani in cerca di lavoro”.

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