martedì, 25 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Consob, Vegas critica la classe politica
Pubblicato il 08-05-2017


consobIl Presidente della Consob, Giuseppe Vegas, nel discorso annuale al mercato finanziario, ha espresso le sue riflessioni sulla situazione economica e finanziaria attuale. Nel suo settimo ed ultimo discorso da Presidente della Consob (il mandato scadrà a dicembre e non è rinnovabile), non sono mancati i moniti e le preoccupazioni.

Un importante avvertimento lo ha lanciato al governo italiano affinché approfitti degli ultimi mesi del quantitative easing per realizzare le riforme annunciate ma sinora mai attuate (sviluppo delle imprese, svecchiamento infrastrutture, liberalizzazioni).

Ha lodato la Banca Centrale Europea e criticato la classe politica del Paese: “Con le sue scelte la Bce ha contribuito in modo determinante a scongiurare il rischio di disgregazione dell’area. Ha concesso tempo per attuare le riforme necessarie ad adattarci all’ambiente della moneta unica. Ciò ha ridotto la pressione su quei paesi, come il nostro, che più di altri avevano bisogno di recuperare terreno sul piano della competitività. Questa opportunità non è stata colta”.

Con attenzione allo situazione europea, Vegas ricorda i pericoli nascosti nelle facili scorciatoie: “lo scenario di Italexit metterebbe a repentaglio la stabilità, il buon funzionamento del sistema finanziario e la salvaguardia del mercato. Il solo annuncio di un ritorno alla valuta nazionale provocherebbe, da parte degli investitori internazionali, un immediato deflusso di capitali, tale da mettere gravemente a repentaglio la capacità dell’Italia di rifinanziare il terzo debito pubblico del mondo”. Tra gli eventi più traumatici che hanno interessato il suo settennato Vegas ha fatto riferimento al recepimento della direttiva sul bail-in affermando: “Le cui modalità di attuazione hanno introdotto elementi fortemente discorsivi. La retroattività del bail-in va corretta quanto prima”. Sull’argomento ha proposto una soglia di tutela, come accade per i depositi, anche per gli obbligazionisti sotto i 100 mila euro.

Sui crediti problematici, gli Npl, Vegas ha sostenuto: “Le banche italiane hanno la capacità e le risorse umane per gestire al proprio interno questo processo, senza ricorrere a soluzioni che andrebbero ad esternalizzare il lucro a beneficio di altri”. Tra le soluzioni ipotizzate per gli Npl, Vegas ha suggerito la creazione di un mercato regolamentato dei crediti deteriorati.

Mentre sulle banche italiane ha aggiunto: “L’intervento degli aumenti di capitale sulle banche in Italia sono stati uno sforzo straordinario. Sino sono stati pari a 31 miliardi, ma entro fine anno sono previsti interventi ulteriori per 16 miliardi”.

Passando ai mercati e alle numerose innovazioni normative di questi anni, Vegas si è soffermato sul recepimento della direttiva sull’Opa, che ha visto i paesi europei andare in ordine sparso creando quelle asimmetrie che in tempi recenti hanno portato alcuni Stati ad essere più protezionisti di altri sulle società strategiche. In tal senso Vegas ha detto: “Occorre uniformare le normative nazionali”. Il presidente della Consob ha ricordato le iniziative dell’Autorità per agevolare l’accesso delle pmi alla Borsa, le soglie variabili per l’Opa obbligatoria e le proposte fiscali come la super Ace. Uno sguardo anche all’evoluzione normativa futura, con l’implementazione a partire dal prossimo anno della Mifid2, in particolare con l’introduzione dei poteri di product intervention, che consentono alla Consob di vietare la commercializzazione dei prodotti opachi. Su questo argomento Vegas ha osservato: “L’Italia avrebbe potuto introdurre in anticipo questi poteri, come avevamo chiesto. Ma non è stato fatto”. E ancora sull’introduzione dei Priips, i prodotti finanziari pre-assemblati.

Un passaggio, infine, sul sistema del voto assembleare di lista che sta cominciando a mostrare i suoi limiti, perché le liste di minoranza sempre più spesso raccolgono molti voti, talvolta più della lista di maggioranza. Vegas avanza il suggerimento che possa essere lasciata all’autonomia degli statuti delle società la possibilità di decidere l’introduzione di modelli di elezione con board differenti.

Le critiche alla situazione attuale e alcune progettualità di riforma per il mercato finanziario (anche se discutibili in qualche caso), non sono mancate.

Vegas, invece, ha sorvolato sui numerosi conflitti di interesse presenti in Italia. Un esempio macroscopico è quello tra Alitalia e le due principali banche italiane. Sappiamo che Unicredit e Banca Intesa sono i principali finanziatori di Alitalia ma sono anche i maggiori azionisti.

Salvatore Rondello

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