mercoledì, 28 giugno 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Emorragia Alitalia. Persi altri 200 mln, al via nuovi tagli
Pubblicato il 08-05-2017


lavoratori-alitaliaUna mezz’ora appena è durato l’incontro sull’Alitalia tra il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e il coordinatore dei commissari di Alitalia Luigi Gubitosi, al Mise. In mattinata Calenda aveva riferito che avrebbe visto il commissario della compagnia aerea per fare i punto della situazione. Nessuna dichiarazione è stata rilasciata all’uscita, tuttavia da via XX settembre si sono affrettati a smentire le voci che circolavano di stipendi da favola per i tre commissari Alitalia (circa 10 milioni di euro in tre).
“Le notizie apparse in queste ore sui compensi (erroneamente denominati stipendi) previsti in favore dei Commissari straordinari di Alitalia sono totalmente destituite di fondamento”, afferma il Ministero dello sviluppo economico, spiegando che “ad oggi non sono in alcun modo disponibili i dati sulla base dei quali effettuare i calcoli” per i compensi “ed in particolare, ad oggi, è impossibile determinare quale sarà il valore dell’attivo che si andrà a realizzare”, fattore chiave per determinare il compenso stesso.
tuttavia il fattore economico resta la priorità, e non solo per l’opinione pubblica. Alitalia ha perso circa 500 milioni nel 2016 e altri 200 solo nel primo trimestre del 2017, costi che si vanno ad aggiungere ai vari salvataggi pubblici che sono costati dieci miliardi di euro in 42 anni e 7,4 miliardi allo Stato e quindi ai contribuenti italiani.
Le crisi infinite dell’ex compagnia di bandiera sono state alleviate pompando denaro pubblico dal lontano 2008. Ben 4,1 miliardi del periodo 2008-2014 che sommati ai 3,3 del periodo 1974-2007 fanno 7,4 miliardi. Denaro ‘volato’ al vento visto che ora la società è di nuovo in rosso e i commissari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari sono all’opera per individuare i primi costi da tagliare. In cima alla lista ci sono gli onerosi contratti derivati su carburante e tassi di cambio, oltre alla revisione degli accordi industriali di leasing. “Alitalia è uno dei temi importanti e caldi. Bisogna cercare di salvaguardare il patrimonio esistente specialmente dal punto di vista economico”, ha detto il viceministro all’Economia, Luigi Casero. “C’è un percorso – ha aggiunto – che devono portare avanti i commissari e dobbiamo fare sì che il loro lavoro sia produttivo per l’azienda, per il Paese e per il patrimonio che ancora rappresenta Alitalia”.
Ora si teme che tra le prime decurtazioni ci siano anche alcuni lavoratori, infatti i commissari terranno un incontro con le organizzazioni sindacali questo mercoledì.
“È per noi palese l’ultrattività del contratto collettivo nazionale Alitalia, scaduto il 31 dicembre scorso, fino al suo rinnovo. Ciò trova ulteriore conferma nell’accordo intercorso tra le parti sociali il 24 febbraio, in cui Alitalia riconosce il contratto e le sue parti normative e retributive, con un impegno a rinnovarlo entro il 31 maggio”. Fa sapere il segretario generale della Uiltrasporti Claudio Tarlazzi. “Come l’attuale situazione economico-finanziaria di Alitalia non consente un rinnovo che aumenti le retribuzioni, così non può neppure tagliarle, considerata la necessità di agire sugli altri aspetti che hanno determinato lo squilibrio economico dell’azienda, tra i quali non c’è responsabilità del lavoro”, ribadisce il numero uno Uiltrasporti. “La cosa più sensata sarebbe quella di congelare le attuali retribuzioni per un periodo da definirsi”.
“Contemporaneamente – avverte Tarlazzi – va garantita agli utenti la piena continuità operativa della compagnia senza frapporre alcun limite temporale, ma trovando le giuste
soluzioni per il suo sviluppo, facendo venir meno quella sfiducia che potrebbe determinare una pericolosissima caduta delle vendite dei biglietti, che precluderebbe ogni possibilità di rilancio”.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento