domenica, 20 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Eurispes. Il Mezzogiorno continua a restare indietro
Pubblicato il 16-05-2017


Mezzogiorno ItaliaI dati sul mezzogiorno sono stati illustrati oggi a Palermo dal Presidente Gian Maria Fara nella presentazione del rapporto Eurispes. Le rilevazioni e le analisi dell’Eurispes sul Mezzogiorno fanno emergere per il 2017 una particolare condizione di disagio economico soprattutto in Sardegna e in Sicilia e, allo stesso tempo, il perdurare, seppure con intensità minore, del gap delle altre regioni del Sud rispetto al resto dell’Italia. Sono infatti gli abitanti delle Isole a ritenere la situazione economica dell’Italia gravemente peggiorata nel 33,9% dei casi. Segue il dato delle altre regioni del Sud (26,4%) e, successivamente, con valori inferiori, le altre aree geografiche (Nord e Centro).

Nelle Isole, in particolare, oltre cinque famiglie su dieci (il 54%) hanno visto diminuire nel corso dell’ultimo anno il proprio potere d’acquisto, ossia la capacità di far fronte alle spese e fare acquisti per mezzo delle proprie entrate. Nel Sud e nelle Isole, più che nelle altre aree regioni, si trova il numero più elevato di cittadini costretti ad utilizzare i propri risparmi per arrivare a fine mese, rispettivamente 59,6% e 44,9%. Sempre in Sicilia e in Sardegna 4 persone su 10 non riescono a sostenere il costo delle spese mediche né a saldare le rate del mutuo per la propria casa. Non a caso il 33,6% di chi vive al Sud e il 19,7% nelle Isole si sente povero. Inoltre, quando viene chiesto se si è a conoscenza nella propria cerchia familiare o amicale di persone che vivono in stato di indigenza, le percentuali più alte di risposta affermativa continuano a concentrarsi nelle aree meridionali e insulari, al Sud e nelle Isole, dove il 37% e il 26,7%, affermano di conoscere molte persone povere, il 39,6%, e il 40,2%, dichiarano di conoscerne alcune e il 19,1%, e il 24,4% poche; mentre si attestano a quota 4,3% e 8,7% le percentuali di coloro che invece non ne conoscono nessuna.

Il ventinovesimo Rapporto sull’Italia dell’Eurispes ha assunto particolare importanza, non tanto per i dati già noti, ma, per le indicazioni fornite alla classe politica ed al Paese.

Nella sala Mattarella di Palazzo dei Normanni, dal rapporto è emersa la necessità di uno Stato che recuperi il suo ruolo di programmatore e regolatore dello sviluppo, di una politica che si faccia interprete della concretezza del proprio agire e che sia espressione del territorio, attraverso il sistema elettorale proporzionale e le preferenze, in grado di restituire potere decisionale agli elettori.

Il presidente dell’ Eurispes ha spiegato: “In un Paese sostanzialmente diviso, ma dalle enormi potenzialità, occorre una politica che recuperi credibilità, autorevolezza, consenso e rappresentatività. Il nostro è un Paese che ha registrato un drammatico impoverimento del ceto medio, spina dorsale di ogni democrazia, il blocco della mobilità sociale e che non ha saputo redistribuire la ricchezza, con pesanti ripercussioni sul Mezzogiorno del Paese, sempre più distante dal resto d’Italia”.

Nel rapporto Eurispes sono emersi altri dati che riguardano le conseguenze di una crisi economica che ha prodotto non solo impoverimento e disoccupazione ma anche una progressiva delegittimazione della politica e quindi delle istituzioni, ritenute inadeguate di fronte alla complessità di fenomeni sociali, dinamiche economiche e cambiamento epocali. Fara ha commentato: “Una politica che vuole recuperare credibilità e autorevolezza, deve essere in grado di governare tali processi, piuttosto che subirli”.

Concludendo, Fara ha affermato: “’Un Paese coeso, non può che impegnarsi per ridurre progressivamente il gap tra Sud e Nord e che riguarda interi settori come quello delle infrastrutture, dei servizi, dell’offerta sanitaria”.

Salvatore Rondello

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