venerdì, 28 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Guerra dei rifiuti a Roma. Lo scontro diventa nazionale
Pubblicato il 10-05-2017


Via Tor Sapienza, Roma, 8 maggio 2017 (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Via Tor Sapienza, Roma, 8 maggio 2017
(ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Si apre un nuovo capitolo nella gestione dei rifiuti a Roma. Dopo il battibecco tra il segretario del Pd, Matteo Renzi, e la Sindaca Raggi, oggi a rimandare le accuse al mittente interviene direttamente la Regione Lazio. “Ribadiamo – scrive la Regione in una nota – che nessuna richiesta di autorizzazione per nuovi impianti è arrivata dal Campidoglio alla Regione Lazio. Qualcuno spieghi a quali impianti il sindaco Virginia Raggi si riferisce”. La Sindaca si era infatti difesa ‘scaricando il barile’ su Zingaretti e chiedendo alla Regione Lazio di sbloccare “le autorizzazioni sulla sua scrivania”.
Dopo lo scontro politico dal Campidoglio è arrivata la decisione di un cambio di vertice in Ama, la società che si occupa della gestione dei rifiuti nella Capitale. Il nuovo Cda sarà composto da tre personalità e prenderà il posto dell’attuale amministratore unico Antonella Giglio. Per ricoprire le tre nuove cariche, sono arrivati in Capidoglio 140 curricula. Ma il presidente della commissione Ambiente di Roma, Daniele Diaco (M5S), garantisce che il cambiamento era stato pensato prima della crisi rifiuti e che il direttore generale, Stefano Bina, “non è nel Cda, e resta”.
“Il piano per la gestione dei rifiuti recentemente approvato dalla Giunta capitolina, pur prefiggendosi obiettivi ambiziosi in tema di raccolta differenziata e di recupero, non fornisce soluzioni concrete per la gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti in questa fase e nel transitorio fino al raggiungimento di tali obiettivi”, ha affermato il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, rispondendo a un’interrogazione sulla situazione dello smaltimento dei rifiuti a Roma.
“Sulle spalle dei romani continuano a scaricarsi le manifeste incapacità della giunta penta stellata, incapace di definire un vero piano industriale per AMA e una strategia credibile e sostenibile per la gestione del ciclo dei rifiuti”. Afferma Loreto Del Cimmuto, segretario delle federazione romana del Psi. “La Raggi stenta ad assumersi le sue responsabilità e invece che dotarsi di un profilo istituzionale adeguato, accusa tutte le altre istituzioni democratiche che gli capitano a tiro, a partire dalla Regione”, prosegue Del Cimmuto. “Nemmeno un anno fa l’allora assessore all’ambiente Paola Muraro paventava, sul tema dei rifiuti, il complotto dei poteri forti contro la giunta Raggi. Oggi a neanche un anno di distanza la stessa Muraro accusa la Raggi e i suoi collaboratori di incompetenza e improvvisazione. Ogni alibi – puntualizza il segretario – sta quindi venendo meno e continua a non vedersi traccia di iniziative volte a sottrarre Roma dal degrado che ormai la investe in ogni aspetto della vita cittadina”. “Credo che per mandar via la Sindaca non basti però la sola opposizione istituzionale, quella che si consuma nell’aula del palazzo senatorio, occorrerebbe un sussulto di orgoglio della società civile e del tessuto associativo, anche di quello che ha sostenuto la stessa Raggi e che oggi probabilmente si sta pentendo”, precisa il socialista. “È a questi che noi vogliamo rivolgerci per far sentire la voce della città e scuoterla da uno stato di rassegnato abbandono, come se non ci fossero alternative. Che invece ci sono, vanno organizzata e rese credibili”, conclude Loreto Del Cimmuto.

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