martedì, 25 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

I sognatori si stanno svegliando e crescono
Pubblicato il 15-05-2017


spazioRinascimento Spaziale (Space Renaissance) è il nome di un’associazione che pochi anni fa era annoverata fra i sognatori. Ma, come spesso accade in particolari momenti della storia umana, questi sognatori oggi si stanno svegliando e crescono in fretta, assieme alla fattibilità di quello che un tempo era solo un sogno. Il sogno, quando si sposta dalla fantasia alla fattibilità, in breve diventa politica, economia e impresa. Quel sogno parve spegnersi, quasi due anni fa,  dopo il rombo e la fiammata dei motori, sopra Cape Canaveral, in Florida,  dove tutto finì in una nuvola bianca.

Domenica 28 Giugno 2015 un Falcon 9 di SpaceX, che trasportava una navicella dragon coi rifornimenti alla Stazione Spaziale internazionale ISS, esplose a 45 chilometri d’altezza, 2 minuti e 19 secondi dopo il lancio. Nessun danno alle persone. Fu il primo insuccesso nella marcia verso la conquista del primato nell’esplorazione spaziale di Elon Musk, il giovane imprenditore statunitense, fondatore di PayPal, Proprietario di Tesla (leader mondiale delle auto elettriche), fondatore, CEO e progettista di SpaceX  che quel primato oggi sembra proprio averlo conquistato sul campo. Nei quasi due anni che ci separano da quell’incidente, SpaceX ha dimostrato una capacità di reazione unica. Ha analizzato con cura le cause, corretto il difetto in un componente responsabile del disastro, ha ripreso i lanci fino al traguardo, raggiunto il 21 Dicembre dello stesso anno, con il rientro del primo stadio del lanciatore vicino alla rampa di lancio a Cape Canaveral  dopo il lancio e dispiegamento dei satelliti ORBCOMM-2. Una pietra miliare, capace di ridurre cento, mille volte il costo dell’esplorazione spaziale. L’anno scorso, il 2016, è stato cruciale e drammatico al tempo stesso: 8 lanci coronati da successo, 5 rientri del primo stadio riusciti (di cui 4 su piattaforma marina). Poi, l’1 Settembre, durante il rifornimento di carburante, il Falcon 9 è esploso a terra mentre si preparava al lancio di un satellite delle telecomunicazioni, (Amos 6) dell’israeliana Spacecom. Fortunatamente, anche questa volta, nessuna vittima, solo ingenti danni materiali. Un nuovo blocco dei lanci e un’indagine meticolosa per capire le cause dell’incidente. Isolato il problema, corretto l’errore, dal 14 Gennaio 2017 al primo Maggio, 5 nuovi lanci, 4 rientri del lanciatore riusciti, di cui uno già utilizzato in una precedente missione.  Cento per cento di successi , un programma da capogiro di qui a fine anno e progetti mirabolanti per gli anni a venire.

Parliamoci chiaro: se non ci fosse stato un imprenditore privato, con miliardi e miliardi di dollari d’investimento e parecchie decine di commesse per il lancio di satelliti, in lista d’attesa, un trend di questo tipo sarebbe stato impensabile. Invece è successo e oggi guardiamo il rientro verticale del lanciatore, a terra o in una piattaforma oceanica, come se si trattasse della routine di un volo di linea.

Elon Musk ha scatenato anche l’emulazione di altri imprenditori. Vendere un miliardo di azioni Amazon, ogni anno, per finanziare l’azienda spaziale Blue Origin con l’obiettivo di trasportare le persone nello spazio per un bel viaggio intorno alla terra, è quello che ha intenzione di fare Jeff Bezos, fondatore del famoso marketplace e secondo uomo più ricco al mondo, con un patrimonio netto stimato in più di 78 miliardi di dollari. Mentre Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook, ha annunciato un progetto per spedire satelliti esplorativi oltre il Sistema Solare: col fisico Stephen Hawking, l’investitore e filantropo russo Yuri Milner e altri scienziati e ingegneri, hanno in mente una nanosonda sospinta da una vela, che attraverso la spinta congiunta di raggi laser possa viaggiare al 20% della velocità della luce, catturando le immagini di tutto ciò che incontra durante il percorso.

Questi effetti sono stati alimentati dalla NASA, che ha reagito alla restrizione di fondi delle amministrazioni Bush e Obama ripiegando sui privati, con il risultato di rendere il volo spaziale più economico. C’è stato l’effetto congiunto della crescita esponenziale della potenza di calcolo, della riduzione drastica delle dimensioni della micro-elettronica, lo sviluppo delle tecniche di intelligenza artificiale, la stampa 3D per rendere possibili cantieri robotizzati in orbita fuori dall’atmosfera. In pochi anni i progetti più arditi sono diventati possibili come il rientro verticale di un lanciatore, a terra o su una piattaforma marina. Così come è possibile spedire robot con una sufficiente autonomia operativa in corpi celesti lontani decine di minuti od ore luce, che dopo aver eseguito in modo completamente automatico complesse operazioni, ci trasmettono immagini spettacolari ed enormi quantità di dati su scenari che nessuno, prima, aveva immaginato. E’ il caso di della coppia Plutone Caronte, svelata dalla sonda New Horizons, che ora si trova oltre Plutone e sta accelerando in direzione di un altro corpo del Sistema Solare esterno, chiamato 2014 MU69: l’appuntamento è per il 2019, per nuove e sorprendenti scoperte. Lo staff che segue la missione sta pensando ad un nuovo appuntamento, questa volta con un orbiter e un lander. E ipotizza rivoluzionarie tecniche di propulsione. E cosa dire dello spettacolo che ci ha offerto la sonda Cassini negli ultimi 12 anni attorno al pianeta Saturno e che ci regala  proprio in questi mesi, alla fine della sua vita operativa?

Oggi, come mai in passato, l’esplorazione spaziale è un grande spettacolo e una grande scuola a disposizione di tutti. Insegna ai nostri ragazzi a ragionare in modo pianificato, ad aspettare anche anni il risultato prima che la sonda che raggiunga il suo traguardo. Ci insegna a programmare con tecniche a prova d’errore e  a far tesoro degli insegnamenti derivati dagli errori che, nonostante la grande cura nella progettazione e nell’esecuzione, purtroppo inevitabilmente si verificano.

Gli imprenditori, Elon Musk in primo luogo, hanno creato attorno alle loro imprese ondate di passione e d’entusiasmo alimentate soprattutto dalle migliaia di tecnici operativi nelle varie branche dell’attività. In California, in Florida, si respira il rinascimento spaziale. Si respira in Cina, in Giappone, in Europa e in Italia dove la nostra Agenzia Spaziale (ASI) è fra i fondatori e i maggiori contribuenti dell’ESA (European Space Agency). Il suo Presidente, Roberto Battiston, non perde occasione per ricordare che quasi 50% dei moduli abitabili della stazione spaziale internazionale, tra cui la famosa cupola da dove si scattano quelle splendide foto del nostro pianeta, è stata realizzata a Torino da Thales Alenia Space Italia, joint venture tra Leonardo Finmeccanica e i francesi di Thales. Un grande orgoglio, ma anche posti di lavoro e capacità tecnologiche.

A proposito di Rinascimento Spaziale, ci sarebbe tantissimo da raccontare e da scrivere. Almeno una cosa la vorrei dire prendendola in prestito da Adriano Autino, Presidente di Space Renaissance International. Noi viviamo in fondo a un pozzo gravitazionale e facciamo una fatica terribile a uscire. Ma fuori dall’atmosfera, senza le intemperie che corrodono tutto e senza la gravità che spinge in basso, sono possibili costruzioni grandiose, libere dalla ruggine e dall’usura del tempo. Fra cento, mille anni quali meraviglie saremo in grado di edificare vicino al nostro Sole e più lontano, nel nostro braccio di Galassia? Una cosa è certa: potremo farlo solo liberi da dogmi e da fondamentalismi. Diversamente saremo costretti a rimanere quaggiù, logorati dalla crescita demografica, dai conflitti fra i popoli e le religioni e condannati al declino, graduale o violento di chi non ha saputo andare oltre.

Daniele Leoni

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Commenti all'articolo
  1. Carissimo Daniele
    Innanzitutto ti ringrazio per avere reso disponibile ai lettori dell’Avanti questa magnifica e affascinante pagina “spaziale”.
    Per smentire coloro che annoveravano il Socialismo in una ideologia con i dogmi e i fondamentalismi della cultura comunista, Bettino Craxi e Claudio Martelli delinearono il Liberal Socialismo per la nuova Era nel famoso Saggio dei Meriti e dei Bisogni, che molto bene si adattano nelle sue funzionalità al Settore degli investimenti spaziali in corso e futuri che hai descritto.
    Nella Prima Repubblica disponevamo delle Partecipazioni Statali che, per la tipologia delle strutture e degli investimenti necessari alla Ricerca e all’Innovazione, erano state lo strumento per potere permettere all’Italia di competere in campo scientifico. Non a caso le Aziende italiane che hai citato per i preziosi contributi apportati e i brillanti risultati raggiunti, fanno parte di ciò che siamo riusciti a salvare delle Partecipazioni Statali (PP.SS).
    Noi Socialisti i valori non abbiamo bisogno di inventarli perché li abbiamo ereditati dalla nostra Storia, e sono convinto che sono attuali e non in conflitto con i traguardi da raggiungere, che così efficacemente hai raffigurati.
    Purtroppo noi abbiamo dei Prenditori anziché degli Imprenditori e tutto ciò che hanno avuto in trasferimento dalle (PP.SS) o l’hanno distrutto o l’hanno prima finanziarizzato e poi svenduto agli stranieri. (Sono per l’economia di Mercato ma con la partecipazione dello Stato nei settori strategici, specialmente per un Paese come l’Italia povera di materie prime e con un tessuto imprenditoriale di piccole e medie Imprese)
    Un forte abbraccio da Nicola

    • Caro Nicola,
      io non mi rassegno ad abbandonare l’ideale laico, socialista e liberale, pur con un grande rispetto per la cultura cristiana. Rispetto ma non fede.
      Nella discussione che è seguita all’idea di Rinascimento spaziale, da parte dei miei amici renziani del Partito Democratico, non ho visto un grande entusiasmo. Eppure la cultura scientifica e tecnologica è l’eredità della cultura del movimento operaio e dei lavoratori che è stata assimilata dai maker. Intuisco che la dialettica, nella società prossima ventura, sarà fra l’economia della finanza (mercato azionario, fondi d’investimento ecc.) espressa dai trader e l’economia del fare, del progettare rappresentata dai maker. Maker la cui punta più avanzata la troviamo fra i progettisti di un’umanità multi planetaria. Maker che hanno capito che non esiste decrescita felice ma solo sviluppo e crescita, componente essenziale della natura umana. Non riesco a capacitarmi del neoluddismo serpeggiante nella sinistra. Se domani vogliamo far lavorare tutti, lasciando ai robot il lavoro faticoso e di routine, dobbiamo fare dei progetti grandiosi!

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