venerdì, 28 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

I soldi presto non avranno
più valore
Pubblicato il 02-05-2017


Il fatto che scrivo da anni sull’Avanti! di banche e banchieri non mi autorizza minimamente ad affrontare argomenti di natura finanziaria di cui – premetto subito – non so nulla, ma camminando per il mondo ho prestato particolare attenzione ai temi economici e, ancora di più, a percepire parte del significato delle parole pronunciate da uomini che dicevano, e allo stesso tempo non dicevano.

Armato della mia sfacciataggine provo ad articolare l’idea che mi sono fatto sulla situazione che ha destabilizzato la vita dei cittadini d’Occidente, a cui era stato fatto credere di appartenere alla categoria del ceto medio quasi benestante. Casa, auto e lavatrice con il mutuo, un lavoro stabile, farmaci e sevizi sanitari eccellenti, l’università per i figli, e infine la meritata pensione dove godersi la casetta appena riscattata, e l’auto vecchia ma tenuta con cura. Poi la cosa più importante: un piccolo gruzzolo messo da parte a fatica che era lì a garanzia di una vecchiaia serena. Un po’ il quadretto che aveva ispirato a suo tempo la famosa pubblicità “dove c’è Barilla c’è casa”!

Dunque, ho scritto di banche e banchieri pensando fossero i mandanti dei misfatti economici e finanziari del Pianeta, invece eccomi qui con il capo cosparso di cenere a riconoscere che loro erano solo i sicari di un sistema ben più complesso. Un sistema che provo a raccontare in sintesi, e secondo la mia personale interpretazione dei fatti che si sono susseguiti:

“All’inizio del terzo millennio, ancora in pieno benessere, si parlava di giardinetti, che non erano quelli del parco sotto casa, ma una espressione tutta italica la quale stava a significare che per prudenza il risparmiatore avrebbe fatto meglio ad investire in più settori, della serie: “non si sa mai!” Ed eccoci proprietari di una seconda casetta, un tappeto con certificato di garanzia, qualche catenina d’oro in più, della valuta estera sotto il materasso, e per i più audaci un brillante…che alla peggio sarebbe toccato al figlio maschio per la festa di fidanzamento!

Una trappola, i giardinetti si sono rivelati sabbie mobili, nel giro di pochi mesi il panico ha sostituito la tranquillità a cui eravamo abituati, e ci è stato fatto credere che non vi fosse miglior investimento che quello di avere dei soldi contanti. Dietrofront, quindi, siamo andati a monetizzare la valuta estera perdendoci la camicia, i tappeti sono finiti in soffitta per quanto ci stavano sulle palle, i compro oro ci hanno acquistato la catenina, e per la casa ci siamo dovuti accontentare di un terzo di quanto era stata pagata. La sfortuna ha voluto che il figlio si sia lasciato con la fidanzata e ci è rimasto sullo stomaco un diamante che non vuole più nessuno.

Alla fine però qualcosa in contanti lo abbiamo racimolato, e il nostro libretto in banca godeva di discreta salute. Ora la domanda era, come fare per recuperare senza rischi qualcosa di ciò che avevamo perduto? Ed ecco che il direttore amico da una vita, ci suggeriva di acquistare le azioni dello stesso istituto di credito di cui eravamo clienti e pure soci da quando avevamo i calzoni corti! Detto fatto, meglio poco che niente, abbiamo comprato le azioni. Abbiamo comprato le azioni di quelle banche che solo qualche tempo dopo non valevano più nulla, il direttore amico per la pelle aveva cambiato di paese e al suo posto era arrivato un’altro che ci diceva: “io non sapere, io no c’ero quanto successo, tua colpa di speculare!”.

In pochi anni con questo doppio inganno ci hanno spogliato di ogni bene, non abbiamo più nulla, intanto i nostri immobili e il nostro oro qualcuno li ha presi a buon prezzo in attesa di quintuplicarne il valore. Sono molti i cittadini a cui sono rimasti un po’ di soldi contanti, ma dalle ultime notizie pare che la moneta circolante nel mondo sia dieci volte superiore a quella dei PIL di tutto il sistema solare, e il timore di presentarsi allo sportello di una banca per cambiare i nostri soldi e sentirsi rispondere che non valgono più nulla c’è tutto, perché i soldi presto non avranno più valore”.

Angelo Santoro

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