sabato, 25 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

I traditori di tutte le risme, L’involuzione del regime turco, testimonianze sui lager 
Pubblicato il 17-05-2017


Ogni tanto gli studiosi si prendono un anno sabatico : sospendono le loro ricerche su materie complicate,che spesso li occupano per diversi anni e si dedicano ad argomenti più leggeri,meno impegnativi,consolandosi con riscontri più positivi nelle librerie. E’ questo il caso di Marcello Flores ,docente di storia nelle università di Siena e Trieste, autore di numerosi saggi “costruiti” sulla ricerca negli archivi,pubblici e privati e sulle altre fonti. Il libro si intitola “Il secolo dei tradimenti” (il Mulino) e si occupa dei grandi casi di tradimenti dal 1914 al 2014: da Mata Hari e Snowden. Anche in questo lavoro ( come già nel libro precedente,”Traditori”) l’autore ricorda come ,dalla metà del ‘700 e l’inizio del ‘900,si sia modificata l’idea del tradimento. E i cambiamenti successivi ,nell’arco del “secolo breve”,sino a far coincidere la figura del traditore con quella di spia, a secondo dei regimi,dei sistemi democratici o di chi lottava per la libertà e l’indipendenza del proprio paese. Si tratta ,dunque,di una definizione che finisce con l’assumere significati diversi ,se si considerano i contesti geopolitici ,gli scenari politico-ideologici in cui operavano i protagonisti . I casi di “tradimenti” nel Novecento sono talmente così numerosi che potrebbero essere contenuti nello spazio

dell’Enciclopedia Treccani. Da qui le difficoltà di Flores nel raccontare le vicende dei traditori in un libro di 300 pagine. Si parla certo del patriota italiano Cesare Battisti,ma anche della ballerina,spia doppiogiochista, Mata Hari,fucilata come spia. L’autore si immerge poi nei totalitarismi (fascismo,nazismo e comunismo),per i quali tutti i dissenzienti sono trattati come “traditori della patria” e quindi perseguitati,condannati a pene pesanti e spesso a morte. Questo avviene prima,durante le guerre (compresa quella “fredda”) e anche dopo .Sempre .L’autore analizza,con l’occhio acuto dello studioso,questi casi,distinguendoli ,politicamente per genere, cercando anche di interpretare i casi più recenti dell’informazione della rete (compresi gli abusi) come testimoniano le vicende legate ai nomi di Assange e Snowden.

Le vicende legate all’involuzione democratica della Turchia ,per effetto delle scelte autoritarie di Erdogan ,sono raccontate in un ponderoso saggio della giornalista Marta Federica Ottaviani (“Il Reis”, Textus edizioni ).L’autrice,che da otto anni vive tra Milano e Istambul, è considerata una esperta rigorosa delle vicende politiche di questo paese musulmano,con istituzioni tradizionalmente laiche e alleato storico dell’Occidente. L’autrice racconta tutti conflitti e le divisioni della destra islamica,le involuzioni del presidente Erdogan sino al recente tentato golpe e la durissima repressione nei confronti dei politici moderati,dei militari dissidenti,degli intellettuali e giornalisti (questi ultimi hanno pagato il prezzo più pesante ,in carcere,chiusure di giornali,licenziamenti e persecuzioni). Un libro importante,scritto con rabbia e passione,in modo approfondito ,per capire la realtà di questo grande paese,che esercita un’influenza politica,culturale e religiosa in buona parte dell’Asia ,dell’Africa e della stessa Europa.

L’editrice Mursia da anni pubblica saggi di argomenti storici di grande interesse. Ora vogliamo segnalare due libri di ricerca e testimonianza sui lager nazisti. Il primo,”Storie di lager” è curato da Enzo Zatta e Giancarlo Feriotti,due ricercatori figli di internati in lager nazisti che da oltre trent’anni compiono studi approfonditi, ,raccogliendo testimonianze e memorie sui campi di concentramento e la deportazione degli italiani. Entrambi questi appassionati studiosi hanno dedicato una parte importante della loro vita per lasciare una viva testimonianza delle tragedie dell’ultima guerra.

L’autore dell’altro libro (“Zidov”) è il dalmata Gino Bambara,che ha partecipato,come ufficiale, agli eventi militari in Grecia e Jugoslavia.”Zidov”,in serbo,significa ebreo. Erano circa 78 mila gli ebrei che vivevano nella ex Jugoslavia (Serbia,Croazia,Dalmazia,Bosnia e Montenegro),quando i nazisti entrarono a Belgrado,nell’aprile del 1941. Ma la maggior parte di questa popolazione finì nelle camere a gas dei lager: se ne salvarono solo 3500 perché l’esercito italiano,ignorò le leggi razziali del 1938 e il nullaosta di Mussolini (che consentiva la consegna degli ebrei ai nazisti). L’autore, testimone di quei tragici avvenimenti,racconta ,con particolari agghiaccianti,questa pagina fin’ora sconosciuta della Shoah . Testimonianze,quelle citate, di grande interesse che arricchiscono la già copiosa letteratura sui genocidi e i totalitarismi di tutti i colori politici.

Aldo Forbice

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