sabato, 25 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il Presidente Temer nella ‘tangentopoli’ brasiliana
Pubblicato il 18-05-2017


temer 2In Brasile è arrivato un vero terremoto politico che rischia di far saltare dalla poltrona anche il Capo dello Stato, Michel Temer, arrivato alla presidenza dopo l’impeachment e le dimissioni della socialista Dilma Rousseff. Due imprenditori hanno consegnato alla giustizia delle registrazioni secondo cui il presidente Michel Temer autorizzò il pagamento di tangenti all’ex presidente dei deputati, Eduardo Cunha. A renderlo noto il quotidiano carioca O Globo sottolineando che lo scopo di Temer era evitare nuove accuse legate all’inchiesta Lava Jato.
Gli imprenditori sono Joesley e Wesley Batista, proprietari di uno dei gruppi investiti dallo scandalo della carne avariata venduta in cambio di tangenti da ben 21 aziende. In cambio di favori da parte del governo, gli imprenditori avrebbero versato, oltre alle cifre ‘stabilite’ per risolvere i ‘problemi’ dell’azienda, anche una rata settimanale di 500mila Real (150mila euro), da consegnare per i successivi 20 anni all’ex presidente della Camera Eduardo Cunha, in carcere per una condanna a 15 anni di carcere per corruzione e riciclaggio, per pagare il suo silenzio. Dalle registrazioni si apprende che Joesley Batista avrebbe incontrato Temer il 7 marzo, registrando la conversazione in cui il presidente lo autorizzava a passare una mazzetta a Cunha, che si trova in carcere dopo essere stato condannato per aver incassato milioni di dollari di mazzette nell’ambito dello scandalo dei fondi neri del colosso Petrobras. “Devi continuare a farlo”, queste sarebbero state le parole di Temer. I fratelli Batista hanno ‘svelato’ tutto alla magistratura in cambio di uno sconto di pena.
Nella notte Temer ha convocato una riunione d’urgenza con i suoi collaboratori, smentendo ogni accusa a suo carico. Come sostenuto da Joesley Batista, il comunicato ufficiale del palazzo presidenziale del Planalto conferma un incontro tra l’imprenditore e Temer avvenuto “ai primi di marzo”, riunione nella quale, viene però puntualizzato, “non ha avuto luogo il colloquio” al quale fa riferimento Batista e “non è successo niente che potesse compromettere la condotta del presidente”.
Il Partito dei Lavoratori ed altri cinque partiti hanno quindi chiesto le dimissioni del presidente e le elezioni anticipate e in seguito alla notizia i brasiliani sono scesi in piazza chiedendo l’apertura di un processo di impeachment per il presidente.
Ma il presidente Temer non sembra intenzionato a dimettersi e ha invece fatto sapere alla stampa: “Sto vivendo il peggior momento della mia vita” e precisando che il presidente ritiene di essere stato vittima di una “cospirazione” da parte dei proprietari del gruppo Jbs.

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