domenica, 23 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Il saluto di Pia Locatelli
Pubblicato il 04-05-2017


Do il benvenuto e saluto la presidente della Camera Laura Boldrini e la vice-presidente vicaria del Senato Linda Lanzillotta e le ringrazio per il supporto ed il contributo di Camera e Senato alla conferenza; saluto il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, la sottosegretaria Maria Elena Boschi, le parlamentari presenti, ospiti e i relatori. Ringrazio il personale tutto del Parlamento per la generosa e competente collaborazione.

Infine un saluto speciale alla nostra ospite speciale, la Consigliera di Stato del Myanmar, Aung San Suu Kyi, che ha accettato di partecipare a questa conferenza, impegnandosi in un lungo viaggio. Gliene siamo profondamente grate.

Sono felice e onorata di aprire i lavori di questa Conferenza Internazionale dei/delle Parlamentari dei Paesi G7 e G20 e dei Paesi del Sud ed emergenti (o donatori). L’iniziativa continua una tradizione ormai decennale delle conferenze in tema di popolazione e sviluppo che hanno luogo nei Paesi che ospitano la presidenza G7.

Ogni anno l’ European Parliamentary Forum on Population and Development (EPF), le parlamentari del Gruppo di lavoro che si occupa di salute e diritti delle donne” (APPG, All-Party-Parliamentary-Group) e una ONG del Paese ospitante il G7, organizzano questo evento con l’intento di sensibilizzare i governi G7 e G20 e influenzare la loro agenda con impegni in favore della parità di genere, della salute e dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne e delle ragazze, nel quadro ora degli obiettivi di sviluppo sostenibile e dell’Agenda 2030.

Quest’anno, in vista del vertice di Taormina di fine mese, il compito spetta all’Intergruppo parlamentare “Salute globale e diritti delle donne”, che ho il piacere di coordinare, in collaborazione con AIDOS (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo) e naturalmente con EPF.

Inevitabilmente, per attualità e agenda della presidenza italiana la conferenza non poteva che affrontare il tema delle migrazioni , nel linguaggio ONU: People on the Move.

Noi lo abbiamo declinato al femminile parlando di SHE MOVES e dando alla conferenza il titolo “The Challenges of a World on the Move: Migration and Gender Equality, Women’s Agency and Sustainable Development”.

Circa 250 milioni di persone vivono in un paese diverso da quello in cui sono nate. Una presenza che ha generato paura, intolleranza, razzismo. Il nostro mondo non è stato finora in grado di fornire risposte adeguate e questo ha rafforzato populisti e xenofobi che non hanno esitato ad alimentare insicurezza e odio. Alcuni Paesi hanno innalzato muri e barriere. Altri, come l’Italia, e dobbiamo essere fieri di questo, pur essendo stati lasciati soli, hanno continuato a salvare vite umane .

In questi due giorni di dibattito analizzeremo il tema delle migrazione con ottica di genere e da prospettive diverse. Ci auguriamo che il nostro lavoro sia utile perché i governi G7 e G20 rinnovino i loro impegni in tema di cooperazione internazionale affrontando le questioni migratorie, con una particolare attenzione alle esigenze e ai bisogni delle donne e delle ragazze.

La nostra sfida è di trasformare ciò che oggi è problema in opportunità. Insieme possiamo farcela.

Dichiaro aperti i lavori e do la parola alla Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini.

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