giovedì, 27 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Il teatrino dell’ipocrisia
Pubblicato il 18-05-2017


Sapete perché ho un moto di istintivo ribrezzo per l’antipolitica? Perché è la cosa più ipocrita del mondo. Perché è essa stessa politica, ma si nutre di sentimenti negativi, cioè di risentimenti, invidie, nevrosi. Non costruisce. Distrugge. E’ anti per questo. E soprattutto porta, per motivi elettorali, ad una sorta di tendenza all’imitazione. Sposare tutte le pulsioni, anche comprensibili e giustificabili, senza razionalizzarle, conduce non a guidare una posizione, ma ad essere guidati, trainati da essa. Così é oggi il rapporto tra Cinque stelle e Pd. Sono a caccia degli stessi voti e usano lo stesso metodo: cavalcare l’onda. Tutto ciò che é popolare si interpreta fedelmente, senza porsi il problema se sia giusto, categoria filosofica di un idealismo superato, ma solo se sia gradito.

Questo é già avvenuto durante il referendum. Renzi stesso si é lanciato, per accaparrarsi qualche voto, in giaculatorie populiste, contro i parlamentari, che lui avrebbe eliminato. Ha detto proprio: “Uno, due, tre, soppresso”. Cosa gli é servito? E’ risultato meno credibile dei Cinque stelle sul tema e punito dagli elettori. Ci vuole poco a capirlo. Il populismo, l’antipolitica, non la si sconfigge con gli stessi temi e gli stessi toni. Mi viene in mente Macron e m’illumino. Costui ha vinto le elezioni contrapponendosi a Marine Le Pen proprio sull’Europa. Altro che inseguirla sugli immigrati e il sovranismo nazionale.

Oggi Renzi e il Pd hanno dato via libera a quel bel tomo del Richetti a presentare la sua proposta di legge contro i vitalizi. E già si é aperto il capitolo del chi è arrivato prima. Se sono i pidini a dover votare la legge dei pentastellati o questi ultimi a dover votare quella del Pd. Pare che alla fine abbiano trovato un accordo. Ma gli uni e gli altri se ne attribuiranno il merito. Robe da teatrino di periferia. Sanno tutti che si tratta di leggi incostituzionali, perché mai una legge si é applicata, nemmeno quella che ha introdotto il sistema previdenziale contributivo, retroattivamente. Quel che conta é che questa battaglia sia intestata a loro. Per un voto ammazzerebbero anche la mamma. Oltre a sgridare papà. I Cinque stelle sono coerenti. I pidini abbaiano alla luna. Tutti intenti a inseguire gli umori, non a proporre idee.

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Commenti all'articolo
  1. Finalmente!!! Era ora che l’Avanti prendesse una chiara ed inequivocabile posizione contro l’Annuncite, la Propaganda, la Demagogia di stampo governativo di cui siamo stati sommersi per mille giorni e che ora dobbiamo impedire che venga nuovamente ad intossicarci non dalla poltrona da Premier ma da quella della Segreteria del PD. Una delle caratteristiche con cui deve qualificarsi un Socialista è quella di dire la Verità, che significa valutare i risultati da dei bilanci veritieri sull’attività di governo.
    I risultati sono stati disastrosi. L’Italia brilla nell’occupare i primi posti negli indici negativi e gli ultimi o penultimi in quelli positivi.
    Questo modo onesto ed obiettivo di fare politica da parte di un Socialista, significa non andare oltre il PSI ma verso un PSI diverso ed autonomo nei giudizi e nelle valutazioni.
    Bravo Mauro!!
    Je suis socialiste

  2. Confesso che mi ha dato un po’ fastidio la calata a Roma delle magliette gialle di Renzi per pulire. Mi ha ricordato quella volta che, Bossi, Maroni, Calderoli e compagnia, a seguito di una ruberia del cerchio magico leghista, si presentarono ad un pubblico comizio, tutti armati di scopa, tutti mimando il gesto della pulizia sul palco …
    Il problema della pulizia di Roma, come di Napoli e Palermo, si risolve con gli impianti di incenerimento, dotati dei migliori sistemi di abbattimento degli inquinanti dai fumi e con la trasformazione del calore in elettricità. La raccolta differenziata serve per separare la parte riciclabile da quella combustibile, senza dimenticare che le plastiche non utilizzate per agglomerati compatti per l’edilizia, prima o poi finiscono in mare. Le plastiche sminuzzate entrano nella catena alimentare della fauna oceanica, riducono pesantemente la fotosintesi clorofilliana del fitoplancton che è il polmone del pianeta contro l’effetto serra. La raccolta differenziata dei rifiuti presuppone un ciclo dove la parte riciclabile va riciclata e la parte non riciclabile va incenerita a temperature sufficientemente alte da non produrre diossine. Se si mandano all’inceneritore rifluiti industriali altamente tossici o radioattivi, scattano immediatamente i sistemi di allarme. Quei rifiuti speciali dovranno essere smaltiti in impianti speciali. Ma ci saranno solo quelli, a parte le ceneri inerti della combustione. Le ceneri inerti potranno essere utilizzate, a loro volta, in edilizia o nella pavimentazione stradale. Se la raccolta differenziata funziona solo in parte, gli impianti di separazione meccanica potranno dividere ciò che resta fra la parte inceneribile, gli inerti, i metalli e i veleni. Solo i veleni andranno smaltiti, sapendo bene che di veleni si tratta.
    In conclusione: chi fa la battaglia contro i termo-valorizzatori ha qualche cosa da nascondere sotto terra. Che, sotto terra, si comporterà come una bomba a tempo, finendo per avvelenare le falde e il suolo.

  3. Caro Direttore, il mio libro Erasmus Politik con prefazione del Segretario Nencini espone esattamente la tesi seguente: due e grandi sono i problemi oggi, il nazionalismo e l’antipolitica.
    Quindi due le soluzioni, promuovere l’Erasmus contro il nazionalismo e la politica contro l’antipolitica. Ci vuole poco a capire che strumenti culturali sono gli unici efficaci. Eppure.
    Il mio libro verrà presentato, dopo Zurigo, a Terni il 27 maggio, grazie all’associazione il Punto. Da tempo chiedo che il collegio estero abbia piu’ voce – molte idee innovative vengono dall’estero, chissaperché! Un caro saluto, leonardo scimmi
    http://www.europariformista.eu

  4. Mi perdoni il direttore se ho sorriso amaro: stamane, al di sopra del titolo del suo articolo, è apparsa la pubblicità di un “Corso per pilota dei droni”. Ecco, ho detto, questo è il paradigma di quello che sta accadendo: non si cerca una legge elettorale, per eleggere rappresentanti del popolo, ma “droni” che rispondano ad un solo pilota!

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