giovedì, 27 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Inps, Isee gratis al Caf. Professioni, serve l’equo compenso. Welfare: modificati criteri per il sostegno attivo
Pubblicato il 29-05-2017


Inps
ISEE GRATIS AL CAF, SIGLATA CONVENZIONE

La firma dell’accordo quadro tra Inps e Consulta Nazionale dei Caf ha permesso di arrivare alla revoca della sospensione di un servizio, l’Isee, molto attesa dai cittadini. È quanto si legge in una nota della Cgil. I Caf in tutta Italia avevano ricevuto una significativa espressione di solidarietà, manifestata anche attraverso il #CafDay, iniziativa promossa lo scorso 10 maggio dalla Consulta dei Caf, ma anche raccolto la preoccupazione di coloro che avrebbero subito, oltre ad un’ingiustizia, un notevole danno economico. In particolare le fasce più deboli, prosegue la nota.
Anche sulla spinta di questa solidarietà, che lega gli stessi operatori dei Caf ai cittadini, la Consulta Nazionale si è impegnata fino in fondo insieme all’Inps, nella ricerca di soluzioni reali, continua la Cgil. La disponibilità dell’Inps ad aumentare di 6 milioni di euro il plafond di spesa per l’attività Isee e quella dei Caf ad accettare una tariffa comunque inferiore al costo sostenuto, proprio per la funzione sociale attribuita a questo strumento, permette di mantenere il servizio gratuito verso i richiedenti Isee. I Caf, che fino ad oggi non hanno mai sospeso il servizio, continueranno a fornirlo con la vicinanza e l’assistenza necessarie, in tutto il Paese, continua la Cgil.
L’attenzione della Consulta dei Caf non si arresta: il rapporto con il Governo, in particolare per la manovra prevista a giugno, il peso delle Amministrazioni e Istituzioni Pubbliche che usufruiscono dell’Isee per garantire ai cittadini una equità economica nei servizi che offrono, verranno costantemente monitorati dai rappresentanti dei Caf per non ritrovarsi ancora in questa inopportuna situazione, prosegue la nota. La necessità di norme che prevedano in forma strutturale il sostegno ad un servizio indispensabile è evidente. Non si possono risolvere attraverso misure tampone. Ne con altre soluzioni che rischierebbero di vanificare gli sforzi fin qui fatti per assicurare l’esercizio di questo diritto a tutti i cittadini svolto, in qualsiasi angolo del nostro Paese, attraverso gli sportelli dei Caf con migliaia di figure professionali competenti ed affidabili, conclude la Cgil.
L’Inps nel 2016 ha versato ai Caf 130 milioni di euro. Lo sottolinea l’Inps in una nota. Fin dal 2001, l’Inps ha stipulato convenzioni con i Centri di Assistenza Fiscale (Caf), per lo svolgimento di diversi servizi, fra cui quelli relativi alla trasmissione sia delle dichiarazioni reddituali (modelli Red) che delle dichiarazioni di responsabilità (modelli Icric, Iclav, Acc.As/Ps), ai fini di verificare i requisiti necessari per determinare il diritto e la misura delle prestazioni collegate. Per questi servizi l’Istituto, nel 2016 ha corrisposto ai Caf 42,5 milioni di euro (Iva inclusa). È previsto un rinnovo della convenzione nel 2017 per lo stesso importo.
L’Inps, inoltre, stipula con i Caf una convenzione per la gestione dei servizi relativi agli adempimenti per il rilascio dei certificati Isee (l’Indicatore di Situazione Economica Equivalente), necessari per l’accesso a molti servizi, erogati dall’Istituto – tra cui il Bonus bebè e gli assegni al nucleo famigliare – e da altre pubbliche amministrazioni, continua la nota. Per questo servizio l’Istituto, nel 2016, ha corrisposto ai Caf 87 milioni di euro.
Quindi, complessivamente, l’Inps ha versato quasi 130 milioni ai Caf nel 2016 in base a questi due tipi di convenzioni.

Professioni
CALDERONE (CUP): SERVE EQUO COMPENSO

Bene il via libera alla riforma del lavoro autonomo ma adesso è necessario intervenire sui compensi dei professionisti, con una legge sull’equo compenso. È quanto ha recentemente ribadito, con Labitalia, la presidente del Comitato Unitario delle professioni e del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, Marina Calderone. “Il riconoscimento economico ai liberi professionisti – ha spiegato Calderone – è il nostro prossimo obiettivo. Quei 2 milioni e 300 mila professionisti ordinistici, che ogni giorno contribuiscono con il loro lavoro a tutelare gli interessi della collettività, nonostante risentano più degli altri gli effetti della crisi, hanno diritto ad un compenso che sia correlato alla qualità e alla quantità del lavoro svolto così come sancito dall’art. 36 della Costituzione e come già accade, ad esempio, in Spagna e in Germania”.
“Non c’è mai stata, tra l’altro, una direttiva comunitaria – ha puntualizzato Calderone – che chiedesse l’abolizione dei compensi minimi per i professionisti italiani come ha sottolineato anche il presidente della commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, che ha presentato un ordine del giorno di cui apprezziamo il contenuto, poiché si invita il governo a determinare dei parametri per il compenso dei lavoratori indipendenti, tenuto conto dei principi e dei vincoli derivanti in materia dall’ordinamento dell’Unione europea”.
“Per questo – ha affermato Calderone – porteremo avanti la nostra causa, che abbiamo già posto all’attenzione del parlamento e del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in quanto l’equo compenso è un tema che abbiamo fortemente voluto inserire nell’agenda politica affinché trovi un consenso quanto più ampio e trasversale”.
Per la presidente del Comitato unitario dei professionisti, “la riforma del lavoro autonomo contribuisce a dare maggiori garanzie ai liberi professionisti e maggiori tutele in tema di pagamenti”. “Le fatture relative alle negoziazioni tra lavoratori autonomi e pubblica amministrazione dovranno essere saldate entro 60 giorni e questo vuol dire – ha aggiunto – che saranno considerate abusive anche tutte quelle clausole che concordano un termine superiore per la corresponsione del dovuto o che prevedano la possibilità di rescindere il contratto di prestazione professionale. Un traguardo importante che tutela il lavoro dei professionisti e i loro redditi professionali”.
“Ci batteremo – ha rimarcato Calderone – per l’equo compenso, ma anche per una maggiore semplificazione fiscale. Il decreto legge n.50/2017 introduce una serie di misure che rischiano di penalizzare troppo gli iscritti agli ordini e collegi professionali e che tra l’altro non sembrano in linea con le finalità di bilancio e di contrasto all’evasione fiscale che si intendono perseguire. E’ ingiustificata, ad esempio, l’estensione dello split payment ai professionisti e ai lavoratori autonomi che prestano servizi alla pubblica amministrazione e agli altri soggetti attratti alla disciplina con il decreto legge”.
“Così come con la riduzione del limite delle compensazioni da 15.000 a 5.000 euro si ribaltano sui professionisti maggiori costi per l’adeguamento delle polizze assicurative per l’apposizione del visto di conformità, senza dare alcun ritorno economico. Con le proposte di modifica che abbiamo presentato in audizione auspichiamo che la normativa sia più conforme al lavoro e alle responsabilità dei professionisti”, ha concluso Calderone.

Roma al top
BOOM TURISMO SLEALE

“Il sommerso nel turismo ha superato il livello di guardia determinando gravi conseguenze per i consumatori, per la collettività e per il mercato”. A lanciare l’allarme è stato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, commentando una ricerca realizzata con Incipit Consulting presentata recentemente a Rapallo in occasione della 67esima Assemblea Generale di Federalberghi. Per il presidente Bocca, il fenomeno della cosiddetta shadow economy è dilagante e “danneggia tanto le imprese turistiche tradizionali quanto coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza. Entrambe le categorie sono esasperate dal dilagare della concorrenza sleale che inquina il mercato”. Gli alloggi in affitto per i turisti continuano ad aumentare in Italia. Ad aprile 2017 erano disponibili su Airbnb 214.483 alloggi italiani, con una crescita esponenziale che non accenna a fermarsi (42.804 alloggi in più nel corso del 2016, pari ad un incremento del 25,6%). Le strutture di natura analoga (appartamenti in affitto e bed and breakfast) censite dall’Istat sono 103.459. E’ quanto rileva Federalberghi secondo cui “si può certificare ufficialmente che “esistono almeno 110.000 alloggi che sfuggono a ogni controllo” ma si stima che “le strutture mancanti all’appello sono probabilmente il doppio”. Tra le città italiane più interessate dal fenomeno, evidenzia ancora Federalberghi, ci sono Roma, con 25.743 alloggi, Milano con 14.523, Firenze con 6.992 e Venezia con 5.973. Tra le regioni si colloca al primo posto la Toscana con 34.595 alloggi seguita dal Lazio con 32.663, Lombardia con 25.148 e Sicilia con 23.020.

L’istituto presente con un proprio Stand
INGRESSO AL SALONE DEL LIBRO A 5 EURO PER PENSIONATI INPS

L’Inps è stato presente alla 30a Edizione del Salone Internazionale del Libro che si è svolta a Torino dal 18 al 22 maggio scorso, presso il Lingotto Fiere. Lo ha comunicato lo stesso Istituto Nazionale di Previdenza Sociale che ha partecipato con un proprio stand al Salone del Libro per far conoscere ed informare i cittadini sui servizi erogati. All’interno dello stand è stato possibile, inoltre, effettuare una navigazione guidata del Nuovo Sito Inps per conoscerne le recenti novità, richiedere il Pin Inps, il rilascio del Cu 2017 e l’Estratto Conto Contributivo. Inoltre, ha fatto sapere l’istituto di Previdenza “grazie alla Convenzione Inps-Salone del Libro, tutti i pensionati Inps hanno potuto entrare nella giornata di lunedì 22 maggio 2017 con lo sconto del 50% sulla normale tariffa (5 euro)”. Per poter usufruire dello sconto i pensionati dovevano esibire alle casse il libretto o cedolino di pensione accompagnato da un documento d’identità. I cittadini che erano in possesso della social card potevano invece accedere tutti i giorni alla tariffa agevolata di 2 euro, su presentazione all’ingresso della card.

Welfare
ALLARGATA PLATEA SIA

È stato pubblicato in gazzetta Ufficiale 29 aprile 2017, n. 99 il D.M. 16 marzo 2017 (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze) che “allarga” il Sostegno per l’inclusione attiva (SIA), per il 2017.
Con il provvedimento sono stati modificati alcuni criteri di accesso al SIA (introdotto con D.M. 26 maggio 2016), nell’ottica di estendere la platea dei beneficiari.
La soglia di accesso relativa alla valutazione multidimensionale del bisogno (un punteggio che viene attribuito sulla base dei carichi familiari, della situazione economica e della situazione lavorativa) viene abbassata: per accedere al Sia basteranno 25 punti.
La modifica permetterà di ammettere al beneficio le famiglie con almeno un figlio minorenne o disabile o con almeno un figlio in arrivo e che abbiano un ISEE massimo pari a 3.000 euro.
E’ inoltre previsto un aumento di 80 euro per le famiglie composte esclusivamente da un genitore solo e da figli minorenni.
Viene infine innalzata da 600 a 900 euro mensili la soglia di altri eventuali trattamenti economici percepiti compatibile con il Sia per le famiglie con persone disabili e non autosufficienti, una modifica questa che consentirà l’ammissione al beneficio ad un maggior numero di nuclei familiari.
Le risorse finalizzate alla definizione dei nuovi criteri di accesso per il SIA per l’anno 2017 sono individuate nelle seguenti disposizioni previsionali:
le risorse di cui all’art. 1, comma 386, della Legge n. 208 del 2015 a valere sul Fondo povertà, come rideterminate per effetto di quanto previsto dall’art. 10, comma 8, del Decreto Legge 9 febbraio 2017, n. 8, pari a 959 milioni di euro; le risorse di cui all’art. 1, comma 389, della Legge n. 208 del 2015 nella misura di 30 milioni di euro; le risorse di cui all’art. 1, comma 238, della Legge n. 232 del 2016, pari a 150 milioni di euro;

Carlo Pareto

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