domenica, 20 agosto 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Intercettazioni Consip. Nencini: “Violazione di ufficio”
Pubblicato il 16-05-2017


consip“Qui non si tratta di essere amici o avversari di Matteo Renzi. Qui c’è una sola interpretazione possibile: le intercettazioni pubblicate sono tutte a favore dell’ex Capo del Governo. Ne sono felice ma non gioisco proprio perché la conversazione riguarda un padre e un figlio. C’è invece da domandarsi quale sia il rapporto tra alcune procure e la stampa. Una palese violazione d’ufficio, l’ennesima, di questo si tratta.”. È quanto ha affermato il segretario del Psi Riccardo Nencini riguardo all’intercettazione sulla telefonata tra Matteo Renzi e il padre Tiziano, indagato nell’ambito dell’inchiesta Consip.
Nel corso della telefonata pubblicata sul Fatto Quotidiano e firmato dal giornalista Marco Lillo, Matteo Renzi, alla vigilia dell’interrogatorio sul caso Consip, chiese al padre Tiziano di dire tutta la verità ai magistrati. Ma secondo i magistrati non ha alcuna rilevanza penale e anzi in relazione alla pubblicazione dell’intercettazione, la procura di Roma ha aperto intanto un fascicolo per violazione del segreto istruttorio e per pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale. E il ministro della Giustizia Andrea Orlando, tramite l’ispettorato generale, avrebbe avviato accertamenti in merito.
In quella telefonata, risalente al 2 marzo, subito dopo lo scandalo e l’inchiesta, l’ex Presidente del Consiglio incalza il padre: “Devi dire tutta la verità ai magistrati, non puoi dire che non conosci Mazzei perché è l’unico che conosco anche io”. Renzi appare molto preoccupato dall’interrogatorio al quale il padre sarà sottoposto e gli intima: “Devi ricordarti tutti i nomi e tutti i luoghi, non è più la questione della Madonnina e del giro di merda di Firenze per Medjugorie”. E dopo le risposte vaghe del padre Tiziano, Matteo Renzi conclude: “Non puoi dire bugie, devi dire se hai incontrato Romeo una o più volte e devi riferire tutto quello che vi siete detti. Devi ricordarti che non è un gioco”.
Dopo la pubblicazione, il segretario del Pd ha risposto con un post su Facebook: “Nel merito queste intercettazioni ribadiscono la mia serietà visto che quando scoppia lo scandalo Consip chiamo mio padre per dirgli: ‘Babbo, questo non è un gioco, devi dire la verità, solo la verità’“.

In difesa di Matteo Renzi arriva anche Renato Brunetta. “Ho orrore per tutte le intercettazioni che non vengono utilizzate con le garanzie di legge all’interno di un processo. Ho orrore perché penso che non sia accettabile che una conversazione privata venga pubblicata sulla stampa, a prescindere dagli interlocutori, senza un’adeguata contestualizzazione. Ho orrore per tutto questo, perché vorrebbe dire che non esiste più la nostra vita privata, così siamo in un regime autoritario inaccettabile in cui poi gli amici degli amici possono avere accesso a queste intercettazioni e usarle a fini economici o politici”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Fi alla Camera, in un’intervista a Radio Cusano Campus, sulla telefonata tra Renzi e il padre pubblicata oggi da “Il Fatto”. “Non voglio entrare in questo sistema di massacro delle persone. Non importa che possano essere avversari politici, anzi a maggior ragione: massimo rispetto per gli avversari politici che si combattono con la politica. Non con altri mezzi inaccettabili”, conclude.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento