lunedì, 24 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Istat, produzione primo trimestre -0,3%
Pubblicato il 10-05-2017


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L’Istat ha presentato oggi i dati definitivi destagionalizzati sulla produzione industriale del mese di marzo 2017. Il comunicato dell’Istat recita: “A marzo 2017 l’indice destagionalizzato della produzione industriale registra un incremento dello 0,4% rispetto al mese precedente. Nella media del trimestre gennaio-marzo 2017 la produzione è diminuita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, a marzo 2017 l’indice è aumentato in termini tendenziali del 2,8% (i giorni lavorativi sono stati 23 contro i 22 di marzo 2016). Nella media dei primi tre mesi dell’anno la produzione è aumentata dell’1,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’indice destagionalizzato mensile presenta variazioni congiunturali positive nel comparto dei beni strumentali (+2,4%), dei beni di consumo (+2,3%) e, in misura più lieve, dei beni intermedi (+0,4%); segna invece una variazione negativa l’energia (-5,2%).

In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a marzo 2017, aumenti nei raggruppamenti dei beni intermedi (+3,9%), dei beni di consumo (+3,7%) e dei beni strumentali (+3,4%); presenta invece una variazione negativa il comparto dell’energia (-2,4%).

Per quanto riguarda i settori di attività economica, a marzo 2017 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto e della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (entrambi +9,5%) seguiti dalla fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati e della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo esclusi macchine e impianti (entrambi +7,3%). Le uniche diminuzioni si registrano nei settori della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-4,1%) e dell’industria del legno, della carta e stampa (-1,9%)”.

Il calo produttivo dell’industria del legno della carta e della stampa è dovuto al sempre più diffuso utilizzo dei mezzi di comunicazione informatici che con la digitalizzazione in espansione comporta un minore uso dei supporti cartacei.

Il raffronto dell’ultimo trimestre con il trimestre precedente è poco significativo. Il trimestre precedente di riferimento è quello di fine anno, quando la produzione aumenta naturalmente per effetto della maggiore propensione alla spesa dovuta principalmente alla disponibilità della tredicesima mensilità per i pensionati ed i lavoratori dipendenti. Le prospettive tendenziali su base annua, dall’indagine Istat, sembrerebbero abbastanza positive. Di certo, è positivo il raffronto con lo stesso periodo dell’anno precedente.
In un recente comunicato l’Ocse ha espresso la seguente convinzione per lo sviluppo futuro: “la resilienza e la prosperità saranno più propense in Paesi che adottano politiche orientate al futuro, con istituzioni funzionanti, con cittadini più istruiti e informati e con capacità tecnologiche essenziali in diversi settori. Essendo ignoti la velocità e l’entità degli adeguamenti futuri, bisognerebbe abbandonare l’entusiasmo irrealistico che spesso accompagna le rivoluzioni tecnologiche, perché è impossibile prevedere la velocità e l’entità degli adeguamenti futuri. Tuttavia non bisogna attendere il fiume in piena ed è necessario iniziare a promuovere una maggiore concorrenza sui mercati di beni, eliminando i disincentivi per l’uscita delle imprese dal mercato e gli ostacoli alla crescita per le aziende di successo. Un’altra sfida importante, specialmente tra le piccole e medie imprese, consiste nella trasformazione digitale di quelle che non sono native digitali”.
Indubbiamente si prospetterebbe un futuro dove la produzione crescerebbe ma con livelli occupazionali più bassi. Resterebbe insoluto il problema di come i disoccupati potrebbero alimentare la domanda. Non si prospetterebbe neanche uno scenario di uscita dalla crisi attuale se non si pensa a nuovi provvedimenti distributivi della ricchezza.

Salvatore Rondello

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