martedì, 27 giugno 2017
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Opinioni e commenti
 

La festa socialista del primo maggio a Pianoro
Pubblicato il 01-05-2017


Sono stato a Pianoro (Bologna) alla festa dei socialisti per il primo maggio. Ho subito ricordato Franco Piro che era accanto a me due anni fa, mentre oggi in prima fila c’era la sua compagna col figlioletto. Ho ricordato il settantesimo anniversario della strage di Portella delle Ginestre, che insanguinò la festa del lavoro con il brutale intervento di bande al soldo dei mafiosi. E mi sono augurato che questa sia non solo la festa del lavoro, ma una festa per il lavoro, perché in Italia ci sono ancora troppi disoccupati, e tra questi in particolare giovani. L’impegno dei socialisti in Parlamento, nel governo, nel sindacato, nelle pubbliche amministrazioni deve essere soprattutto rivolto alla ripresa economica, se necessario fuoriuscendo anche dai parametri europei, attraverso un massiccio piano di investimenti pubblici, in primo luogo per mettere in sicurezza il territorio, con una detassazione cospicua del costo del lavoro, e con un rilancio del turismo e dei nostri giacimenti culturali. Che il primo maggio, questo primo maggio, che si collega idealmente al primo dei primi di maggio, quello del 1890, quando i lavoratori italiani decisero di far festa per la prima volta suscitando la reazione delle autorità, e che era lotta per le otto ore di lavoro in tutta Europa, sia un’occasione per lanciare una politica economica diversa, che ponga al primo posto l’occupazione. Qui a Pianoro, nelle colline bolognesi, i socialisti hanno voluto distribuire a tutti un garofano rosso, il garofano del primo maggio, il garofano del socialismo democratico.

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