lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Legge elettorale. Arriva il testo che cestina il Rosatellum
Pubblicato il 31-05-2017


Riforma-legge-elettoraleArriva in serata il testo dell’emendamento del relatore, Emanuele Fiano (Pd), con cui si ‘cestina’ il Rosatellum e si opta per il sistema tedesco. L’emendamento è frutto dell’accordo raggiunto tra Pd, M5S e FI. Lo ha detto lo stesso Fiano in ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali della Camera. “Per mettere uno stop ai ricatti dei piccoli” ha detto Renzi parlando dell’accordo sulla legge elettorale. Parole che il leader di Ap Angelino Alfano respinge con forza: “Assistiamo divertiti – scrive in un post su Facebook – a queste dichiarazioni sul potere di ricatto e di veto dei piccoli partiti. Incredibile. Fin qui i governi li ha fatti cadere solo il Pd, peccato fossero i propri. Letta, Renzi e adesso vedremo se indurrà anche Gentiloni alle dimissioni oppure lo sfiducerà. In tutti e tre i casi, il segretario del Pd è sempre lo stesso”. “Piccoli partiti? Diffidare dei grandi. Questa chiamasi instabilità ma – caro Pd – tu chiamale, se vuoi, “elezioni”.

Il presidente del Pd Matteo Orfini aggiunge: “Cambiare la legge elettorale, e abbiamo deciso di tentare di farlo secondo il modello tedesco, comporta un po’ di tempo, ma con un accordo molto largo sarà possibile approvarla a luglio. Non abbiamo legato questo automaticamente a elezioni anticipate. La scelta di quando votare è del presidente della Repubblica e che noi dobbiamo discutere col presidente del Consiglio”. I centristi sempre sul piede di guerra. “Rispondo – afferma Maurizio Lupi – al segretario del Pd, Matteo Renzi: nessuno ha paura della democrazia e delle elezioni che prima o poi arrivano. Noi temiamo che, per una legittima voglia di competizione elettorale, si cerchi di mettere sotto i piedi l’interesse concreto del Paese”E aggiunge: “Ci sono scadenze molto importanti all’orizzonte, entro il 27 settembre dobbiamo presentare la nota aggiornamento di bilancio, entro il 15 ottobre dobbiamo dare all’Europa la legge di stabilità ed entro il 22 va data al Parlamento. Tutte queste cose vogliono dire una cosa precisa: si vuole far aumentare l’Iva di 2-3 punti oppure no?”.

Anche all’interno del Pd non tutti la pensano allo stesso modo. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, nel corso di una conferenza stampa alla Camera afferma che con una legge elettorale sul modello tedesco “il Paese rischia l’ingovernabilità dopo il voto”. Orlando definisce “innaturale” un eventuale “coalizione con la destra” di Berlusconi, “non perché si debba demonizzare il dialogo tra forze politiche, ma perché per rispondere alla crisi” che investe il Paese “servono proposte programmatiche omogenee”. Per Orlando vi è la necessità di “dare corso a quanto prevede lo statuto del partito, a quelle regole che permettono il referendum tra gli iscritti. Il tema della coalizione di governo è un tema che dovrà coinvolgere tutto il partito”. “Noi – aggiunge Orlando – consideriamo la nostra battaglia nel Pd tutt’uno con la ricostruzione del centrosinistra. Rivolgiamo un appello per costruire la colazione a tutte le forze che si richiamano al centrosinistra. Chiediamo a tutti coloro che condividono questa impostazione di unire le nostre voci. Da tempo ascoltiamo Giuliano Pisapia, ma ci sono anche altre forze e soggetti. Noi abbiamo costruito il Pd per costruire il centrosinistra, non per distruggerlo”.

Ginevra Matiz

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