giovedì, 22 giugno 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Nencini: “Per vincere serve sinistra riformista larga”
Pubblicato il 03-05-2017


EVIDENZA-Matteo Renzi

“Continuo a leggere dichiarazioni fantasiose di autorevoli dirigenti del PD. Sostengono che il PD, in perfetta solitudine, sia in grado di vincere le elezioni a mani basse. Suggerisco loro di chiedere ai candidati sindaci in lizza nelle amministrative di giugno”. E’ quanto ha dichiarato in una nota il Segretario del Psi, Riccardo Nencini nel momento in cui si inizia a ragionare sulla legge elettorale. “Ovunque i candidati del PD, ed anche quelli socialisti, a partire da Spezia, godono dell’appoggio di una sinistra riformista larga. Senza quell’appoggio avremmo l’Italia dei municipi nelle mani dei grillini o del centro-destra, in molti comuni ricompattato”.

“Aggiungo chiarezza a chiarezza: se il Governo Renzi ha ballato su alcuni provvedimenti – dalle unioni civili alle riforme istituzionali – la causa va ricercata nelle divisioni dei gruppi parlamentari del PD. Le cronache ne sono strapiene. Da lì veniva il ricatto, altroché da chi ha sostenuto quel Governo – e questo – con responsabilità. Raccolgo le prove, un bel pacco, un bel fiocco, e le regalo agli smemorati” – ha concluso.

Intanto sulla legge elettorale si rimanda ancora. Il Pd, Forza Italia e Ap hanno chiesto in Commissione Affari costituzionali della Camera il rinvio di una settimana della presentazione del testo base della legge elettorale, che sarebbe dovuto essere presentato entro domani. Richiesta subito accolta dalla Commssione: “Il rinvio della presentazione del testo base è una richiesta alla quale non si può non dareseguito, visto che viene da tre gruppi, Pd, Fi e Ap, che hanno la maggioranza sia alla Camera che al Senato”. Lo ha detto il relatore alla legge elettorale e presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Andrea Mazziotti, parlando con i giornalisti dopo la seduta della Commissione. Secondo Mazziotti è ancora possibile rispettare la data del 29 maggio come termine per portare la legge elettorale in Aula, ma ciò implica “organizzare i lavori in Commissione per
assicurare tempi congrui al confronto”. Per esempio il termine degli emendamenti era stato fissato al 12 maggio, e questo potrebbe quindi slittare. Ma il tutto verrà deciso nell’ufficio di presidenza di domani pomeriggio”.

A chiedere in Commissione lo slittamento è stato il capogruppo di Fi, Francesco Paolo Sisto, a cui si è subito associato quello del Pd, Emanuele Fiano, e quindi Dore Misuraca di Ap. “Con la mia richiesta – ha spiegato ai giornalisti Sisto – ho cercato di stanare il Pd, perché porti in Commissione le dichiarazioni che vengono fatte fuori. Pretendere di guidare il dibattito dagli studi Tv è scorretto”. Per questo ho chiesto al Pd di esplicitare le proprie posizioni così da consentire la presentazione di un testo base che risponda alla volontà dei gruppi”.
“Come Pd – ha detto ai cronisti Fiano – vogliamo un lavoro parlamentare serio. Noi abbiamo avanzato varie proposte e chiediamo che anche altri gruppi abbiano la capacità di proposta”. Critici sullo slittamento Alfredo D’Attorre (Mdp) e Gianluigi Gigli (Des-Cd), mentre Andrea Cecconi (M5s), ha detto di non essere contrario al breve rinvio se questo consente poi di lavorare speditamente. Il relatore e presidente di Commissione Andrea Mazziotti, ha sottolineato che Fi, Pd e Ap hanno la maggioranza sia alla Camera che al Senato, per cui occorre “prendere atto della richiesta di slittamento”. “Trovo normalissimo – ha spiegato – che ci siano interlocuzioni anche fuori dal Parlamento, ma l’importante è che poi il dibattito si trasferisca in Commissione”.

Per Paolo Romani, capogruppo di Fi al Senato, “nel tempo che rimane a questa legislatura, che sia ottobre cosa molto improbabile o febbraio-marzo cosa più probabile, ho l’impressione che il nostro futuro passi dalla definizione della nuova legge elettorale su cui ci confronteremo. Al Senato come Forza Italia e i movimenti a noi collegati siamo nelle condizioni di essere gli interlocutori autentici di chi vorrà fare una proposta seria. Tutto questo deve essere preceduto da un dibattito serio al nostro interno”. I centristi non perdono tempo e raccogliendo “con atteggiamento costruttivo i rumors sulla proposta di un modello elettorale alla tedesca” manifestano il loro dubbi: “Da sempre ne siamo convinti sostenitori. La trasposizione nell’ordinamento italiano non può tuttavia essere effettuata a pezzetti, secondo le convenienze del momento. Il modello tedesco necessita di una coerenza interna e impone una logica di sistema, che implica l’introduzione della sfiducia costruttiva, senza la quale costruiremmo si’ un sistema tedesco, ma quello di Weimar… In altri termini, il modello tedesco non può essere solo uno specchietto per le allodole, mirante a riproporre surrettiziamente le liste bloccate”.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento