domenica, 20 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

ABBASSO IL QUORUM
Pubblicato il 25-05-2017


legge-elettorale

I socialisti hanno presentato i propri emendamenti al testo all’esame della commissione Affari Costituzionali del Senato. “Abbassare il quorum dal 5 al 3%, sia alla Camera che al Senato, inserire la parità di genere nelle candidature dei collegi maggioritari e nelle capolisture nella parte riguardante il proporzionale”. Afferma Pia Localtelli illustrando il contenuto di alcuni di essi. “Sulla parità di genere – ha aggiunto – non possiamo accettare passi indietro. In questa legislatura siamo riusciti ad avere un Parlamento con il 30% di donne, mi auguro che nella prossima questa percentuale salirà almeno al 40%”. Un quorum troppo alto rischia infatti di privare milioni di elettori del diritto ad essere rappresentati in parlamento. Soprattutto in uno scenario politico fluido come quello italiano. Un Paese in cui le anomalie sono spesso una caratteristica. E l’anomalia è che mentre si parla di rappresentanza e di partecipazione si alzano spesso barriere che invece la limitano.

E mentre continua il clima di scontro che fa sembrare ancora lunga la strada per trovare una legge elettorale condivisa, da una parte Renzi spinge per fare in fretta ma dall’altra il capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali Emanuele Fiano chiede uno slittamento del voto sugli emendamenti da lunedì 29 maggio a mercoledì 31. “Una cosa incredibile – commenta il capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana Montecitorio Giulio Marcon – prima si fa di tutto per mandare in Aula la legge il prima possibile, poi però concretamente ne rallenta l’iter in commissione”. “Il rinvio – continua Marcon – serve al Pd per fare la sua direzione il 30 prossimo e decidere se mettersi d’accordo o no con Berlusconi”. Intanto in agenda sono previsti una serie di incontri. Lunedì, alla vigilia della direzione del Pd, i vertici Dem incontreranno gli altri partiti per discutere di legge elettorale. Incontro a cui il capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato ha invitato il Movimento 5 stelle.

Se fino a martedì, quando si riunirà la direzione Dem, non sarà emersa una maggioranza alternativa, probabilmente il segretario proporrà di andare avanti con il Rosatellum. Ma non è esclusa la virata verso il sistema tedesco, che raccoglie sempre più consensi. Non solo Fi e Mdp ma anche M5s sembra preferire il tedesco al Rosatellum. A dire no al sistema tedesco è Andrea Orlando avversario di Renzi nella corsa alla primarie. Il motivo del no è semplice: “Il sistema tedesco ci condannerebbe alle larghe intese che possono essere una necessità ma non devono diventare una scelta”. “Io penso – aggiunge – che occorra fare delle coalizioni, che occorra tornare ad un sistema di coalizioni dove ci si mette insieme perché si condivide un programma e non per fare una maggioranza, così si fa un governo e ci si dividono i ministri”. “Io sono per un premio di maggioranza – ha spiegato Orlando -, il testo base presentato alla Camera da Rosato è una traccia dalla quale si può partire”.

All’attacco, come al solito, i 5 Stelle che con Di Maio affermano che si sta “facendo di tutto per escludere il M5s dalle prossime elezioni con una legge elettorale che consenta a chi perderà di continuare a detenere il potere, e questo non è giusto”. “Siamo disponibili – continua Di Maio – a fare una seria legge elettorale con gli altri partiti”. E ancora: “Non possono escluderci dalla formazione di una legge elettorale e dalla possibilità di vincere le prossime elezioni e governare”. Una disponibilità che per il memento è solo a parole visto che ogni proposta, ma anche ogni invito a sedersi a un tavolo, è stata respinta dai Cinquestelle.

“Per la nuova legge elettorale – commenta Maurizio Martina, vicesegretario del Partito Democratico al videoforum di Repubblica – noi lavoriamo per raggiungere un’intesa il più larga possibile. Siamo consapevoli che lo spazio di lavoro è molto stretto e delicato e che non sarà facile trovare un punto di equilibrio capace di tenere dentro tutti. Il nostro orizzonte, a prescindere da quale sarà il modello di legge, è un nuovo centrosinistra, perché contano i programmi e le idee sulle scelte fondamentali per il Paese”. Ma è anche vero che senza i numeri i programmi e le idee non possono essere realizzate. Una legge elettorale che non garantisce un vincitore è un rischio troppo alto per il nostro paese. E sui tempi Martina spiega: “Per ora, entro la pausa estiva mettiamo la parola fine alla riforma della legge elettorale. Qualsiasi ragionamento si faccia dopo”. “Questo governo può comunque arrivare a fine legislatura, come sta dimostrando con scelte importanti”, sottolinea il ministro dell’Agricoltura.

Le grandi intese preoccupano anche il Dem Gianni Cuperlo per il quale un’altra “stagione di larghe intese potrebbe condannare il Pd all’implosione. Ma soprattutto non avrebbe la forza di aggredire le riforme che servono per portare l’Italia fuori dalla crisi peggiore della sua storia recente”. Secondo Cuperlo un accordo Pd-Forza Italia sul sistema elettorale tedesco, puntando al proporzionale, “sarebbe uno strappo profondo” che potrebbe “rompere il partito perché si segherebbe una delle sue radici e può offrire ai Cinque Stelle, e non solo, l’argomento principe di una campagna elettorale costruita attorno al grande inganno di un governo di larghe intese nella prossima legislatura”.

 

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