lunedì, 25 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

TUTTO DA RIFARE
Pubblicato il 16-05-2017


italicumleggeLa maggioranza si spacca sull’Italicum bis. Il testo base sulla legge elettorale, presentato giovedì scorso dal relatore, Andrea Mazziotti, non piace al Partito democratico che lo boccia senza appello. Il segretario Renzi commenta: “Noi abbiamo oggi in discussione alla Camera la legge elettorale, spero che il Pd possa convincere gli altri partiti ad andare verso il ‘mattarellum’, se non al 75% almeno al 50%, come da proposta avanzata dal Pd. Speriamo ci siano i numeri”. Neanche al Psi piace il testo avanzato della Commissione Affari Costituzionali: “I Socialisti – afferma Pia Locatelli, capogruppo del Psi alla Camera – non possono sostenere il testo base per la riforma delle legge elettorale così come è stato presentato in Commissione Affari Costituzionali dal relatore Mazziotti. A suo tempo – ha aggiunto – avevamo espresso le nostre critiche di fondo all’Italicum e più recentemente avevamo presentato delle nostre proposte. Oggi confermiamo dunque la distanza dal testo di riforma perché riteniamo che non garantisca sufficientemente il diritto di rappresentanza e il rapporto tra eletti ed elettori”.

Il testo invece piace ad Alternativa popolare, che in commissione Affari costituzionali voterà a favore. L’Italicum bis a questo punto ha pochissime chance di sopravvivere: assieme al Pd, infatti, voteranno contro anche la Lega, i verdiniani, i fittiani e le minoranze linguistiche. Un insieme di gruppi che, in commissione, detengono la maggioranza. A favore, invece, si esprimeranno sicuramente Forza Italia, Alternativa popolare, M5S.

Sinistra italiana e Mdp sono contrarie ai capilista bloccati, contenuti nel testo base, vedono però con favore la soglia di sbarramento al 3%, ma hanno duramente criticato la linea del Pd, definita “arrogante”. Se, come tutto lascia prevedere, il testo base sarà cestinato, la partita sulla legge elettorale si riapre, con il rischio che i tempi si allunghino. L’approdo in Aula, infatti, è fissato per lunedì 29 maggio, ma calendario alla mano difficilmente l’appuntamento sarà rispettato, anche se il capogruppo del Pd, Ettore Rosato, non vede problemi in tal senso. Del resto, fanno osservare dal Pd, basta presentare un nuovo testo base nel giro di pochi giorni, magari già domani o al massimo giovedì. E il nuovo testo base a cui mirano i dem è la loro proposta, ovvero un Mattarellum corretto: metà proporzionale e metà maggioritario.

Percorso niente affatto scontato per Ap, secondo cui se viene bocciato il testo base si ricomincia da zero, “con un nuovo giro di orizzonte per vedere quali disegni hanno convergenza Parlamento”. Intanto Alfano conferma che Ap questa sera voterà sì al testo presentato dal relatore”. “Il testo base – ha aggiunto Maurizio Lupi, capogruppo di Ap al Senato – ha un premio di governabilità, noi riteniamo che questo premio vada dato alla coalizione mentre per il Pd alla lista e la differenza è notevole. Ma, se si bloccherà tutto si ritorna da capo e ci dovrà essere un nuovo relatore ed un nuovo testo proposto che cerchi un punto di contatto con gli altri”.

Da regolamento l’indicazione del relatore spetta al presidente della commissione, e al momento Mazziotti – ma non c’è alcuna dichiarazione ufficiale – non sembrerebbe orientato a fare un passo indietro. Il Pd, al contrario, vorrebbe un relatore dem. Si fanno i nomi di Emanuele Fiano o Matteo Richetti, ma c’è anche chi sostiene che potrebbe arrivare dalla minoranza dem. Il Pd, intanto, sta già lavorando alla ricerca di intese sulla sua proposta: sono in corso contatti con FI, ma soprattutto nell’area di centrosinistra. Il modello targato dem, è il ragionamento, potrebbe far gola a Pisapia e anche alle altre forze di sinistra, perché favorisce le aggregazioni: “Certamente siamo interessati ad aprire un confronto utile con chi nel centrosinistra vuole lavorare con noi. Spero che la proposta venga valutata bene da tutti, perché garantisce un giusto equilibrio”, afferma Maurizio Martina. Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro Dario Franceschini che ricorda è sulla legge elettorale è “un principio elementare cercare un’intesa la più larga possibile”. “Per definizione va fatta cercando un’intesa fra maggioranza ed opposizione. E una regola che riguarda tutti” ha aggiunto.

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