venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Legge elettorale. La proposta dei socialisti e dei radicali
Pubblicato il 11-05-2017


conferenza stampa 2Una conferenza stampa alla Camera per presentare la proposta di legge elettorale di socialisti e radicali nei giorni in cui le forze politiche di maggioranza e di opposizione stanno cercando un accordo condiviso. Presenti Riccardo Nencini segretario del Psi, Riccardo Magi segretario dei Radicali Italiani, Pia Locatelli presidente del gruppo Psi alla Camera, il senatore socialista Enrico Buemi e il responsabile riforme del Psi Vincenzo Iacovissi.

conferenza stampa 2Il Psi e i Radicali propendono per un sistema basato su un meccanismo elettorale di tipo maggioritario a turno unico, da applicare in collegi uninominali pari al 90% dei seggi della Camera e del Senato. Il sistema prevede poi un premio di governabilità pari al 10% dei seggi da attribuire alla coalizione che abbia conquistato il maggior numero di seggi nei collegi uninominali. Oltre ai candidati vincenti nei singoli collegi uninominali sarebbero eletti anche i migliori perdenti compresi nella lista o coalizione che abbia ottenuto il premio di governabilità. A tal fine vengono presi in considerazione i candidati di collegio con le percentuali più alte.

“Ieri – spiega Nencini – abbiamo incontrato il presidente della Commissione Affari Costituzionali Mazziotti e non abbiamo cambiato opinione sulla legge elettorale. Andiamo al voto per darci governi che devono avere le caratteristiche della stabilità e per garantire la governabilità. In un sistema tripolare – aggiunge Nencini – l’ideale è avere un sistema maggioritario che estenda il premio alla coalizione e non alla lista”. “Si dice che una proposta simile non avrebbe i numeri. Non è vero. Questa proposta alla Camera avrebbe una maggioranza solida perché i numeri ci sono, mentre al Senato non ci sarebbe una maggioranza alternativa che si potrebbe opporrebbe. Ad oggi questa è la proposta che avrebbe la meglio”. E’ la ragione – chiude Nencini – per la quale radicali e socialisti la presentano formalmente e lo fanno assieme presentandosi insieme agli incontri che ci saranno nelle sedi istituzionali”.

Dopo Nencini il segretario dei radicali Magi aggiunge che “questa è una proposta che non possiamo non sostenere”. “Una proposta che ha il pregio di riportare il dibattito nei veri termini della questione: la contrapposizione tra proporzionalisti e tra chi sostiene il maggioritario”. Magi sottolinea che “a differenza di quello che si legge sui giornali, non è vero che questa legge ha meno chance di altre. Populismo e demagogia si sconfiggono mettendo delle facce, delle storie, in relazione con gli elettori. La legge elettorale – aggiunge Magi – non è un abito che si cambia a seconda delle stagioni. E chi lo fa di solito va sbattere. Le leggi elettorali sono invece dei veri sistemi di riforma istituzionale e politico”. Magi sottolinea che “l’elemento del collegio uninominale può rispondere in questo momento di crisi istituzionale alla ricostruzione del rapporto tra elettorato ed eletti e anche al rinnovo della classe dirigente su basi qualitative”. Magi infine accenna ad alcuni fattori procedurali ma non secondari: “È arrivato il momento di una semplificazione delle procedure. Per esempio la possibilità di sottoscrivere le liste in via digitale. Altra questione il numero di firme che servono per l’accesso. Nell’ultima versione dell’Italicum eravamo arrivati a 170mila firme a livello nazionale. E’ evidente che per forze politiche nuove e che non hanno rappresentanza questo costituisca uno scoglio insuperabile”. Anche per Vincenzo Iavovissi “il sistema maggioritario è l’unico in grado di avvicinare gli elettori alla politica. E la nostra proposta va in questo senso. Per non parlare dei costi elettorale che comportano i sistemi proporzionali. Altro fatto importante è quello della possibilità di realizzare una democrazia competitiva in cui in ogni collegio vi è una sfida tra le proposte politiche che vengono incarnate dai candidati”.

Il senatore Buemi parte dalla positività dell’esperienza del Mattarellum. “Ha esaltato in quella fase storica – afferma – il rapporto tra il territorio e la rappresentanza”. Mentre “le correzioni e le modifiche successive hanno creato il disastro di questo tempo”. Per il senatore socialista bisogna invece “ritornare sui nostri passi con l’atteggiamento del riformista positivo. Al Senato la discussione è aperta e supera gli schieramenti ufficiali. Quello che apparentemente non è possibile nella sostanza – conclude – diventa possibile e spesso le certezze che si hanno dall’esterno in Aula vengono vanificate”.

Pia Locatelli aggiunge un elemento al dibattito: “Nel rapporto di rappresentanza tra eletto ed elettore vi è anche un altro aspetto; quello della restituzione che ogni singolo parlamentare può dare nel proprio collegio. È una elemento di relazione molto importante nella attività parlamentare, concepita troppo spesso come un rapporto unidirezionale. Mentre come socialisti siamo stati impegnati a ricevere mandato e a restituire al nostro elettorato il risultato della nostra azione”.

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