venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

L. elettorale, torna lo spettro del patto del Nazareno
Pubblicato il 23-05-2017


Italicum, al via l'esame in commissione alla CameraFinalmente si parte. Il testo base è arrivato e il primo voto è stato espresso dai senatori della commissione Affari costituzionali. A favore del Rosatellum hanno votato Pd, Ala, Lega, Svp, Democrazia solidale, contraria nel merito ma disponibile a contribuire all’avvio dell’iter. Contrari Fi, Si, Mdp, Cinquestelle e Alternativa libera. Assente Ap, astenuti Direzione Italia, Civici innovatori, Per l’Italia e Fratelli d’Italia.

La proposta del Pd prevede cinquanta per cento di seggi assegnati su base maggioritaria e cinquanta per cento su base proporzionale, con sbarramento al 5 per cento. Ma non passa molto dal voto che già cambiano gli scenari con l’ingresso nel dibattito di un sistema ispirato al modello tedesco. Non voci di corridoio ma le parole dello stesso relatore Emanuele Fiano, del Pd, che parlando con i giornalisti afferma: “Siamo disponibili al dialogo. Vediamo su quali punti concentrare questo dialogo”. Conferma quindi la disponibilità, come chiesto da Forza Italia e Silvio Berlusconi in persona, di arrivare a un sistema elettorale molto simile a quello tedesco. Tanto che Cuperlo torna a parlare di patto del Nazareno. Sulla legge elettorale, afferma, si dovrebbe “ricercare un accordo più ampio della sola maggioranza che sostiene il governo che tenga insieme i due principi fondamentali che servono al Paese: la governabilità e la rappresentanza”. “Un eventuale nuovo patto del Nazareno – aggiunge – metterebbe in discussione alcuni dei principi su cui il Pd è sorto – a partire dal maggioritario – e costringerebbe l’evoluzione del quadro politico verso ciò che a parole tutti vogliono negare: una prospettiva di larghe intese e un governo che non sia espressione di una parte”.

Cauto Mazziotti. Il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Andrea Mazziotti, invita infatti alla prudenza. “Aspettiamo, si parla di trattative in corso e bisogna vedere su cosa si baseranno”. “Se si arriva a un consenso più ampio” rispetto alle forze politiche che oggi hanno approvato il ‘Rosatellum’ come testo base, “allora è una cosa positiva, anche se le trattative sono al di fuori della commissione. E’ chiaro che se dovesse cambiare qualcosa in modo esplicito si ragionerà su cosa fare in commissione, per ora le trattative sono esterne. Intanto è stato compiuto un atto formale, con l’adozione del testo base. E se ci fosse un’intesa più ampia, poi si tratterà di vedere l’ampiezza di questa intesa – sottolinea Mazziotti – e capire se ci saranno emendamenti su singole e piccole modifiche o se ci saranno emendamenti” che modificano di molto il testo attuale.

Come detto, Forza Italia ha votato contro il testo base sulla legge elettorale. Francesco Paolo Sisto, capogruppo FI in commissione Affari costituzionali spiega: “Non solo perché contiene elementi maggioritari a cui il partito di Silvio Berlusconi è contrario, ma anche perché secondo gli azzurri il modello elettorale targato Pd presenta serissimi rischi di incostituzionalità”. E poi aggiunge: “Presenteremo emendamenti per ‘proporzionalizzare’ il testo”, ovvero per “introdurre elementi che rendano questo sistema il più proporzionale possibile. Vedremo, se son rose fioriranno”.

Parole a cui si aggiungono quelle dell’esponente del Pd Andrea Marcucci, che in una intervista ad Affari Italiani afferma: “L’offerta di Berlusconi è un punto di partenza, vedremo nei prossimi giorni il comportamento di Forza Italia. Sosteniamo con forza e convinzione il governo Gentiloni ma la possibilità di votare in autunno non è una bestemmia”. Insomma si aggiungono nuovi elementi al dibattito sul voto a ottobre.

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