martedì, 26 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

GIUSTIZIERI DELLA NOTTE
Pubblicato il 04-05-2017


camera legittima difesaArriva un accordo in Maggioranza che mette in disaccordo un po’ tutti, la possibilità di ricorrere all’uso delle armi per difendersi dagli aggressori di notte. Il ddl considera legittima difesa la reazione della vittima di un’aggressione, quindi anche la possibilità di ricorrere con le armi, quando si verifica ‘di notte’, con ‘violenza sulle persone o sulle cose’. L’ampliamento quindi della legittima difesa alle aggressioni notturne, ed esclude la colpa per chi reagisce “in situazioni comportanti un pericolo per la vita, per l’integrità fisica, per la libertà personale o sessuale”. Una riforma voluta dal Pd per mediare con i centristi, ma che ha trovato da una parte la contrarietà del Carroccio e della Destra in Aula che considera il provvedimento troppo ‘lieve’, dall’altra parte chi considera il provvedimento un modo per farsi ‘giustizia da se’.

L’Aula ha approvato infatti il ddl con 225 Sì, 166 No e 11 astenuti. A favore hanno votato Pd, Ap, Civici e innovatori. Contrari M5S, Forza Italia, Lega Nord, Mdp, Sinistra Italiana-Possibile e Fratelli d’Italia. Il Psi e il Centro democratico si sono astenuti. Il testo passa al Senato. Il ddl va a modificare gli articoli 52 e 59 del codice penale.
“Noi socialisti siamo sempre stati garantisti e contrari alla giustizia fai da te”, ha detto la Capogruppo del Psi alla Camera, Pia Locatelli annunciando l’astensione dei socialisti al provvedimento. “L’esempio negativo degli Stati Uniti, dove è lecito l’uso e l’abuso delle armi per difendersi, che ha prodotto vittime innocenti, dovrebbe essere un monito per quanti in quest’Aula propongono provvedimenti che porterebbero il Paese verso quella situazione”, ha detto la deputata che ha aggiunto: “Siamo stati d’accordo con il lavoro iniziale svolto dalla Commissione, che ha respinto fermamente la proposta originaria presentata dalla Lega; purtroppo, i nuovi emendamenti, a nostro parere, hanno introdotto altre criticità”.
Gli emendamenti dei dem infatti danno la possibilità di ricorrere all’uso delle armi da parte della vittima. Il primo emendamento considera legittima difesa la reazione per la vittima di un’aggressione, quindi anche la possibilità di ricorrere alle armi quando si verifica “di notte”, con “violenza sulle persone o sulle cose”. Il secondo, invece, precisa l’esclusione della colpa di chi reagisce “in situazioni di pericolo attuale per la vita, per l’integrità fisica, per la libertà personale o sessuale”. Infine, nel caso in cui chi ha esercitato la legittima difesa sia stato indagato ma venga assolto, tutte le spese processuali e i compensi degli avvocati saranno a carico dello Stato. Un onere per l’erario stimato in 295.200 euro a decorrere dal 2017.
Pia Locatelli nel suo intervento ha anche avvertito che il problema sia una nuova ondata di populismo e giustizialismo: “Ci pare che, ancora una volta, ci si preoccupi di accontentare la pancia del Paese sull’onda emotiva di crimini avvenuti nei confronti dei cittadini; crimini che, però, non sono aumentati. Se guardiamo le statistiche, non vi è nessun aggravamento della situazione, anzi, diminuiscono gli omicidi, diminuiscono alcune tipologie di crimini. Eppure, c’è un allarme, secondo noi, volutamente fomentato”.
“Siamo fermamente convinti che i colpevoli di crimini vadano arrestati, processati, perseguiti, così come sosteniamo il diritto dei cittadini a difendersi in caso di gravi aggressioni, soprattutto quando queste avvengano all’interno del proprio domicilio o dove si esercita la propria attività”, afferma la Capogruppo del Psi.
Infine la deputata socialista ha affermato: “Noi continuiamo a pensare che debba sempre sussistere un pericolo concreto, attuale e imminente, e continuiamo a condividere quanto esposto da magistrati, avvocati e docenti auditi in Commissione giustizia. Da quelle posizioni garantiste – sottolinea Locatelli – che a noi sembrano equilibrate, non ci muoviamo. Il cittadino non deve mai sostituirsi o, addirittura, superare lo Stato nell’esercizio della repressione del crimine. Come socialisti, quindi, non possiamo votare a favore e annunciamo l’astensione del nostro gruppo”.

“Ma come si fa a differenziare il giorno dalla notte quando si parla di legittima difesa. O c’è o non c’è”, ha commentato il segretario del Psi, Riccardo Nencini, contrario al provvedimento passato in Aula.
“Non si scherza sulla sicurezza dei cittadini. È una priorità. Eppure socialisti non hanno votato il provvedimento sulla legittima difesa”. Ha detto il Vice Ministro ai Trasporti, Riccardo Nencini, commentando la legge sulla legittima difesa passato oggi alla Camera. Secondo Nencini il testo è “troppo ambiguo, soprattutto nella parte che separa il giorno dalla notte. Domando: che senso ha catalogare la legittima difesa sulla base della luce e delle tenebre? Nel Medioevo il coprifuoco iniziava al tramonto: vige la stessa regola?”, ha proseguito. “Avremmo preferito inserire, come proposto in un nostro disegno di legge, anche il sequestro dei beni del ladro. Lo riproporremo ben presto”, ha concluso.

L’ok al provvedimento è arrivato dopo pochi minuti alla fine della discussione finale, nonostante il dietrofront annunciato appena stamattina dai forzisti. “Noi non siamo certo per la difesa ‘fai da te’ – ha detto Silvio Berlusconi – ma di fronte al pericolo dev’essere garantito il diritto alla difesa. Il testo votato dalla maggioranza delude queste aspettative, non dà risposta al tema centrale del diritto alla difesa, lascia alla discrezionalità del giudice margini eccessivi”.
Immediata la reazione del Pd, David Ermini ha infatti replicato al leader di forza Italia: “Berlusconi parla in modo molto generico. Non credo conosca il testo che stiamo discutendo, e forse neanche quello approvato nel 2006 dal suo governo! Io penso che vogliano sottrarsi a qualsiasi responsabilità politica. Solo per questo dicono no ad una buona riforma”.
Alla Camera c’è stato poi il solito show della Lega. “La difesa è sempre legittima” è il testo, in verde, stampato sul grande striscione bianco che i deputati nordisti hanno srotolato nell’emiciclo della Camera mentre Nicola Molteni teneva la dichiarazione di voto, ma la presidente Laura Boldrini ha chiesto subito l’intervento dei commessi per la rimozione dello striscione. Matteo Salvini ha urlato “Vergogna, vergogna!” dalla tribuna dell’Aula di Montecitorio dopo che l’Assemblea ha approvato il ddl sulla legittima difesa. E ancora una volta è dovuta intervenire la Boldrini: “Non si può gridare in tribuna”.  Salvini, con altri deputati leghisti che indossavano magliette con su scritto “La difesa è sempre legittima”, “Io sto con le vittime”, ha poi tenuto un sit-in in piazza Montecitorio: “Questa legge è l’ennesimo affronto di un governo clandestino che arma i ladri e non difende i cittadini: quando la Lega sarà al governo farà una legge seria”.
Mentre Giorgia Meloni insieme ai parlamentari del suo partito si è simbolicamente incatenata in piazza Montecitorio dopo l’ok dell’aula alla legge sulla legittima difesa su cui Fdi si è espressa in modo contrario. Oltre alla catena, i parlamentati tenevano in mano un cartello con su scritto ‘la difesa è sempre legittima’. “Siamo con una catena in piazza a simboleggiare la condizione degli italiani con la legge sulla legittima difesa approvata dalla Camera. Noi vogliamo uno Stato vicino alle vittime e non ai criminali. Per noi la difesa è sempre legittima”, ha detto la leader di Fratelli D’Italia.

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Commenti all'articolo
  1. Viste così, ossia da come riesco a ricavarle da queste righe, le posizioni del Capogruppo PSI alla Camera e del Segretario non mi sembrano coincidenti, ma potrebbe essere una mia errata impressione, e in ogni caso l’aspetto che va assumendo un crescente rilievo in materia sembra ora essere il fatto che nella stessa maggioranza sarebbero sorte perplessità riguardo al testo approvato, tanto da auspicarne una rimodulazione nel successivo passaggio al Senato.

    Da quello che si legge, o si ascolta, pare altresì che fra chi avanza un tale auspicio figurino personalità politiche che allora caldeggiavano il superamento del bicameralismo paritario, vale a dire all’epoca del Referendum costituzionale, mentre oggi quel tipo di bicameralismo può invece tornare utile per approdare alla suddetta rimodulazione, e a fronte di questa circostanza si potrebbe dunque ritenere che i sostenitori del NO avessero in proposito qualche buona ragione da spendere.

    Paolo B. 05.05.2017

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