martedì, 25 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

ESAME PASSATO
Pubblicato il 22-05-2017


padoan moscoviciPromossi i conti italiani. Lo dice la commissione europea: “L’Italia conferma che le misure di bilancio addizionali richieste per il 2017 sono state prese e che quindi, in questa fase, nessun passo ulteriore è giudicato necessario per rispettare la regola del debito”. Bruxelles non ritiene ci siano le condizioni nemmeno per una procedura per squilibri macroeconomici, se si applicano le riforme raccomandate. Per il 2018 però la Ue chiede al nostro Paese uno “sforzo di bilancio sostanzioso”, e le politiche dovranno sia “rafforzare la ripresa” che assicurare la sostenibilità dei conti”. Per questo chiede di “spostare il carico fiscale dai fattori produttivi a tasse meno dannose per la crescita, reintrodurre la tassa sulla prima casa per i redditi elevati, riformare il catasto”.

“La tassa sulla prima casa è stata cancellata nel 2015, cosa che è stato un passo indietro nel processo di ottenere una struttura tributaria più efficace”. E’ scritto nelle osservazioni della Commissione a supporto delle Raccomandazioni economiche per l’Italia che chiedono tra l’altro la reintroduzione dell’Imu sulla prima casa per i redditi alti. L’esecutivo osserva che in generale “il sistema tributario italiano non è favorevole alla crescita economica e all’efficienza in molti campi” e che “il basso rispetto delle tasse e la complessità dei codici tributari accentuano il fardello per le aziende e le famiglie che rispettano” i loro obblighi tributari.

Nell’analisi si osserva che “è stato ulteriormente rinviata” la revisione “attesa da lungo tempo” dei tassi dell’Iva “nonostante la legislazione nazionale ne richieda la revisione su base annuale”. Inoltre si ricorda che “è ancora in corso la riforma degli antiquati valori catastali” affinché siano “allineati agli attuali valori di mercato”. Infine la Commissione rileva che “sono stati alzati i limiti per l’uso di contanti” e quindi “l’uso di pagamenti elettronici resta molto al di sotto della media Ue, a detrimento del rispetto degli obblighi tributari”.

Inoltre la Commissione Ue chiede all’Italia di rimuovere gli ostacoli alla concorrenza e adottare le norme ancora pendenti. “Le condizioni per la concorrenza restano sfavorevoli”, ci sono “barriere significative in alcuni settori come le professioni regolate, concessioni, appalti, servizi pubblici locali, trasporti inclusi”, scrive la Commissione nelle raccomandazioni. In particolare “è ancora molto limitato il progresso nel promuovere il funzionamento trasparente e concorrenziale di un mercato del trasporto pubblico, soprattutto per le ferrovie sotto concessione statale”. Per quanto riguarda l’accesso alle professioni, “il livello di barriere è più alto in Italia che nella media dell’Ue per la maggior parte delle professioni considerate”.

La prima risposta sull’Imu arriva direttamente dal reponsanbile del dicastero dell’Economia Padoan per il quale la raccomandazione della Commissione sull’Imu per i redditi alti “è una delle tante proposte” ma “le riforme fiscali vanno viste nel loro insieme ed io direi che cambiare idea su una tassa che è stata appena cambiata da pochi mesi non è una buona idea”. Per il ministro Poletti dalla Ue arriva “una buona notizia” perché c’è una approvazione dei nostri conti. Naturalmente ci sono delle indicazioni in direzione di uno sviluppo delle riforme cosa che noi abbiamo attivato e stiamo sviluppando”. “Tra l’altro bisogna sapere che sempre le riforme strutturali hanno bisogno di tempo per dare risultati – aggiunge. – Pensiamo alla lotta alla povertà: trasferire qualche centinaio di euro alle famiglie ce la facciamo abbastanza velocemente ma quando dobbiamo costruire un servizio territoriale serve più tempo”.

Sulle raccomandazioni all’Italia interviene anche il vicepresidente della Commissione Ue per l’euro Valdis Dombrovskis. “Il programma nazionale di riforme dell’Italia – dice – fornisce sufficiente evidenza che le sfide” a cui si trova davanti il Paese, “sono affrontate in modo decisivo”. E sulla stabilità del governo Moscovici aggiunge: “Le elezioni non interrompono gli impegni dell’Italia, e le diamo fiducia perché resti un Paese al cuore dell’eurozona e rispetti gli impegni”. “Rispettiamo l’elettorato italiano ma auspichiamo veramente che l’Italia resti quello che è, un Paese credibile e forte” in quanto “l’eurozona è una comproprietà e l’Italia fa parte degli azionisti più importanti”. Infine sulla flessibilità Moscovici afferma che “l’Italia non deve lamentarsi della Commissione Ue perché ha saputo dar prova a suo riguardo di una flessibilità intelligente e comprensiva, e questo atteggiamento di flessibilità continuerà a segnare il dialogo costruttivo con le autorità italiane e che io personalmente ho con il ministro Pier Carlo Padoan”. Però, ha avvertito, “pacta sunt servanda”, quindi “le regole sono regole” anche per l’Italia e vanno rispettate.

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