venerdì, 22 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Manovra. Pastorelli, misure per sviluppo Paese
Pubblicato il 31-05-2017


manovra

La Camera conferma la fiducia al governo sulla Manovra economica con 315 voti a favore, 142 contrari e cinque astenuti. L’Assemblea ora passa all’esame degli ordini del giorno, che
saranno votati domattina, quando si terrà anche il voto finale sul provvedimento, che a quel punto sarà trasmesso al Senato. Ad astenersi sono stati quattro deputati di Scelta Civica – Ala (D’Agostino, Lainati, Vezzali e Zanetti) e Lacquaniti del gruppo Misto.  Nessuno dei deputati di Mdp ha risposto alla chiama, così come i cinque della componente Udc del gruppo Misto.

Riparte anche il dissenso a sinistra. Il Partito nato dalla costola del Pd, il Movimento Democratici e Progressisti, ha infatti fatto sapere che non voterà la fiducia al governo sulla manovra alla Camera. “Non saremo dentro questo passaggio” perché “non vogliamo essere corresponsabili. Noi abbiamo sempre dimostrato senso di responsabilità e continueremo a farlo” e “dovete invece guardare a chi ha tirato dritto in barba ad un referendum”, ha detto il capogruppo Francesco Laforgia in sede di dichiarazioni di voto. Il dissenso è in particolare sull’inserimento dei nuovi voucher. La questione dei ‘voucher’ non è proprio andata giù all’MDP, anche se la soluzione individuata dalla maggioranza prevede due strade. Per i lavoretti domestici ci sarà un libretto di famiglia, mentre per le imprese fino a cinque dipendenti ci sarà un contratto vero e proprio. Le prestazioni saranno vincolate a un tetto massimo di compensi, che non dovranno superare i 5mila euro per lavoratore, con un limite di 2.500 euro per ogni datore di lavoro. Sono escluse le aziende dell’edilizia e tutte quelle che lavorano negli appalti pubblici. All’interno del disegno di legge di conversione del decreto-legge che contiene “Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti locali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo” (la cosiddetta ‘manovrina’), è stato inserito nel corso dell’esame in commissione Bilancio alla Camera l’articolo 54-bis, attraverso un emendamento a firma Di Salvo e altri riformulato dal relatore, sulla “Disciplina delle prestazioni occasionali. Libretto Famiglia. Contratto di prestazione occasionale”.
Ma un altro strappo fa vacillare il Governo: per la prima volta in questa legislatura anche Udc non partecipa al voto o dice ‘no’: “Prima di tutto è difficile dare la fiducia a un governo che ha innestato un processo accelerato verso il proprio dissolvimento, senza tenere in nessun conto le esigenze degli italiani, le loro difficoltà economiche, il disagio sociale e la disoccupazione giovanile, le promesse alle famiglie mai mantenute – spiega Paola Binetti – . In secondo luogo l’attuale manovra ha contenuti che nulla hanno a che vedere con quanto appare nel titolo”. Per l’esponente centrista “al centro dell’attenzione non ci sono le aree terremotate, ma cose che rispondono a logiche di lobby, valgano come esempio le misure relative ai signori dell’azzardo. In terzo luogo non voteremo la fiducia, perché siamo stanchi di fiducie, di scorciatoie che privano il parlamento della sua possibilità di intervenire, a favore o in dissenso, esercitando un proprio diritto”.
Di tutt’altro avviso i socialisti. “La manovra contiene un complesso di misure essenziali per la ripresa economica del nostro Paese, che avranno un enorme impatto sui territori, stimolandone la crescita e la competitività”. Lo afferma Oreste Pastorelli, deputato del Psi, nel corso delle dichiarazioni di voto di fiducia sulla Manovrina. “Si tratta – prosegue il parlamentare socialista – di una mole di disposizioni con la quale si intende imprimere una svolta all’intero sistema-Paese. È fondamentale l’approvazione del provvedimento poiché è rivolto non solo ai territori colpiti dai recenti terremoti, ma all’intero Paese, attraverso un adeguato piano di investimenti pubblici e di stanziamenti di risorse a livello locale volte a migliorare la qualità della vita dei cittadini”. Infatti nella manovra per le aree a rischio sismico arriva un nuovo fondo progettazione. Avrà una capienza totale di 40 milioni di euro e servirà a finanziare la realizzazione di elaborati nei Comuni a rischio sismico elevato, le zone 1. Per chi vive nelle zone a rischio sismico elevato arriva anche una versione potenziata del sismabonus.
Sale poi la tensione anche per quanto riguarda la legge elettorale: alcuni partiti, come Mdp, Ci, Des-Cd e Direzione Italia, hanno minacciato di non partecipare ai lavori della Commissione per i tempi troppo stretti di esame del maxi-emendamento che il relatore Emanuele Fiano presenterà stasera. La loro richiesta era di andare in aula col testo il 12 giugno.

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